2013/02/24

Le missioni Apollo e il mistero dei fenomeni lunari transitori

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di domenico.fior*.

Il 19 luglio 1969, due ore dopo che l'Apollo 11 era entrata in orbita intorno alla Luna, il suo equipaggio vide un bagliore nella regione del cratere Aristarco. Il fenomeno era stato osservato poco prima dagli astronomi a Terra e fu chiesto quindi all'equipaggio di esaminare visivamente la zona (Apollo Flight Journal, da 076:57:07).

Neil Armstrong e Buzz Aldrin ne parlarono anche nel rapporto successivo alla missione (Technical Crew Debriefing, nella sezione che inizia con “One item that came up was the request to look at the crater Aristarchus to see if we could see any glow or evidence of some observations that had been made by people on the ground”).

Fu la prima osservazione dallo spazio di un lunar transient event o lunar transient phenomenon, ossia di un fenomeno transitorio, un mutamento improvviso, sulla superficie della Luna. A tutt'oggi quest'evento non è ancora stato chiarito.

I fenomeni transitori lunari hanno una storia molto lunga: le prime osservazioni risalgono al sesto secolo dopo Cristo e proseguono anche nell'era telescopica moderna, tanto da meritare un apposito catalogo NASA (Lunar Transient Phenomena Catalog, luglio 1978, NSSDC/WDC-A-R&S 78-03) e altre pubblicazioni (un elenco parziale è su The Living Moon).

Si tratta di chiazze temporanee rossastre o rosacee, bagliori incolori, punti luminosi nella parte in ombra della Luna, fluttuazioni rapide di luminosità di zone specifiche. Circa un terzo di questi fenomeni è stato osservato nelle vicinanze dell'altopiano di Aristarco. Le teorie abbondano: impatti meteorici, rilascio di gas sotterranei, attività vulcanica e altro ancora. Maggiori informazioni sono disponibili presso Columbia.edu, Wikispaces, Asi.org.

Segnalo adesso questo aspetto irrisolto delle missioni Apollo perché sfogliando i documenti d'epoca che mi sono stati recentemente donati dalla Specola Solare di Locarno è emersa una lettera della NASA (foto qui sopra) che testimonia l'elevato interesse dell'agenzia spaziale statunitense per questo fenomeno: gli osservatori di tutto il mondo furono infatti invitati dalla NASA a partecipare a delle osservazioni lunari nel corso della missione Apollo 13 alla ricerca di questi eventi transitori, per ottenerne fotografie e/o spettrografie. Anche in questa lettera viene citato il cratere Aristarco. Purtroppo l'incidente avvenuto nel corso di quella missione annullò tutti i piani di osservazione di questi fenomeni e la questione rimane ancora aperta.

Ecco la trascrizione della lettera:

Dear LION Associate:

Attached is the Operation Plan and Observing Schedule for Apollo 13. If you have questions and/or comments concerning this schedule, please write directly to the Smithsonian Center for Short Lived Phenomena.

As a result of the plan followed during Apollo 12, a surprising number of simultaneous reports of events in Aristarchus were reported. We hope that during Apollo 13 we may be fortunate enough to obtain spectrograms and/or photographs of an event from one or more separate observatories during the same time frame.

Since our letter of January 15, we have received excellent photographs of several lunar events reported by your LION associates. These are still undergoing study by several professional astronomers. Please help us add to these valuable records of lunar transient events.

Mr. Louis Schneider is again the LION coordinator for this mission.

Best wishes for success during Apollo 13 mission.

Sincerely yours,

Lawrence D. Hoover
LION Technical Monitor

Enclosure

2 commenti:

Mike J. Lardelly ha detto...

Allora rimane ancora un motivo per tornare sulla Luna!

Mike J. Lardelly ha detto...

Allora rimane ancora un motivo per tornare sulla Luna!