2009/06/21

Prove degli sbarchi: le conferme della sonda Kaguya

di Paolo Attivissimo

Parte del materiale di questo articolo era già stato pubblicato su Complotti Lunari, ma viene ripresentato in forma ampliata e aggiornata per tenere conto dei nuovi dati resisi disponibili.

Il veicolo spaziale automatico giapponese Kaguya/Selene ha trascorso 20 mesi in orbita intorno alla Luna fino all'11 giugno 2009, effettuando numerosissimi rilievi scientifici e trasmettendo splendide immagini televisive in alta definizione.

Come risultato indiretto della propria attività scientifica, la sonda ha fornito prove multiple degli sbarchi lunari delle missioni Apollo.


Conferme dell'Apollo 15: l'alone al suolo


Il 20 maggio 2008 l'agenzia spaziale giapponese JAXA ha pubblicato un comunicato stampa nel quale ha segnalato che la sonda Kaguya ha utilizzato la telecamera di rilevamento del suolo (Terrain Camera), un dispositivo stereoscopico avente una risoluzione di 10 metri e in grado di produrre immagini 3D, per esaminare l'area dello sbarco della missione Apollo 15, che allunò il 31 luglio 1971.

I risultati della sonda giapponese confermano la presenza di un alone chiaro prodotto sulla superficie lunare dal getto del motore d'allunaggio del modulo lunare di quella missione, esattamente nel punto dove la NASA dichiarò di aver allunato.

Vediamo i dati. Durante la missione Apollo 15 furono scattate due fotografie dell'area di allunaggio, prima e dopo lo sbarco, catalogate come AS15-87-11719 e AS15-P-9430.

La foto AS-15-87-11719, scattata dall'Apollo 15 prima dell'allunaggio, con evidenziata la zona dello sbarco mostrata in dettaglio più avanti.

La foto panoramica AS15-P-9430, scattata dall'Apollo 15 dopo l'allunaggio, in versione integrale (cliccabile per ingrandirla), con evidenziata al centro la zona dello sbarco dell'Apollo 15.

La JAXA ha messo a confronto queste due immagini d'epoca ed ha evidenziato l'alterazione della superficie presente in corrispondenza del punto d'allunaggio (sopra il "prima", sotto il "dopo"): la differenza più vistosa è probabilmente il cratere appena al di sotto del centro del circolo, che nella seconda foto è quasi bianco.



La JAXA ha poi confrontato queste due immagini riprese dall'Apollo 15 con quella della medesima zona cerchiata acquisite dalla sua sonda Kaguya (qui sotto) e ha confermato la presenza dell'alone chiaro (al centro e leggermente verso il basso). Dunque le foto Apollo 15 mostrate qui sopra sono compatibili con le osservazioni giapponesi attuali. L'alone dichiarato dalla Nasa, che prima dell'allunaggio della missione Apollo 15 non c'era, c'è anche nelle immagini della sonda giapponese.

Immagine dell'alone acquisita dalla sonda Kaguya. L'immagine è ruotata per orientarla come le altre mostrate sopra.

Un'immagine tridimensionale, generata dalla JAXA partendo dalle immagini stereoscopiche della sonda Kaguya, mostra la zona di allunaggio dell'Apollo 15. Una versione ad alta risoluzione è scaricabile qui.

E' un buon indizio di coerenza, ma c'è di più.


Conferme dell'Apollo 15: la forma del terreno


Le immagini 3D della sonda Kaguya possono essere elaborate in modo da creare viste virtuali prese da qualunque angolazione. La JAXA ha provato a ricreare, sulla base dei propri dati correnti, la vista presa dall'esatta angolazione dalla quale fu scattata dagli astronauti dell'Apollo 15 la foto AS15-82-11122.

Il risultato, eloquentissimo, è mostrato qui sotto. La foto della NASA (a destra) del 1971 mostra gli stessi rilievi e le stesse montagne di quella della sonda Kaguya del 2008.



A chi fantastica di fotomontaggi va ricordato che sono molte le fotografie scattate da quella visuale, e alcune includono non solo il veicolo Rover, ma anche un astronauta, come nella foto qui sotto (cliccabile per ingrandirla ad alta risoluzione). Come sarebbe stato possibile, con la tecnologia fotografica analogica dell'epoca, creare tutti questi fotomontaggi perfetti?



Conferme dell'Apollo 17: la forma del terreno


Lo stesso tipo di confronto è stato presentato dalla JAXA anche per la missione Apollo 17: a sinistra l'immagine elaborata dalla JAXA sulla base dei rilievi altimetrici della sonda Kaguya effettuati il 25/12/2007, a destra l'immagine AS17-145-22183 scattata dagli astronauti dell'Apollo 17 nel dicembre del 1972.


