2018/11/03

Immagini tridimensionali delle missioni lunari

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

È appena uscito Mission Moon 3D, un libro scritto da David J. Eicher della rivista Astronomy e illustrato da Brian May (sì, quello dei Queen, da decenni appassionato di foto stereo) e Claudia Manzoni con 150 foto 3D create elaborando le foto originali delle missioni spaziali.

Ogni copia del libro include un piccolo visore 3D, necessario per vedere l‘effetto tridimensionale delle foto. Qui sotto ne vedete alcun campioni.

La percezione della profondità rende molto vive queste immagini, ma dal punto di vista tecnico è importante sottolineare che si tratta di un effetto 3D aggiunto artificialmente a una singola fotografia. Le immagini di Mission Moon 3D sono, in un certo senso, dei “falsi” artistici.










Ben diverso, invece, è il concetto degli anaglifi realizzati partendo da coppie di foto scattate effettivamente da due posizioni leggermente spaziate: gli astronauti Apollo scattarono infatti numerose coppie di foto che possono essere combinate per ottenere un effetto stereoscopico reale: la profondità, insomma, non è aggiunta artificialmente, ma rispecchia fedelmente quella reale della scena.

Questi anaglifi sono consultabili nella sezione Apollo Anaglyph Albums del sito della NASA e nel libro Luna mai vista di Roberto Beltramini e Luigi Pizzimenti;  vanno visti indossando occhiali con un filtro rosso e uno blu. Qui sotto ne vedete un paio di esempi.


Dettaglio di un’immagine stereoscopica effettiva creata da Roberto Beltramini partendo da una serie di immagini della missione Apollo 16. Fonte: Apollo 16 Image Library.


Anaglifo del Rover di Apollo 17. Credit: Erik van Meijgaarden.


2017/12/31

1970: Panorama riferisce in Italia dei dubbiosi negli Stati Uniti

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Quanto segue è il testo integrale di un articolo pubblicato da Panorama il 30 luglio 1970. Va ricordato che all’epoca il termine “negro” non aveva la connotazione dispregiativa e razzista che ha oggi.

L’uomo sulla Luna? Solo una montatura

La notte del 20 luglio di un anno fa un miliardo di uomini guadava alla TV l’astronauta Neil Armstrong posare per primo il suo piede corazzato sul suolo lunare. Ma oggi negli USA c’è un numero incredibile di persone, stando a un’inchiesta condotta dai giornali del gruppo Knight, che non crede a ciò che ha visto in TV.

“Si trattava di un falso”, hanno detto con scetticismo molti dei 1.721 americani intervistati, in tutti gli Stati dell’unione, ai cronisti di Knight. A essere particolarmente dubbiosi sono soprattutto i poveri, i vecchi e i negri. Una anziana signora di Filadelfia ha dichiarato che l’atterraggio sulla Luna, secondo lei, era stato ripreso nel deserto dell’Arizona, dove di solito vengono girati i film di fantascienza. A Miami, un muratore negro disoccupato è stato ancora più esplicito: “Ho visto alla tv il piede dell’uomo posarsi sulla Luna, ma non credo a nulla. Nessuno è ancora stato lassù”.

Per distrarli. Il maggiore scetticismo è stato però registrato nel ghetto negro di Washington, uno dei più miseri fra quelli delle città del nord, dove più della metà degli intervistati si è rifiutata di credere alla passeggiata lunare di Armstrong. “Si tratta di una montatura, costruita dal governo per distrarci dai nostri problemi”, ha detto un predicatore negro. “Vogliono nascondere la povertà con le passeggiate lunari.”

2017/11/23

Un uomo senza tuta in una foto scattata sulla Luna? No

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!". Ultimo aggiornamento: 2017/11/24.

IN BREVE: Si asserisce che in una foto scattata sulla Luna si scorge, nel riflesso della visiera di un astronauta, la sagoma di una persona senza tuta spaziale, con i capelli lunghi e con un panciotto e che quindi la foto sarebbe falsa. In realtà esaminando la foto originale ad alta risoluzione si scopre che la persona indossa eccome la tuta: è semplicemente l’altro dei due astronauti della missione Apollo 17 che si trovavano sulla Luna ed è quello che ha scattato la foto. Inoltre la presunta “scoperta” è vecchia: risale almeno al 2010 ed era già stata sbufalata all’epoca.


IN DETTAGLIO: Il 18 novembre 2017 il tabloid britannico The Mirror ha pubblicato sul proprio sito Web l’annuncio (link intenzionalmente alterato; copia su Archive.is) della scoperta di una “foto scioccante che sembra mostrare un uomo che cammina sulla ‘Luna’ senza una tuta spaziale durante la missione statunitense Apollo 17... sono emerse immagini fresche che suggeriscono che anche la sesta e ultima missione... fu falsificata. [...] Un’analisi ravvicinata di una presunta immagine della celebre spedizione che è emersa questa settimana suggerisce che l’intera impresa fu filmata su un set di Hollywood.”

