2009/02/10

Visiere graffiate improbabili? Càpitano anche sulla Stazione Spaziale

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Spesso nelle foto lunari si scorgono nei caschi degli astronauti dei riflessi che i lunacomplottisti interpretano come riflettori o altri elementi del set della messinscena.

Per esempio, questa foto di Pete Conrad (Apollo 12), scattata da Alan Bean, catalogata come AS12-48-7071, viene spesso citata per segnalare la presenza di un "oggetto impossibile" riflesso nella parte superiore della visiera:

Alan Bean sulla Luna.

Dettaglio della foto precedente.

In realtà esaminando l'immagine in alta risoluzione si nota che si tratta di una chiazza irregolare, presumibilmente dovuta ai graffi prodotti dalla polvere lunare molto abrasiva che gli astronauti finivano per trovarsi sui guanti, che poi venivano portati alla visiera per regolarne i parasole (le alette bianche laterali sopra la visiera).

Ulteriore ingrandimento del dettaglio della foto precedente.

Alcuni sono increduli di fronte a questa spiegazione, perché ritengono erroneamente che i caschi degli astronauti siano fatti di qualche materiale fantascientifico, antigraffio e indistruttibile. Ma quest'autoritratto dell'astronauta Michael Fincke, scattato recentissimamente (il 23 dicembre 2008) puntando la fotocamera verso il proprio casco durante una passeggiata spaziale all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale, mostra quanto siano delicati i rivestimenti protettivi (predisposti contro i raggi ultravioletti e l'eccessiva luminosità del sole) dei caschi:



Se questo è quello che succede a una visiera in un ambiente come quello della Stazione Spaziale Internazionale, non è difficile immaginare gli effetti di una polvere abrasiva come quella lunare, che non ha subito lo smussamento dovuto agli agenti atmosferici.

L'originale ad alta risoluzione della foto di Fincke qui sopra è scaricabile qui su Nasa.gov.


2013/07/11


La passeggiata spaziale di Luca Parmitano del 9 luglio 2013 ci ha regalato delle belle foto, fra le quali spicca questo autoscatto della visiera di Parmitano. Notate quanto è graffiata. In alto a destra, nel dettaglio della foto, si nota una macchia estesa molto simile a quella visibile nella foto di Alan Bean.

Credit: NASA
Dettaglio della foto precedente. Credit: NASA

2 commenti:

ste ha detto...

Capisco la spiegazione, ma da semi profano avevo letto e visto molte foto di visiere dei caschi spaziali con il sole riflesso che non è un sole. Si nota distintamente il quadrato che può asomigliare un faretto. Visionando poi altre foto di EVA recenti, si nota sulla visiera una "palla con molti raggi" molto definiti. La differenza tra il sole "vero" riflesso e quello "finto" riflesso è ben distinguibile. Ci sono anche molti video su youtube a riguardo, basta cercare "Moon Hoax The Lies in their Visors". La mia domanda (senza vena critica o polemica) è la seguente: possibile che siano solo i graffi a creare questi artefatti?
grazie.

Paolo Attivissimo ha detto...

Ste,

le condizioni di riflessione e illuminazione e i materiali delle visierei sono molto variabili, visto che si estendono su quasi 50 anni di tecnologia e di missioni, e questo può essere un fattore significativo nella variabilità dell'effetto visivo. I graffi sono una delle cause, ma non è detto che siano l'unica. Bisognerebbe valutare caso per caso.

Non ho capito, però, perché un "quadrato" assomigli a tuo parere a un faretto. E' difficile che le luci da studio siano quadrate, salvo che siano diffusori, non faretti.

Ho dato un'occhiata al video Youtube che citi. Già il fatto che il suo autore non capisca il semplice concetto che avendo più strati trasparenti (un casco interno trasparente, un casco esterno e una visiera esterna dorata) si producano riflessi in punti differenti di una medesima fonte luminosa non mi sembra promettere nulla di buono.