2009/07/15

Come faceva la jeep a stare dentro il modulo lunare?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle contestazioni ricorrenti dei sostenitori della messinscena lunare è che il Rover, l'automobile usata dagli astronauti nelle missioni Apollo dalla 15 alla 17 e mostrata nella foto qui accanto (un dettaglio di AS15-86-11603), era troppo grande per starci nel modulo lunare (LM).

Lo sostiene per esempio James M. Collier, nel documentario Was It Only a Paper Moon (1997) e altrove (Media Bypass, 1997), fra le altre sue presunte prove dell'altrettanto presunta messinscena. Collier è morto nel 1998.

In effetti l'automobile, lunga poco più di tre metri, larga 1,8 e alta 1,1, sembra a prima vista incompatibile con le dimensioni del modulo lunare, la cui base misurava circa 4,3 metri di diametro e doveva offrire posto anche per il motore di allunaggio e per il relativo carburante.

Ci sarebbe subito da rispondere con l'ovvia considerazione che se si fosse trattato davvero di una messinscena che metteva a rischio il prestigio dell'intera nazione statunitense, i suoi realizzatori non sarebbero stati così stupidi da commettere l'errore grossolano di presentare un veicolo impossibilmente ingombrante.

Ma chi sostiene questa presunta prova della messinscena non si è evidentemente preso la briga di studiare almeno in parte la monumentale documentazione tecnica resa disponibile dalla Nasa, oppure sfogliarne il vasto archivio fotografico.

Se lo avesse fatto, conoscerebbe la semplicissima risposta: la jeep lunare era trasportata ripiegata, per cui ci stava eccome dentro una rientranza a forma di cuneo riservata alle attrezzature scientifiche del LM e predisposta nella base del modulo lunare. Non era contenuta in un involucro rigido vero e proprio: era agganciata esternamente e protetta da una coperta termica.

Foto AP15-71-HC-684. Si notano al centro le ruote ripiegate del Rover e la rientranza nella base del modulo lunare.

Foto AP15-S71-31409. Vista ravvicinata dell'immagazzinaggio del Rover ripiegato dentro la base del modulo lunare.


Foto GPN-2000-001858.


Foto AP15-71-HC-682. Il Rover alloggiato dentro il modulo lunare.


Le riprese televisive degli sbarchi mostrano bene la procedura per estrarre e ricomporre il Rover nella sua configurazione di utilizzo. La medesima procedura è illustrata schematicamente nel Press Kit (manuale per la stampa) dell'Apollo 15.

Pagina 94 del Press Kit dell'Apollo 15.


Il documentario Moon Machines mostra il metodo di ripiegamento del telaio e delle ruote in modo molto chiaro:



Il manuale del veicolo, il Lunar Rover Operations Handbook, è ancora più esauriente e si occupa del trasporto e dell'estrazione del Rover da pagina 1-64 a pagina 1-78.

Occorre tenere presente che il Rover era poco più di un telaio d'alluminio con quattro piccoli motori elettrici (più due per lo sterzo), un pacco batterie e due seggiolini tubolari. Sulla Terra pesava in tutto 200 chilogrammi. Essendo elettrico, non gli servivano cambio, alberi di trasmissione e assali per le ruote (i motori erano accoppiati direttamente alle ruote), per cui poteva essere ripiegato in una forma molto compatta.

17 commenti:

Piero Mancino ha detto...

I complottisti non hanno mai visto un ombrello pieghevole? ;-)
(oppure anche una bicicletta ripiegata)

markogts ha detto...

Ohibò... La General Motors che costruisce macchine leggere >:-> Curiosità: i motori elettrici muovevano le ruote tramite riduttori armonici.

Zaku ha detto...

No scusate, adesso son curioso...

Posso avere un link a qualche sito che se è uscito con questa "teoria" del rover che non poteva entrare? Non riesco a credere che certa gente riesca a dire certe cose e che altra ci creda...

markogts ha detto...

Wikipedia inglese però non parla di GM ma di Boeing.