Nell'immagine recente della JAXA mancano le rocce presenti in primo piano perché l'altimetro non rileva oggetti di quelle dimensioni e quindi il modello digitale basato sull'altimetria non li può rappresentare.

Va notato che questi confronti non vanno interpretati come segni di dubbio da parte dei tecnici della JAXA sull'autenticità delle immagini Apollo. Anzi, la JAXA ha usato le foto degli astronauti Apollo come termine di riferimento per verificare la qualità e la precisione delle proprie osservazioni.

Sta ora ai lunacomplottisti spiegare in dettaglio come mai, nel 1971, la NASA era in grado di pubblicare fotografie in altissima risoluzione, scattate dal livello del suolo, che ritraggono un punto specifico del terreno lunare, con i suoi rilievi e le sue pendenze, esattamente così com'è nella realtà.

11 commenti:

l'esorciccio ha detto...

si limiteranno ad evitare di parlarne, e a tappare le orecchie dicendo lalalalalà quando qualcuno proverà a fare domande.

jumpjack ha detto...

Foto eccezionali.
Sto "sbavando" in attesa di quelle della LROC da 0,5 metri/pixel!
Si vedranno pure i LEM, e forse anche i sassi piu' grossi!!

Paolo Attivissimo ha detto...

Anch'io sono curioso, ma temo che dovremo aspettare parecchio. La missione dà priorità alle zone polari per le immagini in altissime risoluzione. Fare foto alle aree di sbarco non fa parte dei piani della missione, è semplicemente un loro inevitabile sottoprodotto.

Abbiamo aspettato 40 anni, possiamo aspettare ancora un po': tanto non siamo noi che ci preoccupiamo di cosa potrebbero mostrare quelle immagini :-)

Chtorrian ha detto...

Sta ora ai lunacomplottisti spiegare in dettaglio come mai, nel 1971, la NASA era in grado di pubblicare fotografie in altissima risoluzione, scattate dal livello del suolo, che ritraggono un punto specifico del terreno lunare, con i suoi rilievi e le sue pendenze, esattamente così com'è nella realtà.

Beh, direbbero semplicemente che anche queste immagini sono false (come insegnano certi sanremesi) e costruite ad hoc:

Anzi, la JAXA ha usato le foto degli astronauti Apollo come termine di riferimento per verificare la qualità e la precisione delle proprie osservazioni.

...cioè: le hanno usate per generare immagini "precaricate" sulla sonda e reindirizzate a terra spacciandole per prese dirette. Vedrai se qualcuno non dirà così: sono pronto a scommettere, ed a vincere, cifre altissime!
(Ebbene sì, voglio comprarmi anch'io un posto in un viaggio organizzato da Space Adventures...)

federico ha detto...

scusa la mia ignoranza paolo: i primi astronauti sulla luna hanno lasciato qualche manufatto umano che possa essere visibile dalla sonda?

grazie dell'attenzione

ciao

Paolo Attivissimo ha detto...

Federico,

Kaguya non aveva sensori o fotocamere sufficientemente potenti, e comunque adesso è precipitata.

Ma c'è la sonda americana LRO che ha le attrezzature giuste e le sta calibrando in questi giorni.

jonobin ha detto...

scusa paolo,come spieghi che la bandiera sventola quando è rispauto che nello spazio non c'è vento?

Paolo Attivissimo ha detto...

Jonobin,

leggi le FAQ. Grazie.

keybase ha detto...

Belle foto, bella Luna. Ma nessuna prova. Potrebbero essere state fatte ovunque, sulla Luna o persino sulla Terra, o in qualche studios cinematografico, e poi fatte passare come ritraenti i punti in cui avvennero i presunti sbarchi. Solo l'ennesima dimostrazione che nelle foto chiunque ci vede ciò che gli pare.

frank zeck ha detto...

le foto che ritraggono l'alone al suolo che proverebbero l'atterraggio dell' Apollo 15, in verità mostrano tanti altri aloni intorno al punto discusso, ritenerle 'prove' è quantomeno una ipotesi personale e del tutto discutibile, se queste sono le prove, io rimango ancora nel dubbio

Paolo Attivissimo ha detto...

Frank zeck,

se queste sono le prove, io rimango ancora nel dubbio

Avrai notato, infatti, che non l'ho definita una prova, ma semplicemente un buon indizio di coerenza.

Le prove, infatti, sono ben altre e le trovi descritte nel resto di questo blog.

Una per tutte: l'impossibilità di falsificare le riprese TV e cinematografiche della missione usando gli effetti speciali dell'epoca.