2009/01/20

Cosa sono le luci riflesse nel casco? Sono riflettori del set?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle affermazioni ricorrenti presentate dai lunacomplottisti è che in alcune foto si vedono dei riflessi sospetti sul casco di un astronauta: secondo loro, sono le luci del set cinematografico nel quale sono state falsificate le immagini degli sbarchi lunari.

È un'affermazione fatta, per esempio, dal tedesco Gernot Geise (qui il suo sito) nel programma La storia siamo noi di Giovanni Minoli, trasmesso dalla Rai il 22 agosto 2006, dal quale è tratto questo spezzone:


Geise dice che "in alcune foto è possibile vedere dei puntini luminosi simili a riflettori. C'è addirittura una foto in cui la visiera del casco di un astronauta riflette un'intera fila di riflettori".

Esaminiamo la fotografia che viene mostrata (immagine qui accanto): innanzi tutto, come è prassi abituale dei lunacomplottisti, non ci viene dato nessuna informazione sulla foto. Sarebbe facile farlo, dato che ogni singola fotografia (anche quelle brutte, sovraesposte e sfocate) è catalogata e pubblicata negli archivi NASA su Internet. Invece ci tocca arrivare a identificarla per deduzione, quando sarebbe bastato indicarne il numero identificativo.

Una paziente ricerca in archivio permette di scoprire che si tratta di un'immagine della missione Apollo 12, e specificamente di un particolare della foto classificata come AS12-49-7281, scattata durante la seconda passeggiata lunare effettuata durante quella missione. L'astronauta ritratto è Alan Bean; quello riflesso nella visiera è Charles "Pete" Conrad. L'immagine originale è consultabile presso la Apollo Image Gallery. Ecco la foto completa:



Qui sotto si può vedere l'inquadratura di dettaglio corrispondente a quanto mostrato da La storia siamo noi: già si nota la pessima qualità dell'immagine utilizzata dal documentario rispetto a quest'originale.



Ingrandendo ulteriormente, si scopre che i "riflettori" non hanno affatto né la forma né la disposizione dei riflettori. Nella versione di scarsa qualità sembravano luci circolari disposte a distanze regolari, ma l'ingrandimento dell'originale rivela la loro reale natura altamente irregolare:



La spiegazione è in realtà molto semplice: si tratta di riflessi del Sole prodotti dai graffi superficiali sulle visiere e dalle riflessioni interne sui vari strati del casco. I graffi sono prodotti per esempio dall'abrasione della polvere depositata sulla visiera dalle mani guantate degli astronauti nell'azionare i parasole laterali.

La polvere lunare, non subendo l'erosione prodotta dall'acqua e dal vento, è molto spigolosa ed agisce come una sorta di carta vetrata naturale. I resoconti delle missioni degli astronauti citano spesso i problemi di graffi e intasamenti dovuti alla natura particolare della polvere. Altri esempio di foto che mostrano graffi con i relativi riflessi sono AS12-48-7071, AS12-48-7074, AS12-48-7135, AS12-48-7136 (tutte dell'Apollo 12) e AS14-66-9231 (Apollo 14).

A titolo di confronto, ecco il genere di riflessi prodotto dalle visiere sulla Terra durante l'addestramento degli astronauti Apollo, in un fotogramma tratto dai filmati d'epoca presentati nel documentario When We Left Earth.



Riflessi irregolari di questo genere si formano su qualunque superficie ricurva leggermente abrasa, come mostra questo fotogramma da un video della BBC che mette in scena una futura missione umana su Marte:


Un altro esempio di quest'effetto è visibile in questa foto che ho scattato a una sfera metallica che fa parte di un modello in scala del Sistema Solare sul Monte Generoso, in Canton Ticino. C'è una sola fonte luminosa (il Sole), eppure si forma una serie irregolare di punti luminosi.



Le abrasioni delle visiere sono ben visibili anche nelle foto scattate dagli astronauti a bordo dello Shuttle e della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in tempi ben più recenti, come questa, tratta dalla missione Shuttle STS-118 di agosto 2007 e catalogata come ISS015-E-22561, che ritrae l'astronauta Clay Anderson durante la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale (la foto è cliccabile per ingrandirla):



Gli stessi graffi si notano anche sulla visiera dell'italiano Luca Parmitano, in questa foto scattata da Parmitano stesso all'esterno della ISS a luglio del 2013:

22 commenti:

Massimo M. ha detto...

L'attaccamento di certa gente alla bassa risoluzione è ammirevole ... :)

Giako ha detto...

Sì, come ai video di youtube per far vedere i tanker... Se mi faccio una foto in bassa risoluzione, ci sta pure che risulti bellino anch'io! :-)

Francesco Sblendorio ha detto...

Paolo, hai provato a contattare Minoli?

Paolo Attivissimo ha detto...

Sì, gli avevo scritto a suo tempo, c'è un articolo sulla trasmissione nel Disinformatico (cerca "Geise"), ma non ho avuto risposta.

pAoLo ha detto...

Ovvio, la "disinformazione allusiva" fa molto comodo, e audience. Celare qualcosa e far intendere complotti etc stimola tantissimo l'interesse più dei graffi sulla visiera.

E' triste ma credo che alla fine siano gli stessi spettatori "gabbati" a volerlo!

anonimone ha detto...

Mi sono sempre chiesto, come mai in 40 anni non ci sia stata nessuna'altra missione lunare?