Paolo Attivissimo ha detto...

Markogts,

GM fu subappaltatore di Boeing.


Zaku,

cerca il nome James M. Collier.

theDRaKKaR ha detto...

ecco la capostipite dei Transformers :)

markogts ha detto...

Una domanda OT (e che non c'è nessuna fretta di rispondere):

Se ho ben capito, Armstrong ha preso il controllo manuale del LM dopo che il computer ha fatto cilecca. Ma mi chiedo: non era compito di Aldrin, essendo il comandante del LM? Vabbè che non è che il comandante di missione se ne possa star seduto a fumare un sigaro... :-)

Totix ha detto...

Certo che si attaccano a tutto pur di negare l'evidenza!!!

Comunque grazie delle info, non avevo mai visto la locazione precisa del rover.
Poi mi chiedevo un'altra cosa, ho notato che il modulo di comando è dotato al decollo di un rivestimento esterno che poi evidentemente viene tolto, ma quando avviene ciò.

Grazie saluti.

Paolo Attivissimo ha detto...

Markogts,

sto ancora studiando l'argomento, ma per quel che mi risulta servivano due persone per gestire il LM. Era un lavoro di squadra, con mansioni suddivise. Il compito del LMP era operare il computer di bordo e fornire al CDR i dati essenziali (quota, velocità, riserve di carburante, ecc.). Il compito del CDR era pilotare il LM e soprattutto decidere cosa fare, essendo il responsabile della missione.

Questa prassi di far pilotare il LM al CDR con il supporto del LMP mi risulta standard anche per gli altri voli.

Paolo Attivissimo ha detto...

Totix,

se ti riferisci a un rivestimento bianco, è la protezione aerodinamica e l'innesto della LET (Launch Escape Tower) che serviva per salvare gli astronauti allontanando la capsula dal vettore Saturn V.

Luigi Rosa ha detto...

Si', ma che palle i lunacomplottisti fighetti ignoranti che fanno i finti scettici su ogni cosa.

Credo sia arrivato il momento di iniziare a spillar loro quattrini e poi vediamo se sono ignoranti per atteggiamento o per davvero.

Paolo Attivissimo ha detto...

Luigi,

perfettamente d'accordo: che strategia proponi? :-)

markogts ha detto...

@ totix:

Come spiegato qui, il sistema è composto da una torre di fuga (che serve per staccarsi dal Saturno V in caso di emergenza) e da un cono protettivo che protegge il modulo di comando dai getti della stessa torre e dall'attrito con l'aria supersonica. Il tutto viene sganciato dopo l'accensione del secondo stadio, attorno ai 100 km di quota.

Totix ha detto...

Grazie Paolo e Markogts delle info, intanto su http://wechoosethemoon.org
- 1:16:00 al lancio....

Totix ha detto...

Da qui si capisce tutto:
http://www.apollosaturn.com/asnr/s168.gif

Grazie ancora del link molto istruttivo.

Hanmar ha detto...

Eh eh eh...

Scusate la ghignata ma mi fa morire dal ridere il fatto che l'estrazione avvenisse tramite un... cavo :D

Piu' o meno come tirare giu' la scala che va in soffitta. :D

Niente pulsanti, motori elettrici, rele' etc etc.

Evidentemente gli ingegneri GM avevano ben presente la regola "quello che non c'e' non si puo' rompere".

Saluti
Michele

markogts ha detto...

Beh, se vogliamo andare OT, il record di semplicità ce l'hanno quelli della pila atomica a Chicago: uno pronto con un'ascia a recidere la corda che teneva sospese le barre di cadmio, l'altro con un secchio di cadmio liquido :-P

Ma il principio KISS è stato spesso usato nelle missioni spaziali. Mi viene in mente la pressurizzazione dei combustibili con elio in pressione (niente pompe, banale effetto "tubetto di dentifricio"). O l'Explorer, che per farlo stare "dritto", lo facevano girare sul suo asse ancora prima del lancio, creando quell'effetto da B-movie degli anni 50.