2009/07/28

Il diverbio Stagno-Orlando: chi aveva ragione? [UPD 2013/04/23]

di Paolo Attivissimo, con il contributo di Giuseppe Regalzi. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

È uno dei tormentoni di ogni rievocazione italiana dello sbarco sulla Luna: il battibecco fra Tito Stagno e Ruggero Orlando su quando il modulo lunare avesse davvero toccato il suolo del nostro satellite. In questi quarant'anni ne sono state dette di tutti i colori, ma vorrei proporre una piccola analisi basata sui fatti.

Grazie alla disponibilità del materiale d'archivio, possiamo per esempio procurarci l'audio originale e la trascrizione delle trasmissioni radio degli astronauti Aldrin e Armstrong durante le fasi conclusive dell'atterraggio sulla Luna e metterli a confronto con la registrazione della diretta televisiva della RAI, disponibile su Rai Teche e su Youtube.

Il primo risultato è questo: Tito Stagno esclamò il proprio celeberrimo "Ha toccato!" quando il modulo lunare era ancora a oltre 30 metri d'altezza, annunciando erroneamente l'allunaggio con 56 secondi d'anticipo.

Il secondo è che Ruggero Orlando non sbagliò nel dire “No, non ha toccato”, ma la giustificazione che abbozzò subito dopo fu errata: neppure i sensori sporgenti sotto il modulo lunare avevano toccato il suolo al momento dell'annuncio di Stagno. Il successivo annuncio di allunaggio di Orlando fu sostanzialmente corretto: arrivò con soli dieci secondi di ritardo.

Va chiarito che a favore di Stagno vanno invocate molte attenuanti: l'audio disturbatissimo degli astronauti Luna, l'assenza di un segnale TV dalla Luna (c'è solo l'audio, come del resto previsto dalla missione), la tensione di una diretta che sapeva sarebbe passata alla storia, le lunghe ore di trasmissione, e non ultima la simpatia dell'uomo. Ma i fatti sono fatti e non si possono cambiare. Procediamo con ordine ricostruendo gli eventi.

Ecco le parole di Stagno sincronizzate con quelle degli astronauti nell'ultimo minuto prima dell'annuncio errato del contatto con il suolo lunare (i numeri in grassetto sono il tempo di missione, usato come riferimento per tutti gli eventi). Dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo ho realizzato un video, consultabile qui sotto, che sincronizza la diretta RAI con le comunicazioni radio e la ripresa in 16mm di bordo per consentire di cogliere meglio le parole degli astronauti e capire meglio la situazione.


102:43:52 Aldrin: 1 1/2 down. Ease her down. 270.

Stagno: 70 piedi.

Qui, grosso modo, inizia l'errore di percezione di Tito Stagno che lo porterà al celebre equivoco: capisce "seventy" al posto di "two-seventy" (le misure sono espresse in piedi dagli astronauti), ma non è colpa sua, perché l'audio di Aldrin è troncato (ha il microfono impostato su Vox che gli tronca la prima sillaba di ogni frase) e il "two" nella diretta non si sente (molti vuoti nell'audio sono stati colmati in seguito nelle trascrizioni grazie al registratore a bordo del modulo lunare). Questo gli fa credere che il modulo lunare (LM) sia a 21 metri d'altezza quando in realtà è ancora a 82 metri dal suolo.

102:43:58 Armstrong: Okay, how's the fuel?

102:44:00 Aldrin: Eight percent.

102:44:07 Aldrin: 250, down at 2 1/2, 19 forward.

Stagno: Sono ormai a 25 metri dal suolo lunare.

In realtà Armstrong e Aldrin sono a 250 piedi (76 metri) d'altezza, stanno scendendo a 2,5 piedi (76 cm) al secondo e hanno una velocità orizzontale di 19 piedi al secondo (circa 21 km/h) rispetto alla superficie lunare.

102:44:13 Aldrin: Altitude (and) velocity lights (on).

Aldrin sta avvisando Armstrong che si sono accese le spie che indicano che il computer non sta ricevendo dati validi dal radar di atterraggio.

Stagno: È questo il momento più delicato...

102:44:16 Aldrin: 3 1/2 down, 220 feet, 15 forward.

Stagno: Continuate la discesa a vostro giudizio, 20 piedi...

Qui il "two-twenty" si sente chiaramente, ma Stagno lo interpreta come "twenty". Per lui il LM è a 6 metri dal suolo, in realtà è ancora undici volte più in alto: sta a 67 metri. Inoltre il suo "Continuate la discesa a vostro giudizio", che sembrerebbe essere una frase detta dal Controllo Missione, non c'è nell'audio delle comunicazioni fra Houston e la Luna.

102:44:23 Aldrin: 11 forward. Coming down nicely. 200 feet, 4 1/2 down.

Stagno: "Vai piano", dicono da Houston.

Anche queste parole di Tito Stagno non corrispondono ad alcuna comunicazione reale dal Controllo Missione situato a Houston e sono, a quanto risulta, una sua invenzione. Del resto, non è plausibile che durante un momento così teso i controllori della missione disturbino la concentrazione dei due astronauti intromettendosi per dare un generico “Non correre, papà”.

