2021/07/04

Gioielleria nello spazio: il magnifico meccanismo di attracco del veicolo Apollo

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Durante le missioni Apollo era necessario effettuare delle delicatissime manovre di attracco e sgancio di due componenti principali del veicolo spaziale: il Modulo di Comando (dove i tre astronauti dell’equipaggio trascorrevano gran parte del tempo di viaggio) e il Modulo Lunare (usato da due dei tre per scendere sulla Luna e ripartirne). Questi attracchi e sganci servivano per consentire agli astronauti di trasferirsi da un modulo all’altro e di abbandonare il Modulo Lunare quando non serviva più, dopo la ripartenza dalla Luna.

Qualunque fallimento di queste manovre metteva a repentaglio l’intera missione e poteva avere conseguenze anche fatali per l’equipaggio.

Il successo di queste operazioni dipendeva dal perfetto funzionamento del complicato meccanismo di attracco e sgancio, che doveva consentire prima l’aggancio flessibile dei due veicoli e poi il loro accoppiamento a tenuta stagna, e oltretutto doveva essere rimovibile per non ingombrare il tunnel di trasferimento da un modulo all’altro e doveva anche essere riutilizzabile. Come ogni componente del veicolo spaziale, inoltre, doveva essere il più leggero e compatto possibile.

Una sfida ingegneristica assolutamente notevole, da gestire con precisione da orologiai, che viene descritta minuziosamente per renderne chiara la soluzione in questo video, corredato da fonti tecniche di riferimento.

La descrizione è in inglese: se vi interessa che la traduca, lasciate un commento di richiesta.

2021/06/19

Gli astronauti lunari nei media: Buzz Aldrin promuove la Svizzera (2015)

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Nel 2015 Buzz Aldrin (Apollo 11) ha girato questo video in Svizzera per promuovere la compagnia aerea Swiss.

Aldrin dice: “When I first landed here, I said to myself, ‘This is simply out of this world. This is the most amazing landscape that I have ever seen!’ And you can believe me, I am familiar with out-of-this-world places. I have been on the Moon”.

In traduzione: “La prima volta che sono atterrato qui, mi sono detto ‘Questo è semplicemente fuori dal mondo. Questo è il paesaggio più stupefacente che io abbia mai visto!’ E potete credermi, io ho dimestichezza con i posti fuori dal mondo. Sono stato sulla Luna.”

Gli astronauti lunari nei media: Buzz Aldrin e “Rocket Experience” con Snoop Dogg (2009)

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Nel 2009 l’astronauta Buzz Aldrin, protagonista del primo allunaggio umano a luglio del 1969 durante la missione Apollo 11, registrò un rap, intitolato Rocket Experience, insieme a Snoop Dogg, con buona pace di chi sostiene che gli astronauti lunari siano schivi e si tengano lontano dai media per la vergogna di aver mentito (sì, i lunacomplottisti dicono proprio così).

Qui sotto potete vedere sia il video della produzione del brano, sia il video del brano stesso.

2021/06/12

Gli astronauti ridono e scherzano a proposito della “toilette spaziale”

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Su Instagram è stato pubblicato questo spezzone di una conversazione fra il giornalista britannico James Burke e alcuni astronauti del programma Apollo e Gemini (Jim Lovell, Gene Cernan, James McDivitt, Harrison “Jack” Schmitt).

L’audio non è molto chiaro, per cui lo trascrivo qui:

LOVELL: ...Look, I’m busy over here, would you knead this for me? Which Borman did to me that once!

BURKE: I heard a rumour that oxygen masks [would] be useful on occasions like that.

CERNAN: They were... they were... Admittedly they were used on Apollo 17. I used one.

LOVELL: The thing with Gemini... You're lucky to have to use it for the face!

SCHMITT: See, Jim, the most difficult part of it was detaching the sticky... material from the body. And... and particularly if number two was free floating, and that’s when you run the risk of number two hitting the fan! The circulation...

LOVELL: Now, what NASA had done, I think incorrectly, in their engineering, they put a glue on here that was a little too... too gluey, too tight, and if you had any amount of hair at all there, it just about killed yourself [incomprensibile]. So anyway...

In sintesi: Lovell sta spiegando a James Burke (storico giornalista divulgatore della BBC, una sorta di Piero Angela britannico) il funzionamento del sacchetto che ha in mano, che è un esemplare di Fecal Collection Bag, ossia la “toilette” utilizzata dagli astronauti per le missioni Apollo e in altre occasioni. L’imboccatura adesiva del sacchetto andava applicata ai glutei in modo che le feci venissero raccolte dentro il sacchetto, che aveva una rientranza nella quale era possibile infilare un dito per agevolare il distacco delle feci dal corpo senza toccarle direttamente (in assenza di peso manca appunto la gravità che normalmente produce questo auspicabile distacco).

Una volta raccolte le feci, il sacchetto andava staccato dai glutei e richiuso per evitare fuoriuscite, ma prima di richiuderlo era necessario inserire una tavoletta di sostanza battericida (altrimenti le feci, conservate a bordo a differenza dell’urina, avrebbero generato gas di fermentazione) e impastare il tutto. Da qui la dichiarazione di Lovell “Scusa, qui ho da fare, ti spiace impastare questo per me?”, e la precisazione che il collega Frank Borman lo fece davvero una volta per lui (presumibilmente durante la missione Apollo 8).

