2009/07/02

Come è possibile che tutto sia andato così perfettamente liscio?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Capita spesso di sentire, anche da chi non crede fermamente alle teorie di messinscena, considerazioni meravigliate sulla perfezione dei voli lunari. Come è possibile che macchine così incredibilmente complesse e potenti, realizzate portando al limite la tecnologia di quarant'anni fa, abbiano funzionato così precisamente? E come fecero gli astronauti a comportarsi in modo così impeccabile e professionale in quelle condizioni?

In realtà questa perfezione è soltanto un'impressione dettata dalla conoscenza superficiale degli eventi e dal fatto che l'importanza politica delle missioni spaziali, in termini d'immagine degli Stati Uniti, impose un velo di discrezione sugli errori, sugli aspetti meno dignitosi e sui fallimenti. Essendo in gioco il prestigio nazionale, non fu dato molto risalto ai problemi. Ma alcuni furono talmente grandi da non poter essere nascosti.

Su sette missioni di sbarco lunare, una fallì (Apollo 13). Tre astronauti morirono sulla rampa di lancio (Apollo 1). Altro che "perfettamente liscio".

Ecco qualche esempio dei disastri mancati ed effettivi che colpirono le missioni del progetto Apollo, documentati sia dalle dichiarazioni dei protagonisti in libri e documentari, sia dai rapporti tecnici pubblicamente disponibili da anni ma spesso trascurati dai media e sconosciuti al grande pubblico.


Apollo 1


Durante le simulazioni prima del volo, si sviluppò un incendio in cabina mentre i tre astronauti White, Grissom e Chaffee erano dentro il veicolo, sulla rampa di lancio. Nell'atmosfera di ossigeno puro, intrappolati da un portello d'uscita la cui complicatissima apertura richiedeva cinque minuti e un kit di attrezzi, i tre uomini morirono in poche decine di secondi.




L'interno dell'abitacolo dell'Apollo 1 dove si trovavano Grissom, White e Chaffee, visto attraverso il portello aperto. Nella prima foto, il portello è a destra, visto di lato.


Il disastro portò alla totale riprogettazione della capsula con materiali ignifughi, con un'atmosfera meno pericolosa e con un portello apribile con una singola leva in pochi secondi. Il sacrificio di Grissom, White e Chaffee non fu dunque vano: permise di lanciare le missioni successive con un veicolo più sicuro e di evitare che una tragedia del genere si compisse nello spazio.

La NASA è tuttora piuttosto reticente nel divulgare informazioni e documentazione visiva sull'incidente, anche per rispetto verso i morti e i loro familiari, ma secondo una segnalazione per ora non confermata del forum di Bad Astronomy, il sistema di navigazione inerziale del veicolo Apollo (IMU) era sufficientemente sensibile da rilevare i movimenti degli astronauti in cabina e trasmetterli sotto forma di telemetria, e l'ultima registrazione di movimenti nella capsula dell'Apollo 1 sarebbe arrivata circa 18 secondi dopo il grido d'allarme "Fire in the cockpit!" delle tre vittime.


Apollo 7


Uno dei pannelli dello stadio S-IVB non si aprì correttamente: se fosse successo in una missione dotata di modulo lunare, sarebbe stato necessario annullare l'impresa. Per le missioni successive i pannelli vennero aperti ed espulsi con piccole cariche esplosive.



Si formarono pozze d'acqua in cabina, provenienti dagli impianti di raffreddamento.

Il cibo solido si sbriciolava, fluttuando per la cabina.

