2019/03/18

Il primo lunacomplottista della storia?

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Sfogliando la mia collezione di reperti d’epoca mi è capitato tra le mani un esemplare originale del Corriere della Sera del 21 luglio 1969, e mi è caduto l’occhio su questa chicca pubblicata a pagina 4 dell’edizione milanese.

La pagina è infatti intitolata Corriere Milanese e racconta le reazioni della città alla notte straordinaria dell’allunaggio. L’articolo descrive anche la situazione nello Studio 3 della RAI di corso Sempione, includendo anche questo quadretto che avviene poco dopo il contatto con il suolo lunare:

Un signore magro esprime clamorosamente la sua protesta: “Avevano detto che facevano vedere il ragno che atterrava: la verità è che sono tutti eversivi alla Televisione e non hanno voluto farcelo vedere”. Un funzionario spiega che l’allunaggio del “ragno” non l’hanno visto neppure in America. Il signore magro tace ma non sembra convinto.

La sera stessa dell’allunaggio, insomma, c’era già chi straparlava di complotti.

I decenni passano ma i comportamenti umani non cambiano: il complottista, invece di chiedersi se c’è una spiegazione semplice a un fenomeno, se ne inventa una complicatissima che soddisfa la sua visione paranoica del mondo. E quando pacatamente gli viene fornita la spiegazione reale del fenomeno, non si convince lo stesso. Oggi come allora.

2019/01/06

Una foto straordinaria di Ed White? No, un “falso” d’autore

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Circola su Internet una foto bellissima di un astronauta Gemini ripreso dall’interno del veicolo spaziale, con il portello aperto, in procinto di affrontare una “passeggiata spaziale”.

Di solito la fotografia viene descritta come un’immagine dell’astronauta Ed White che si prepara a lasciare la capsula Gemini per la prima EVA statunitense, durante la missione Gemini 4 avvenuta a giugno 1965.




La foto è davvero splendida, tanto da sembrare un quadro iperrealista, ma in realtà non fu scattata nello spazio. Lo si nota se si guarda attentamente il nero dello “spazio”: rivela una serie di strutture reticolari.



Sono, presumibilmente, le strutture di copertura della sala del museo Smithsonian dove è stata allestita una ricostruzione dell’EVA di Ed White:

Credit: Image by Eric Long, National Air and Space Museum, Smithsonian Institution.