James Burke chiede se è vera la diceria che a volte gli astronauti usavano la maschera per l’ossigeno durante questa procedura per non sentire gli odori, e Cernan conferma di averla usata durante Apollo 17. Lovell precisa che a bordo delle Gemini si era “fortunati a doverla usare per la faccia”, con grande ilarità dei colleghi. Non sono sicuro di cosa intenda con questa precisazione.

Interviene Harrison Schmitt, compagno di missione di Cernan in Apollo 17, spiegando che “la parte più difficile era staccare il materiale appiccicoso dal corpo” e aggiunge che se le feci fluttuavano libere c‘era il rischio che si diffondessero in cabina per via della ventilazione forzata. Number two è un eufemismo inglese per indicare le feci e when the shit hits the fan è un modo di dire che indica un evento che causa un grande e sgradevole scompiglio (come avverrebbe, appunto, nel caso di escrementi lanciati contro un ventilatore acceso), e in questo caso Schmitt sta giocando sul senso letterale delle parole, perché effettivamente le feci degli astronauti avrebbero potuto colpire le ventole del sistema di ventilazione di bordo, causandone lo spargimento per tutta la cabina.

Chiude lo spezzone Jim Lovell, che aggiunge un altro dettaglio della scarsa efficacia e praticità del Fecal Collection Bag: l’adesivo usato era un po’ troppo adesivo e quindi “se avevi anche un minimo di peli lì, quasi ti uccidevi.”

Aspetti poco eroici e molto umani, ma raramente raccontati, di una serie di missioni straordinarie.

2020/07/16

Updated PDF of “Moon Hoax: Debunked!” now available as a free download

Moon Hoax: Debunked!, my book on conspiracy theories regarding the Apollo Moon landings, is now available in an extensively updated free printable PDF edition at Moonhoaxdebunked.com.

The PDF is available both in a high-resolution version (320 MB) and in low-resolution version (34 MB) and is suitable for two-sided printing. It also includes QR codes and shortened links so that you can easily watch the videos mentioned in the text.

I wish to thank Gabriella Cordone Lisiero, who created the PDF files, for her patience and hard work.

2020/04/19

Video: conferenza sui complottismi lunari a Cadro, ottobre 2019

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

A ottobre 2019 ho avuto il piacere di tenere all’Ideatorio di Cadro (Canton Ticino) una conferenza sul complottismo intorno alle missioni lunari, come spunto per parlare di queste avventure rimaste ancora ineguagliate dopo cinquant’anni. Il video è ora disponibile, per cui se vi interessa o se semplicemente volete rivedere qualcosa dai tempi in cui ci si poteva ancora incontrare in gruppo faccia a faccia, buona visione!

2019/11/20

A rarely seen photo of Neil Armstrong on the Moon is recovered: AS11-40-5894

by Paolo Attivissimo

A rarely seen Hasselblad photograph of Neil Armstrong during his historic moonwalk has been recovered better than ever before thanks to the digital restoration skills of Andy Saunders.

There are surprisingly few photographs of Neil Armstrong on the Moon: most pictures of that first moonwalk in July 1969 show his crewmate, Buzz Aldrin, since most of the time Armstrong was holding the only camera taken out on the lunar surface.

Some photographs show Armstrong partially. For example, this is AS11-40-5886:



We know it was taken by Aldrin and shows Armstrong because it is part of a sequence shot by Aldrin. Here’s a detail from that photograph:



Armstrong's legs can be glimpsed in another pair of photos, AS11-40-5895 and -5896:

AS11-40-5985.

AS11-40-5896.

Detail of AS11-40-5896.


Neil Armstrong can also be seen partially in AS11-40-5916:




He can also be seen in the reflection of Aldrin’s visor in AS11-40-5903:




Here’s an enlarged, mirror-flipped and color-corrected detail of the previous photograph:




Armstrong is also seen in the low-resolution pictures taken by the 16mm camera used to record the Apollo 11 moonwalk. This is a digital restoration of the 16mm footage, created by Andy Saunders by stacking multiple frames:

Credit: Andy Saunders / NASA.


The Apollo Lunar Surface Journal notes that NASA believed for quite a long time that it had no lunar surface photographs of the first man to set foot on the Moon. It was only in 1987 that two British researchers, H. J. P. Arnold and Keith Wilson, independently discovered that some photographs had been taken by Aldrin and therefore the astronaut depicted in those photos was Armstrong and not Aldrin as previously thought.

Andy Saunders has now recovered another Armstrong photo: AS11-40-5894, the original of which is greatly underexposed. The raw, original version is shown below.



In the bottom left corner there’s the outline of an astronaut. Since this photo was part of a sequence shot by Aldrin, the astronaut must be Armstrong.

Here's Andy Saunders’ restoration of AS11-40-5894:



And here’s a detail of Neil Armstrong, in the shadow of the Lunar Module, from Saunders’ restoration: to the best of my knowledge, this image has never been seen before with this level of clarity.

Neil Armstrong on the Moon. Credit: Andy Saunders/NASA.

A further improved restoration by Andy Saunders.