L'equipaggio fu colpito dalla stitichezza e si prese un raffreddore che bloccò le vie nasali. Questo è un problema grave in una missione spaziale, perché in assenza di peso il muco si accumula nelle vie nasali invece di defluire, e soffiarsi il naso causa forti dolori alle orecchie. Inoltre durante il rientro, con la testa incapsulata nel casco, gli astronauti non avrebbero potuto soffiarsi il naso e l'accumulo di pressione non compensata avrebbe potuto sfondare i loro timpani. Nonostante il parere contrario della NASA, gli astronauti eseguirono il rientro senza casco e non subirono danni. Fu una delle tante ribellioni poco pubblicizzate degli equipaggi, testimoniate da scambi tesi come questo:

SCHIRRA: Avete aggiunto due accensioni [dei motori] a questo piano di volo e avete aggiunto uno scarico delle urine, e abbiamo fra le mani un veicolo nuovo e posso dirvi a questo punto che la TV [l'accensione di una telecamera, richiesta dal Controllo Missione] verrà rinviata senza ulteriori discussioni fino a dopo il rendezvous.
...
SCHIRRA: Non abbiamo fuori l'attrezzatura, non abbiamo avuto la possibilità di seguire l'impostazione, non abbiamo ancora mangiato a questo punto. A questo punto io ho un raffreddore. Mi rifiuto di mandare a rotoli le nostre tabelle di marcia in questo modo.

Fonte: Apollo 7 Air-to-Ground Voice Transcriptions, NASA


In seguito all'insubordinazione e ai battibecchi frequenti fra il Controllo Missione e gli astronauti, nessuno dei tre (Schirra, Eisele e Cunningham) volò mai più nello spazio.


Apollo 8


La prima circumnavigazione umana della Luna fu disturbata dal vomito e dalla diarrea degli astronauti, in particolare Frank Borman.

Il sigillante di alcuni finestrini ebbe delle perdite che offuscarono la visuale, guastando le osservazioni necessarie per la navigazione.

Si formarono pozze d'acqua dentro la cabina.


Apollo 9


L'astronauta Rusty Schweickart vomitò ripetutamente durante la missione a causa della nausea da assenza di peso.

Si guastarono un motore di manovra del modulo di comando e servizio e la luce di posizione del modulo lunare: due elementi importanti, visto che i due moduli dovevano separarsi di oltre 100 km in orbita intorno alla Terra e poi ricongiungersi. Ci riuscirono comunque, grazie all'abilità degli astronauti.


Apollo 10


Quando lo stadio di risalita (ascent stage) del modulo lunare si sganciò, a 15 km dalla superficie lunare, un'impostazione errata dei comandi lo fece girare su se stesso all'impazzata. L'equipaggio riprese il controllo solo due secondi prima che il modulo lunare si ritrovasse su una rotta irreversibile di caduta sulla Luna (Astronautix.com).


Apollo 11


Durante la discesa sulla Luna, il computer di atterraggio del modulo lunare si sovraccaricò ripetutamente a causa di una scelta errata da parte degli astronauti: lasciarono intenzionalmente acceso il radar di rendezvous invece di spegnerlo, senza sapere che il computer non era in grado di gestire simultaneamente i dati di questo radar e quelli del radar di allunaggio. Il Controllo Missione disse loro di procedere lo stesso (Buzz Aldrin, Magnificent Desolation, pag. 15-17).

Sempre durante la discesa verso il suolo lunare, il computer di bordo avrebbe portato il modulo lunare verso una distesa irta di massi e crateri, sulla quale il veicolo non avrebbe potuto posarsi: fu solo l'intervento manuale di Armstrong e Aldrin, che cambiarono luogo d'atterraggio, a salvare la missione.

Le comunicazioni radio in orbita lunare, dopo la separazione del modulo lunare dal modulo di comando, furono talmente disturbate e frammentarie che Armstrong e Aldrin non udirono il via all'allunaggio da parte del Controllo Missione. Per fortuna Michael Collins lo udì e lo riferì ai suoi compagni Armstrong e Aldrin nel modulo lunare (Buzz Aldrin, Magnificent Desolation, pag. 14-15).

Terminato l'allunaggio, uno dei serbatoi di carburante dello stadio di discesa del modulo lunare non sfiatò correttamente, rischiando di esplodere. Il Controllo Missione se ne accorse e chiese con discrezione agli astronauti di attivare manualmente lo sfiato (Buzz Aldrin, Magnificent Desolation, pag. 24).

