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2013/05/17

Opportunity batte il record di Apollo 17 per la distanza percorsa su un altro corpo celeste

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di mueslig*.

Immagine sintetica: Marte è reale, Opportunity è
un modello digitale rappresentato in scala (APOD).
Il 15 maggio scorso Opportunity, il veicolo robotico che sta esplorando Marte ormai da nove anni, ha superato la distanza totale percorsa dal Lunar Rover di Apollo 17, togliendo all'auto elettrica guidata sulla Luna da Gene Cernan e Harrison Schmitt a dicembre del 1972 il record NASA di percorrenza su un altro mondo.

Opportunity ha infatti coperto in tutto 35 chilometri e 760 metri, mentre il Lunar Rover aveva percorso 35 chilometri e 744 metri. Certo, si tratta di veicoli radicalmente differenti (uno senza equipaggio, l'altro con due astronauti a bordo; uno su Marte, l'altro sulla Luna; uno attivo per anni, l'altro per pochi giorni), ma è interessante notare quanto a lungo abbia retto questo primato. Che però è soltanto un record statunitense, dato che il veicolo robotico sovietico Lunokhod 2 coprì 37 chilometri sulla Luna nel 1973 e quindi detiene tuttora il primato assoluto.

Cernan ha accolto con queste parole il successo del veicolo marziano: “Il record che abbiamo stabilito con un veicolo di superficie era pensato per essere battuto e sono emozionato e orgoglioso di poter passare il testimone a Opportunity”.

Fonte: JPL.

2013/01/16

La corsa del Rover di Apollo 16 restaurata e stabilizzata

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di francesca.tox* ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2013/11/01.


Aprile 1972: Charlie Duke riprende con una cinepresa 16 mm la corsa di John Young sul Lunar Rover. La cinepresa viene poi montata sul Rover e riprende il loro viaggio sulla superficie lunare.

La corsa non fu improvvisata, ma faceva parte degli esperimenti pianificati per la missione, come si può vedere in questa pagina di istruzioni, nella quale la prova di guida viene denominata Grand Prix. Tutti i dettagli sono in questa pagina dell'Apollo Lunar Surface Journal.

La stabilizzazione digitale (realizzata con il filtro Deshaker v2.5 per VirtualDub 1.9.9) permette di apprezzare molto meglio i dettagli di queste sequenze e la difficoltà di guidare un veicolo su una superficie così irregolare e con una gravità ridotta a un sesto di quella terrestre, che fa sollevare con estrema facilità l'auto elettrica degli astronauti.

A titolo di paragone, questa è la ripresa originale non stabilizzata:



2013/11/01


Ho creato un video che include l'originale non stabilizzato e la versione stabilizzata e anche reinquadrata (sottoposta a cropping) per eliminare lo sfarfallio dei bordi causato dalla stabilizzazione.

2009/07/15

Come faceva la jeep a stare dentro il modulo lunare?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle contestazioni ricorrenti dei sostenitori della messinscena lunare è che il Rover, l'automobile usata dagli astronauti nelle missioni Apollo dalla 15 alla 17 e mostrata nella foto qui accanto (un dettaglio di AS15-86-11603), era troppo grande per starci nel modulo lunare (LM).

Lo sostiene per esempio James M. Collier, nel documentario Was It Only a Paper Moon (1997) e altrove (Media Bypass, 1997), fra le altre sue presunte prove dell'altrettanto presunta messinscena. Collier è morto nel 1998.

In effetti l'automobile, lunga poco più di tre metri, larga 1,8 e alta 1,1, sembra a prima vista incompatibile con le dimensioni del modulo lunare, la cui base misurava circa 4,3 metri di diametro e doveva offrire posto anche per il motore di allunaggio e per il relativo carburante.

Ci sarebbe subito da rispondere con l'ovvia considerazione che se si fosse trattato davvero di una messinscena che metteva a rischio il prestigio dell'intera nazione statunitense, i suoi realizzatori non sarebbero stati così stupidi da commettere l'errore grossolano di presentare un veicolo impossibilmente ingombrante.

Ma chi sostiene questa presunta prova della messinscena non si è evidentemente preso la briga di studiare almeno in parte la monumentale documentazione tecnica resa disponibile dalla Nasa, oppure sfogliarne il vasto archivio fotografico.

Se lo avesse fatto, conoscerebbe la semplicissima risposta: la jeep lunare era trasportata ripiegata, per cui ci stava eccome dentro una rientranza a forma di cuneo riservata alle attrezzature scientifiche del LM e predisposta nella base del modulo lunare. Non era contenuta in un involucro rigido vero e proprio: era agganciata esternamente e protetta da una coperta termica.

Foto AP15-71-HC-684. Si notano al centro le ruote ripiegate del Rover e la rientranza nella base del modulo lunare.

Foto AP15-S71-31409. Vista ravvicinata dell'immagazzinaggio del Rover ripiegato dentro la base del modulo lunare.


Foto GPN-2000-001858.


Foto AP15-71-HC-682. Il Rover alloggiato dentro il modulo lunare.