Paolo ha detto...

beh non e' molto difficile da capire...
I costi delle missioni sono troppo alti e i rischi/benefici non sono tali da compensarli.

Quando c'era la competizione con l'Unione Sovietica avevano ancora un senso, ma adesso non e' piu' cosi'.

Da un punto di vista scientifico/tecnologico e, perche' no di competizione con le nuove economie emergenti (Cina, India) che stanno andando sulla luna, sono molto piu' "stimolanti" le missioni attuali su marte, magari propedeutiche per un futuro sbarco umano.

ilpeyote ha detto...

ciao a tutti,
la foto dei complottisti a me pare anche modificata rispetto all'originale.. e' piu' scura e nel riflesso sulla visiera del casco,manca l'ombra dell'astronauta,molto ben visibile in quella originale..

marcogiallo ha detto...

Modificata non credo, (se avessi voluto che si vedessero dei riflettori avrei fatto di meglio), mi sembra solo più contrastata, ma potrebbe dipendere anche solo dall'acquisizione e riproduzione in video.

danut ha detto...

Basta con queste cose senza senso, di recente i veri scienziati hanno scoperto che anche sulla luna il campo magnetico si inverte. Questa scoperta è stata fatta grazie alle rocce portate dalla Luna.

Invece i lunarcomplottisti stanno ancora contando i pixel nelle foto per inferire che sono state scattate negli studios televisivi. La stupidità non ha limiti.

Slowly ha detto...

No no, la stupidità ha dei limiti eccome!
I complottisti però se ne tengono a debita distanza!

:D

Pippolillo ha detto...

Scrivo qui anche se non c'entra direttamente col post, ma io ho dei problemi a leggere la grafica di questo sito, mi stanco facilmente gli occhi, penso a causa del contrasto invertito. La cosa non mi succede con altri siti come sul Disinformatico con la classica pagina bianca con testo in nero.
Capita solo a me?
La grafica è bella ma per me di lettura difficoltosa.
Grazie.

Paolo Attivissimo ha detto...

Ho cambiato i colori del blog, ditemi se va meglio.

Pippolillo ha detto...

Per me adesso va decisamente meglio il contrasto grafico, grazie.

vincenzo ha detto...

ho paura di fare una brutta figura perché non mi sono documentato abbastanza, ma vorrei chiedervi:
non vi é mai capitato di fotografare con qualche grado sotto lo zero e che la pellicola di una semplice 35mm si spaccasse a causa della bassa temperatura? bhé a me é successo un sacco di volte e credo di non essere uno sprovveduto in materia, mi chiedevo: ma una hasselblad con superfice di pellicola decisamente maggiore di 35 mm come può scattare tranquillamente a temperature che vano ben oltre quelle delle nostre latitudini? grazie per il chiarmento

Paolo Attivissimo ha detto...

Vincenzo,

il dubbio è legittimo e ci sarà presto un articolo apposito con tutti i dettagli, ma in sintesi i tecnici della Nasa e della Hasselblad naturalmente si posero in anticipo il problema e presero le opportune misure. Il vuoto è un ottimo isolante termico, come dimostrano i thermos, per cui la pellicola, calda perché a bordo del LEM, mantenne una gamma di temperature accettabili.

Quasar ha detto...

scusate, ma l'altro orizzonte riflesso sul casco?
tipo che la luna è lunga quindici metri?
e poi se hanno conquistato la luna perchè non ci tornano più? Han finito la benzina?

Quasar ha detto...

e basta con sta sotria dei costi troppo alti che con terminator 3 ci andavano 4 volte sulla luna...maronn ma come state?

Hammer ha detto...

Quasar,

l'orizzonte lunare dista dall'osservatore circa 2,5 km.

Complimenti per la figuraccia.

Hammer ha detto...

e basta con sta sotria dei costi troppo alti che con terminator 3 ci andavano 4 volte sulla luna

Questa è un'idiozia bella e buona. Significa che non hai la minima idea di ciò che stai dicendo.

Il progetto Apollo è costato circa 100 miliardi di dollari (valuta del 1994, la prima che avevo sotto mano). "Terminator 3" ha fruttato meno di mezzo miliardo.

maronn ma come state?

Meglio di te, sicuramente!

theDRaKKaR ha detto...

e poi se hanno conquistato la luna perchè non ci tornano più? Han finito la benzina?

notare il tentativo di battuta.. capita solo a me oppure anche a voi sembra che i complottisti hanno come carattere secondario l'assoluta incapacità di fare battute che fanno ridere (e la capacità di fare ridere quando invece vogliono essere serissimi..)?

Giuseppe Romani ha detto...

Tra l'altro, se ognuno di quei "puntini" nella foto fosse una luce a sé stante (ad esempio di un riflettore) allora ognuno di essi dovrebbe essere riflesso a raggiera sulla visiera, come del resto accade col Sole. Sul web ho trovato una foto che lo conferma: http://3.bp.blogspot.com/-PA1Y7WCZx9E/T3omULDmSaI/AAAAAAAADtw/hXPv2xLojlw/s1600/photo+2.JPG

Ovviamente se fossero piccole luci distinte avrebbero comunque raggi più piccoli, ma queste presunte luci - al contrario - non mostrano nessun raggio. Ciò diventa quindi una prova del fatto che l'effetto sia dovuto solo ad una riflessione particolare del Sole sulla superficie offuscata e rovinata come quella della visiera.