Dopo l'escursione lunare, prima di decollare, gli astronauti si accorsero che la manopola di un interruttore di alimentazione dei circuiti del motore a razzo necessario per decollare (engine arm circuit breaker, il settimo da sinistra della seconda fila del Panel 16, indicato nella figura e nella foto qui sotto) era stata rotta, probabilmente dall'urto dello zaino della tuta di Aldrin, e non era più azionabile. Senza chiudere quell'interruttore, non potevano decollare. C'erano anche delle soluzioni alternative, ma gli astronauti improvvisarono usando un pennarello (felt-tipped pen, dice Aldrin) per chiudere l'interruttore rotto. Contrariamente a un mito molto diffuso, non fu usata una Space Pen della Fisher. Nelle missioni successive furono installate delle protezioni meccaniche contro gli urti accidentali (ALSJ, 112:56:28; ALSJ, 123:20:43; ALSJ; ALSJ; Popular Mechanics; Ehartwell.com).

Vista della cabina del modulo lunare. I due triangoli sono i finestrini. A destra il pannello contenente l'interruttore spaccato.

Foto di uno dei moduli lunari che mostra il pannello indicato nella figura precedente. La freccia indica l'interruttore spaccato.

Al rientro dalla Luna, quando il modulo lunare si riagganciò al modulo di comando e servizio, 127 ore e 55 minuti dopo l'inizio della missione, l'allineamento leggermente errato dei due veicoli li fece iniziare a ruotare su loro stessi. I computer di bordo compensarono la rotazione, ma quello dei modulo lunare e quello del modulo di comando e servizio si contrastarono a vicenda, facendo girare ancora più all'impazzata su loro stessi i due veicoli agganciati. L'astronauta Collins descrisse la situazione dicendo che "scoppiò un inferno". Insieme ad Armstrong, isolò il computer del modulo lunare e corresse manualmente la rotazione caotica dei veicoli (BBC).


Apollo 12


Durante il decollo, il veicolo fu colpito due volte da fulmini, facendo impazzire gli strumenti di bordo che controllavano il lancio. Si decise di continuare lo stesso la missione riavviando gli strumenti, nonostante vi fosse il dubbio che alcuni sistemi fossero stati danneggiati.

Prima del decollo, una pompa d'ossigeno liquido smise di funzionare. Il veicolo partì usando la pompa di riserva (fonte: Astronautix.com).

Durante l'ammaraggio a fine missione, una cinepresa cadde dal proprio supporto e colpì Alan Bean alla tempia (per questo nelle foto della quarantena esibisce un vistoso cerotto). Se fosse caduta pochi centimetri più a sinistra avrebbe causato un trauma cranico potenzialmente fatale (DVD Apollo 12 Uncensored).


Apollo 13


Durante il viaggio verso la Luna esplose un serbatoio d'ossigeno, togliendo aria ed energia agli astronauti. Fu necessario usare il modulo lunare come scialuppa d'emergenza e rientrare precipitosamente a Terra senza allunare (dettagli presso Astronautix.com).


Apollo 14


Fallirono cinque tentativi di aggancio del modulo lunare durante il viaggio verso la Luna. Il sesto andò a buon fine, senza alcun motivo evidente. Nonostante quest'anomalia, si decise di proseguire la missione, che doveva far uso nuovamente dei sistemi di aggancio difettosi per recuperare gli astronauti dalla Luna (Astronautix.com).


Apollo 15


Uno dei tre paracadute usati per consentire l'ammaraggio al rientro sulla Terra non funzionò correttamente, causando un impatto violento con la superficie dell'oceano (Astronautix.com).




Apollo 16


Il motore principale del modulo di comando e servizio, necessario per tornare sulla Terra, segnalò un'avaria mentre il veicolo era in orbita intorno alla Luna. Fu quasi annullato l'allunaggio (Astronautix.com).