Le riprese televisive degli sbarchi mostrano bene la procedura per estrarre e ricomporre il Rover nella sua configurazione di utilizzo. La medesima procedura è illustrata schematicamente nel Press Kit (manuale per la stampa) dell'Apollo 15.

Pagina 94 del Press Kit dell'Apollo 15.


Il documentario Moon Machines mostra il metodo di ripiegamento del telaio e delle ruote in modo molto chiaro:



Il manuale del veicolo, il Lunar Rover Operations Handbook, è ancora più esauriente e si occupa del trasporto e dell'estrazione del Rover da pagina 1-64 a pagina 1-78.

Occorre tenere presente che il Rover era poco più di un telaio d'alluminio con quattro piccoli motori elettrici (più due per lo sterzo), un pacco batterie e due seggiolini tubolari. Sulla Terra pesava in tutto 200 chilogrammi. Essendo elettrico, non gli servivano cambio, alberi di trasmissione e assali per le ruote (i motori erano accoppiati direttamente alle ruote), per cui poteva essere ripiegato in una forma molto compatta.

2009/02/11

Nelle foto mancano le tracce delle ruote del Rover!

di Paolo Attivissimo

Come mai in alcune foto scattate dagli astronauti delle missioni Apollo non si vedono le tracce, nel suolo lunare, delle ruote del veicolo semovente (Lunar Rover), né davanti né dietro, mentre nello stesso suolo si vedono molto bene le impronte delle suole degli astronauti?

Semplice, sostengono i lunacomplottisti: perché gli assistenti di scena si sono dimenticati di tracciarle. Hanno sollevato il Rover per metterlo in posizione nello studio cinematografico, ma si sono scordati di creare l'impronta delle ruote nel terreno. Che sbadati! Fregati da un dettaglio così banale.

Battute a parte, ci sono varie ragioni per quest'assenza di tracce di ruote. In alcune foto, le tracce sono state coperte dalle impronte degli astronauti, che spesso scendevano dal veicolo e ci giravano intorno. In un caso (Apollo 17) dovettero anche riparare un parafango, quindi è facile immaginare quanto ci avranno lavorato intorno, eliminando di conseguenza con le proprie impronte ogni segno precedente delle ruote.

In altre foto, quelle riprese in zone più elevate, il veicolo si trovava su un terreno coperto da uno strato di polvere poco profondo, per cui le ruote hanno sì lasciato impronte, ma si tratta di segni tenui, visibili soltanto nelle foto ad alta risoluzione. Le tracce sono tenui anche perché il peso del veicolo era distribuito sull'area delle quattro ruote, per cui il Rover esercitava una pressione molto bassa sul terreno.

C'è anche una ragione poco intuitiva: il Lunar Rover era un veicolo estremamente leggero, e sulla Luna le cose pesano un sesto che sulla Terra. Il Rover pesava 200 kg sulla Terra e quindi sulla Luna pesava soltanto 33 kg (più precisamente, la sua massa è invariata ma il suo peso cambia, per cui lo sforzo necessario per sollevare il Rover sulla Luna corrispondeva a quello richiesto per sollevare 33 kg sulla Terra).

Di conseguenza, quando gli astronauti volevano fare curve strette o inversioni a U, sollevavano letteralmente un'estremità del Rover e lo giravano. Anzi, questa era un'operazione prevista durante lo sgancio del Rover dal modulo lunare: era necessario ruotare l'auto elettrica di 90 gradi.

Per esempio, la foto qui sotto, AS17-13-20979, si riferisce alla riparazione del parafango avvenuta durante la missione Apollo 17. Come si può notare, mancano le tracce del Rover, ma si nota anche che il terreno è pieno di impronte degli astronauti, che presumibilmente hanno cancellato le tracce delle ruote.



Si noti, inoltre, il tipo particolare di ruote: invece di pneumatici, pesanti e rischiosi da usare in caso di foratura, il Rover era dotato di ruote in maglia metallica, la cui trama fitta tendeva a lasciare tracce poco vistose.

Un altro bell'esempio di foto in cui sembrano mancare le tracce del Rover è la AS17-138-21039:



Quest'immagine, tuttavia, è un dettaglio di un'inquadratura molto più ampia, e questo è uno dei motivi per i quali di solito nelle versioni di questa foto pubblicate su Internet non si vedono le tracce delle ruote: qui sotto, nell'inquadratura completa, il Rover è la macchiolina poco sopra il centro.



L'altro motivo è che le tracce non sono dove ce le aspettiamo, ossia davanti o dietro al veicolo, ma di lato, perché il Rover è stato girato (si notino le impronte degli astronauti intorno al veicolo). Nella versione ad alta risoluzione della foto, infatti, le tracce si possono scorgere a destra, lungo il pendio, specialmente se si clicca sulla foto qui sotto per ingrandirla:



Ancora una volta, la presunta prova di falsificazione viene smontata dall'analisi delle foto in alta risoluzione e dalla conoscenza tecnica dei fatti.