La fonte di questa scoperta è, secondo il Mirror, un utente di Youtube che si fa chiamare Streetcap1, che afferma che “sembra un uomo, nei primi anni Settanta, capelli lunghi, che indossa una sorta di panciotto”.

La foto mostrata dal Mirror è questa:



Il Mirror non fornisce un dato fondamentale per qualunque analisi critica: non dice di quale foto si tratti. Tuttavia una ricerca per immagini effettuata con Tineye.com permette di risalire abbastanza rapidamente all‘identificativo NASA della foto, che è AS17-141-21608. L’Apollo Lunar Surface Journal la registra a 165:17:01 del tempo di missione. La ripresa televisiva dello stesso momento non inquadra gli astronauti e quindi non consente un controllo incrociato.

La fotografia intera è insomma questa:



Secondo la descrizione NASA della foto, si tratta di un’immagine dell’astronauta Gene Cernan (non Cerman, come scrive erroneamente il Mirror), scattata durante la terza attività extraveicolare sulla Luna della missione Apollo 17 dall’astronauta Harrison Schmitt. La sagoma del presunto capellone in panciotto è visibile nell’angolo in alto a sinistra, nel riflesso della visiera dorata di Cernan.

Si nota subito che si tratta di una sagoma minuscola e sgranata, un dettaglio piccolissimo nella fotografia complessiva, per cui ci vuole parecchia immaginazione per scorgervi un ipotetico “panciotto” e degli altrettanto ipotetici “capelli lunghi”.

Ci si può chiedere perché mai gli autori di una presunta messinscena dalla quale dipende la credibilità mondiale dell’intera nazione americana dovrebbero essere così stupidi e pasticcioni da lasciare nelle foto l’immagine di una persona senza tuta spaziale, ma si può anche fare di più.

Ci si può procurare la versione a massima risoluzione disponibile online, che è su Flickr (un‘altra copia è qui su Nasa.gov; una versione TIFF ad altissima risoluzione è qui su Archive.org; i dati tecnici sono su LPI), ed esaminarla in dettaglio:


Si nota così che la versione presentata dal Mirror è stata elaborata esaltandone il contrasto, cosa che crea sempre degli artefatti digitali (dettagli che in realtà non esistono nell’immagine originale ma sono generati dal processo di elaborazione).

Visto così, l’uomo non sembra più indossare un panciotto: le due bande scure sul suo tronco sono semmai l’ombra del braccio e l’ombra del tronco stesso (il Sole è in alto a sinistra, dal punto di vista di chi guarda la foto). E i presunti capelli lunghi sono semplicemente il casco della tuta di un astronauta visto frontalmente. La sua ombra, inoltre, è decisamente troppo estesa in profondità per essere quella di una persona senza tuta. Ma questa profondità ha senso se si considera che un astronauta ha sulla schiena un grosso zaino di sopravvivenza (PLSS) contenente ossigeno, apparati radio e sistemi di controllo della temperatura.

C’è anche un altro dettaglio importante e cruciale: l’uomo è riflesso esattamente nella parte della visiera sferica che è perpendicolare (tangente) all’osservatore, come si nota nel dettaglio qui sotto.


Questo è possibile soltanto in un caso, ossia se l’uomo è il fotografo. Infatti se provate a scattare una foto a una superficie speculare ricurva (per esempio uno specchio stradale o uno specchio di sorveglianza antifurto), finirete inevitabilmente riflessi nella zona nella quale la superficie è perpendicolare a voi.

Infatti l’uomo misterioso teorizzato dal Mirror è semplicemente l’altro dei due astronauti che si trovavano sulla Luna ed è l’autore della foto, ossia Harrison Schmitt.

Non è finita: la “scoperta” annunciata dal Mirror come se fosse una novità risale invece almeno al 2010 ed era già stata sbufalata all’epoca.



Il Mirror, insomma, si è basato esclusivamente sulle congetture di un anonimo utente di Youtube (che grazie alla visibilità datagli è arrivato ad avere quasi due milioni di visualizzazioni di questo video in pochi giorni), non ha fatto alcuna verifica, non ha interpellato nessun esperto e soprattutto non si è procurato la versione originale della foto, che è negli archivi pubblici della NASA, consultabili via Internet. Non ha chiesto lumi a Harrison Schmitt, che è ancora vivo e disponibile. E non ha neanche cercato online per vedere se per caso la tesi fosse stata già presentata.