Apollo 17


Uno dei parafanghi del Rover, la jeep elettrica usata sulla Luna, si ruppe, inondando gli astronauti e la loro attrezzatura di polvere lunare pericolosamente abrasiva.

Oltre a graffiare le visiere e incastrarsi nelle guarnizioni e nei giunti delle tute, la polvere aderiva alle tute, rendendole scure e quindi facendo loro assorbire più calore dal Sole.

Senza quel parafango, il Rover sarebbe stato inutilizzabile e le escursioni della missione sarebbero state molto più ridotte.

L'astronauta lunare Gene Cernan riuscì a riparare il guasto (che lui stesso aveva causato impigliandosi nel parafango con un martello che teneva in una tasca della tuta) usando delle cartine plastificate e del nastro adesivo per tubi, portato sulla Luna proprio per eventualità di questo tipo (Nasa.gov).

35 commenti:

Luigi Rosa ha detto...

Se non ricordo male nell'Apollo XIII il motore F-1 del primo stadio del Saturno ando' in avaria, ma venne compensato da un'accensione leggermente prolungata degli altri 4.

Luigi Rosa ha detto...

manca un "numero cinque" dopo "F-1"

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie Luigi,

sto leggendo man mano i rapporti di missione e altre fonti, terrò d'occhio questa segnalazione. Questo articolo è sicuramente soltanto un abbozzo rispetto alla lista completa delle magagne.

brain_use ha detto...

Già così è un buon compendio.
Bel lavoro.

Janez ha detto...

Solo un piccolo appunto.
Scrivi "Su sette missioni lunari" ma poi metti in lista anche quelle di preparazione allo sbarco (da Apollo 1 a 10).
Quindi dovresti scrivere 17 invece di 7 (o elencare solo le magagne delle ultime).

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie della precisazione, Janez, ho riformulato la frase.

Alfred Borden ha detto...

Paolo, non so se nei sei al corrente, ma le tue ricerche sui complotti lunari vengono citate anche dal blog di divulgazione scientifica Gravità Zero nell'articolo Luna, 40 anni dopo. Viene segnalata anche una conferenza che si terrà oggi a Torino e che sembra davvero interessante.

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie della segnalazione, non ne ero al corrente. Piero saprà dare man forte!

Gwilbor ha detto...

Il mio preferito è il fulmine di Apollo 12, soprattutto per come venne risolto:

CAPCOM: Try SCE to auxiliary!
Astronauta: What the hell is that?

:-)

Su Youtube hanno anche caricato un documentario che lo racconta: http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&v=eWQIryll8y8

asunchi ha detto...

Scusate, una semplice curiosità un pò OT: Avete per caso notizia delle origini di Wally Schirra? Il cognome mi pare sia chiaramente sardo..

Paolo Attivissimo ha detto...

Asunchi,

non ho trovato niente sulle origini della famiglia. Padre e madre era già cittadini americani residenti, quindi se ci sono origini sarde sono più remote. So che si pronuncia "Scirrà", con l'accento sulla A, ma non so altro.

Vytek ha detto...

Segnalo che nella biografia di Lovell "Lost moon" pagina 53-54 si parla di un incidente per fortuna rimediato (Apollo 8). Il giubotto salvagente di Lovell si è infatti gonfiato erroneamente nello spazio per essersi incastrato. Per sgonfiarlo è stato necessario scaricare il CO2 attraverso lo scarico rifiuti liquidi del modulo di servizio. Questo per non intasare i famosi filtri al litio del modulo.

Paolo Attivissimo ha detto...

Vytek,

mi manderesti la scansione delle pagine in questione? Grazie!

Luigi ha detto...

C'è anche questo... fantastico!

http://www.youtube.com/watch?v=ZzHEyUkyt9Y&feature=channel

Pol ha detto...

x assunchi

conosco di persona uno schirra, sardo ovviamente, che ci dice che lo schirra dell'apollo era un suo parente. lui è della zona di arzachena.

Piero Mancino ha detto...