102:44:26 Aldrin: 5 1/2 down.

Stagno: Cinque piedi e mezzo... due metri...

Qui il cronista confonde la velocità di discesa con l'altitudine. Aldrin dice "down" per indicare appunto che si tratta di una velocità di discesa in piedi al secondo, ma Stagno crede che stia dicendo che il modulo lunare sta a un metro e sessanta dal suolo. Se così fosse, le aste situate sotto le zampe del modulo, lunghe 68 pollici (173 cm; dato tratto da Apollo 11, the NASA Mission Reports, pag. 161, fig. 18), avrebbero già dovuto toccare terra e i loro sensori avrebbero già dovuto segnalare in cabina il contatto.

Foto NASA AS11-44-6581: il modulo lunare dell'Apollo 11, fotografato durante la missione, mostra le tre aste di rilevamento del contatto situate sotto le zampe. L'asta manca sulla zampa dotata di scaletta per evitare che dopo l'allunaggio costituisca un ostacolo per la discesa al suolo degli astronauti.

102:44:31 Aldrin: 160 feet, 6 1/2 down. 5 1/2 down, 9 forward.

Stagno: "Piano ancora", dicono da Terra...

Aldrin: You're looking good.

Anche questa frase attribuita al Controllo Missione sembra inventata di sana pianta.

102:44:40 Aldrin: 120 feet.

Stagno: "Go!"

Non è chiaro se questo sia un momento di tifoseria personale di Stagno o se il cronista attribuisca al Controllo Missione anche quest'espressione.

È a questo punto, durante una pausa nelle comunicazioni radio, che Tito Stagno si volta alla propria sinistra, come a controllare un monitor o ricevere un cenno di conferma, ha un attimo di esitazione e poi esclama:

Stagno: "Ha toccato! Ha toccato il suolo lunare!".

In realtà l'ultimo dato altimetrico trasmesso da Buzz Aldrin indica che il LM è ancora a 120 piedi, vale a dire 36 metri, dal suolo della Luna. Mentre parte l'applauso in studio, si ode inoltre la voce di Aldrin che scandisce ancora i dati di discesa e indica un'altezza di 100 piedi (30,5 metri).

102:44:45 Aldrin: 100 feet, 3 1/2 down, 9 forward. Five percent. Quantity light.

Aldrin sta informando il suo compagno Armstrong che si trovano ancora a 30,5 metri, stanno scendendo a poco più di un metro al secondo e viaggiano a circa 10 km/h. Cosa più importante, avvisa che s'è accesa la spia di quantità del carburante: grosso modo l'equivalente della spia della riserva di un'automobile. Entro 94 secondi dalla sua accensione, il comandante del modulo lunare deve decidere se atterrare entro altri 20 secondi oppure annullare l'allunaggio. Tutto questo si perde nell'applauso.

Poi arriva la doccia gelata di Ruggero Orlando, che inizialmente non viene sentita o viene ignorata.

Orlando: No, non ha toccato.

102:44:54 Aldrin: Okay. 75 feet. And it's looking good. Down a half, 6 forward.

Orlando ha ragione: infatti Aldrin segnala che il veicolo è ancora a 22 metri d'altezza e sta ancora scendendo e avanzando.

Stagno: Signori, sono le 22.17 in Italia, sono le 15.17 a Houston, sono le 14.17 a New York. Per la prima volta un veicolo pilotato dall’uomo ha toccato un altro corpo celeste. Questo è frutto dell’intelligenza, del lavoro, della preparazione scientifica; è frutto della fede dell’uomo. A voi Houston.

Durante queste parole, il Controllo Missione, per bocca di Charlie Duke (CAPCOM), avvisa gli astronauti: "Sixty seconds". Significa che Neil Armstrong ha un minuto per trovare un posto dove posare il modulo lunare, ma è in difficoltà perché l'area dove il computer lo sta portando è piena di massi alti 2-3 metri.

Sempre sotto le parole di Stagno, si sente Aldrin:

102:45:04 Aldrin: (Velocity) light's on. 60 feet, down 2 1/2. 2 forward. 2 forward. That's good. 40 feet, down 2 1/2. Picking up some dust. 30 feet, 2 1/2 down. (Faint) shadow. 4 forward.

Il radar fa ancora le bizze e si è accesa quindi la spia relativa (velocity light). Aldrin scandisce il ritmo di discesa e nota che il getto del motore sta spostando la polvere al suolo ("picking up some dust") e che si vede l'ombra del LM ("faint shadow"): un dato prezioso, perché gli astronauti atterrano con il sole alle spalle, nell'alba lunare, e quindi vedere la propria ombra fornisce un riscontro chiaro della propria altezza dal suolo in un ambiente nel quale non ci sono strade, case, alberi o oggetti familiari dai quali capire la distanza.

Ruggero Orlando ribadisce l'errore di Tito Stagno:

Orlando: Qui ci pare che manchino ancora dieci metri.