Purtroppo la presunta notizia è stata subito rilanciata da molte altre testate giornalistiche in tutto il mondo (per esempio Newsweek; Fox News (anche su Twitter); Blitz Quotidiano; Maxim; IB Times; Newsline; Mirage News; Russia Today; Dunyanews Pakistan), molte delle quali, come il Mirror, non hanno svolto il proprio compito giornalistico di verifica, preferendo invece pubblicare una panzana che sicuramente attirerà molti clic che si trasformeranno in introiti pubblicitari. Il lunacomplottismo, insomma, prospera anche per colpa dei giornalisti che non fanno il proprio dovere e campano sul sensazionalismo.

Un ruolo non trascurabile in questa persistenza di tesi già ampiamente smentite dai fatti e dagli esperti è quello dei motori di ricerca come Google, che promuovono ciecamente una storia antiscientifica come questa soltanto perché contiene parole legate alla scienza, senza valutarne il senso. Nel giorno dell’uscita mediatica di questa tesi, Google l’ha messa nella categoria Science fra le prime tre storie del giorno.




Fonti aggiuntive: Metabunk, Inverse.com, Jason Major, Boozyscientist (video), Phil Plait.

2017/09/10

Video: Buzz Aldrin e George Clooney in “Starmen” (2017)

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".


Starmen, sponsorizzato da Omega, la casa produttrice degli orologi usati sulla Luna, è un video che racconta un incontro fra l’attore George Clooney, bambino all’epoca degli allunaggi, e Buzz Aldrin, astronauta protagonista del primo di quei momenti storici dell’esplorazione spaziale. Maggiori dettagli: omegawatches.com/Starmen.

2017/07/23

Immagini realmente manipolate (non ufficiali) delle missioni lunari: l’ammaraggio troppo perfetto

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Ogni tanto fa capolino online quest’immagine di una capsula Apollo mentre si appresta ad ammarare vicino a una portaerei, con un elicottero che la segue da vicino.

Artwork credit: Stan Stokes.

Se fosse una fotografia, la sua composizione sarebbe incredibilmente perfetta, con i tre elementi principali tutti nella medesima inquadratura. Può capitare, ma c’è anche la questione delle nuvole, forse un po’ troppo basse rispetto alla quota di volo di un elicottero (perlomeno durante una fase di recupero di una capsula spaziale). E infatti non si tratta di una foto, ma di un quadro.

Il quadro si intitola A Heritage of Excellence/All Navy Team ed è opera dell’artista californiano Stan Stokes, che ha creato molte altre opere di grande realismo che raffigurano scene dal mondo dell’aviazione.


Fonti: Earthlink; Arel-Arte; World Naval Ships; Aviation Art Prints; Splashdown! di Don Blair. 

2017/07/19

Astronauti lunari timidi? Vediamoli allo Spacefest

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Una delle tesi ricorrenti dei lunacomplottisti e di alcuni dubbiosi poco informati è che gli astronauti che sono andati sulla Luna e i protagonisti delle missioni spaziali sarebbero schivi e reticenti perché si vergognerebbero della messinscena e della menzogna alla quale avrebbero partecipato.

In realtà, come ho potuto constatare di persona incontrando molti di loro, sono persone molto positive, allegre e disponibili; inoltre partecipano spesso a eventi dedicati all’esplorazione spaziale, come per esempio lo Spacefest che si è tenuto negli Stati Uniti (a Tucson, in Arizona) a giugno di quest’anno.

Nel video qui sotto, girato in diretta durante lo Spacefest, la giornalista e storica delle missioni spaziali Amy Shira Teitel li incontra e intervista al volo. Nomi come (fra i tanti) Bruce McCandless, Walter Cunningham, Charlie Duke, Richard Gordon, Fred Haise. Vi sembrano schivi o vergognosi?

2017/07/07

Complottisti pubblicano foto Apollo falsificata per dimostrare che le foto Apollo sono false

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Questa foto è FALSA: non è una foto ufficiale NASA.
This is a FAKE: it’s not an official NASA photo.
Sta circolando parecchio, soprattutto nei siti complottisti di vario genere, l’immagine mostrata qui sopra, spesso accompagnata dall’osservazione che se si aumentano il contrasto e i livelli di colore si nota che il cielo è diviso da una riga verticale e la Terra è circondata da un riquadro, come se fosse stata aggiunta. Secondo i complottisti, questa immagine è falsa e questo dimostrerebbe che le missioni furono falsificate.

Il piccolo problema di quest’accusa è che la foto è sì falsa, ma non è stata falsificata dalla NASA: l’ha creata qualcuno e i complottisti non si sono presi la briga di controllarne la presenza nel catalogo delle foto originali pubblicate dalla NASA. Infatti non c’è, e Metabunk l’ha analizzata, scoprendo non solo vari difetti di realizzazione (ombre troncate e porzioni clonate), ma risalendo anche alle immagini originali usate per creare questo fotomontaggio: la porzione di destra proviene dalla foto AS11-40-5868, mentre la Terra è tratta probabilmente dalla foto AS08-14-2383.