Ciao Paolo,
scusa se e' un po' OT,
ma mi sono rimaste delle curiosita' che forse tu sai spiegarmi:
come mai (almeno nelle prime missioni, vedi la tragedia dell'Apollo 1) si era optato per avere ossigeno puro in cabina, anziche' aria? Per non doversi portare appresso il 78% di azoto e quindi peso "inutile"?

E poi come hanno testato il LEM?
Grazie per la cortesia.

OrboVeggente ha detto...

Ottimo articolo di un preziosissimo blog!!
correzioncine proposte:

Apollo 11
l'allineamento leggermente errato dei due veicoli li fecero iniziare a ruotare su se stessi

l´allineamento, soggetto, li FECE (non fecero) iniziare a ruotare su LORO stessi.

I computer di bordo compensarono la rotazione, ma quello dei modulo lunare e quello del modulo di comando e servizio si contrastarono a vicenda, facendo girare ancora più all'impazzata su se stessi i due veicoli

Ancora un "se stessi" da correggere con "loro stessi".
A parte che se´ con l´accento (che non ho su questa tastiera) e´ tremendamente diverso da se senza accento (se stessi si riferisce a me, per esempio se stessi facendo qualcosa... se stessi leggendo questo articolo, etc.etc.) questo citato (due volte in due frasi contigue) manifesta un vezzo che si sta sempre piu´ diffondendo nell´italiacano moderno.

se... io parlo di me
tu parli di te
egli parla di se´
allora ESSI parlano di LORO, non di "se´" che si riferisce al singolare.
Prego almeno te, mio riferimento in tante cose, di rimanerlo anche per la correttezza della lingua italiana!

Paolo Attivissimo ha detto...

OrboVeggente,

grazie delle correzioni agli errori, figli del sonno e della fretta.

Il "se" senz'accento deriva da un'ormai antica regola grammaticale che (per ragioni insondabili) richiedeva che si scrivesse "se stesso" anziché "sè stesso".

Gwilbor ha detto...

Già anche a me hanno insegnato che sé (pronome) va accentato solo quando si rischia di confonderlo con la congiunzione. Quindi si scrive "sé stessi" e "se stesso". Però la grammatica moderna tende a semplificare, e credo che ora sia del tutto accettabile scrivere sempre il pronome accentato.

Paolo Attivissimo ha detto...

Grazie Luigi,

ho aggiunto!

OrboVeggente ha detto...

perö non sono mica... Orbo! E vedo che nel paragrafo Apollo 11 hai lasciato ancora il "facendo girare ancora piü all´impazzaza su se stessi" invece di "su LORO stessi".

Paolo Attivissimo ha detto...

Orbo,

hai ragione. Adesso ho sistemato anche quell'errore. Non farti scrupoli a segnalare e ripetere le segnalazioni, sono davvero di corsa e in multitasking totale, per cui ogni tanto qualche task viene droppato :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Piero,

sì, le capsule pre-Apollo usarono ossigeno puro. Questa soluzione evita l'embolia in caso di depressurizzazione improvvisa, riduce la quantità di gas da trasportare, riduce la complicazione degli impianti di gestione e permette di ridurre la pressione in cabina, per cui la capsula non ha bisogno di essere irrobustita (e quindi appesantita) per reggere la pressione atmosferica.

Il LM fu testato in orbita terrestre per quanto riguarda attracco, sgancio, uscita dal portello degli astronauti, sgancio dello stadio inferiore (descent stage) e manovra dello stadio superiore (ascent stage). Fu testato in orbita lunare per quanto riguarda la discesa sulla Luna fino a 15 km d'altezza. L'unica parte importante che non fu collaudata fu l'allunaggio vero e proprio.

Piero Mancino ha detto...

Paolo,
ti ringrazio moltissimo per le risposte che mi hai dato.
Sapevo dei collaudi del LEM in orbita, del modulo di discesa, ecc ecc, ma non sapevo come avessero fatto quei geniacci della NASA ad aver testato il LEM in prossimita' della superficie lunare... E Aadesso scopro grazie a te che non l'hanno fatto! ;) (d'altronde come potevano?)
Anche io sono appassionato come te di missioni spaziali (ma forse non QUANTO te!), ma purtroppo non ho la possibilita' di documentarmi seriamente come hai fatto tu, e devo accontentarmi di quello che passano in tv e poi su History Channel e Discovery (anche se anche li' qualche cantonata la prendono!).
Mi padre e mia madre hanno visto tutto in diretta Tv, e figurati che, essendo i miei tra i pochi a possedere all'epoca un televisore nel mio piccolo paesino, c'era una marea di gente a casa mia!
Ma scusami un'altra curiosita' (se posso): ma alla fine chi aveva ragione tra Tito Stagno e Ruggiero Orlando?
Grazie comunque delle risposte che mi hai dato!

Paolo Attivissimo ha detto...

Ma scusami un'altra curiosita' (se posso): ma alla fine chi aveva ragione tra Tito Stagno e Ruggiero Orlando?

Nessuno dei due. Sto preparando un articolo apposito che analizza le ragioni di Stagno. Resta sintonizzato! :-)

Gwilbor ha detto...

Uhmmmmm... eppure ascoltando bene l'audio mi sembra che Orlando annunci l'atterraggio appena dopo l'"engine stop" comunicato da Aldrin... non è così?

GGL ha detto...

Greazie a questo post, ho scoperto che le trascrizioni delle comunicazioni delle missioni Apollo sono pubbliche.

Sarei stato curioso di recuperare quella dell'Apollo 13, ma qui:

http://history.nasa.gov/alsj/a13/

non sembra esistere. Sapete darmi una mano?

Grazie

Paolo Attivissimo ha detto...

GGL,

è praticamente tutto pubblico e pubblicato. Per Apollo 13, guarda qui.

Giuseppe Regalzi ha detto...

Ho dedicato un post al litigio fra Tito Stagno e Ruggero Orlando. Capire chi aveva ragione mi sembra abbastanza facile, ma sarei curioso di sapere se ho trascurato qualcosa...

Franci ha detto...

In una delle ultime produzioni mazzucchesche si fa riferimento proprio all'incendio in cui Grissom (noto contestatore...) fu lasciato morire appositamente in un incidente pilotato.

L'articolo è qui

Andrea ha detto...

Ciao Paolo,
esistono libri in italiano che descrivano il programma spaziale americano in maniera esauriente?

Hammer ha detto...

Andrea,

in attesa che ti risponda Paolo ti anticipo io qualcosa.

Qualche testo effettivamente esiste. Ti consiglio "Polvere di luna" di Andrew Smith e anche "Luna" di Scott McKenzie attualmente in commercio anche nelle edicole (edito da National Geographic) a un prezzo veramente irrisorio.

Anche il Touring Club recentemente ha pubblicato un ottimo volume con DVD allegato (anche questo a un prezzo ottimo) intitolato "Missione Luna".

Buona lettura. :-)

Hammer ha detto...

Rettifico quanto ho scritto ieri sera. L'autore di "Luna" edito da National Geographic è Scott Montgomery, non McKenzie come avevo scritto la prima volta.

Scusate.

Paolo Attivissimo ha detto...

Andrea,

esistono libri in italiano che descrivano il programma spaziale americano in maniera esauriente?

Presumo e spero di sì, ma non ne conosco. Avendo la fortuna di essere madrelingua inglese, leggo quasi esclusivamente libri tecnici in questa lingua.

Angelo ha detto...

Ho scoperto il sito solo ora, a quasi 2 anni dalla pubblicazione. Volevo solo segnalare, per quanto riguarda il sovraccarico del computer dell'apollo 11, questo sito: http://klabs.org/history/apollo_11_alarms/eyles_2004/eyles_2004.htm . Un po' (tanto) tecnico ma mi pare molto interessante.
Grazie e Ciao