Anche qui Orlando ha ragione. Aldrin infatti ha appena detto "30 feet", ossia 9,15 metri. Mentre Orlando parla, si sente Aldrin che commenta le manovre di Armstrong, che sta spazzando il suolo lunare con il getto del modulo lunare, spostandosi verso destra. Il veicolo è a questo punto a sei metri d'altezza:

Aldrin: 4 forward. Drifting to the right a little. 20 feet, down a half.

Duke: 30 seconds.

Il Controllo Missione ricorda ai due astronauti che hanno trenta secondi di margine di carburante prima di dover decidere se posarsi o interrompere la discesa in emergenza.

Stagno (scuotendo vigorosamente la testa): "No, Ruggero. No, Ruggero.".

Orlando: "Ecco sto aspettando... Pronto?"

Stagno: "Se abbiamo ascoltato bene le comunicazioni fino a adesso..."

Mentre Tito Stagno e Ruggero Orlando battibeccano e la gente in studio inizia a ridere, Buzz Aldrin comunica che si è accesa la spia che indica che le aste collocate sotto le zampe del LM hanno toccato il suolo lunare (le prime parole dell'uomo sulla superficie di un altro corpo celeste sono dunque sue):

102:45:40 Aldrin: Contact light.

Orlando: Sto aspettando... no no...

Una voce fuori campo, in studio, dice "Vai tu". Aldrin, sulla Luna, comunica che il motore è stato spento:

102:45:44 Aldrin: Okay. Engine stop.

Stagno: Da due metri e mezzo non si passa a dieci. "Fermate i motori", hanno detto da Terra.

Tito Stagno crede che la voce di Aldrin sia quella del Controllo Missione e che il comando di spegnere i motori (o meglio il motore, visto che il LM ha un solo motore di discesa) debba provenire da Terra.

Orlando: Eccolo, eccolo, ha toccato in questo momento. In questo momento ha toccato...

Stavolta anche Orlando sbaglia, sia pure di poco: il modulo lunare ha già toccato da più di dieci secondi. Tito Stagno abbozza un sorriso e lancia un applauso, ma non molla il battibecco con Orlando:

Stagno: "Hanno fermato i motori in questo momento."

In questo, perlomeno, Stagno ha ragione. Mentre i due discutono, Aldrin prosegue e finalmente parla anche Armstrong:

102:45:45 Aldrin: ACA out of detent.

102:45:46 Armstrong: Out of detent. Auto.

L'ACA (Attitude Control Assembly) è una sorta di doppio joystick usato per comandare i razzi di manovra del modulo lunare. "Out of detent" indica semplicemente che non si trova nella posizione neutrale centrata. Seguono altre comunicazioni tecniche degli astronauti, che eseguono le operazioni previste subito dopo l'atterraggio.

102:45:47 Aldrin: Mode Control, both auto. Descent Engine Command Override, off. Engine arm, off. 413 is in.

Dopo che Stagno ha terminato di dire "Hanno fermato i motori in questo momento", si sente la voce del Controllo Missione:

102:45:57 Duke: We copy you down, Eagle.

Poi Stagno copre ancora le parole storiche di Neil Armstrong e l'impaperata, emozionatissima risposta di Charlie Duke:

102:45:58 Armstrong: Houston, Tranquility Base here. The Eagle has landed.

102:46:06 Duke: Roger, Twan... Tranquility. We copy you on the ground. You got a bunch of guys about to turn blue. We're breathing again. Thanks a lot.

Stagno (sopra le parole di Armstrong e Duke): C'è, praticamente, ecco, l'errore è comprensibile, perché era effettivamente atterrato quando io l'ho detto, alle 22.17 precise, ma il motore, così come si fa con un elicottero, è stato spento un pochino più tardi.

Orlando: Eh, guarda... anche...

Stagno (interrompendo): Ripetiamo, l'uomo è atterrato sulla Luna! A te, Orlando, per i commenti da Houston e la reazione da Houston.

Orlando: Sai, quella piccola differenza, quei pochi secondi di differenza nell'allunaggio, probabilmente era per dare il tempo agli astronauti, che avevano toccato il suolo lunare con dei fili che prolungano le gambe, per sentire che tutto era a posto...

Qui sembra che Ruggero Orlando stia cercando di salvare capra e cavoli, ma quello che dice è comunque sbagliato. Quando Tito Stagno ha detto che il modulo lunare aveva toccato, anche i “fili” descritti maldestramente da Orlando (in realtà le aste dei sensori) erano ben lontani dal toccare il suolo.


Ma che cosa scatenò l'annuncio di Tito Stagno?


Nel rivedere la registrazione, colpisce il fatto che Tito Stagno annunci l'allunaggio, con ben 55 secondi d'anticipo, mentre da parte degli astronauti arriva soltanto silenzio.

In varie circostanze, anche recenti (per esempio La Storia Siamo Noi e Terra!), Stagno ha affermato di aver sentito in cuffia "reached the land", che secondo lui significa "letteralmente 'ha toccato'".

Ma il cronista fece l'annuncio durante una pausa di silenzio radio, per cui non c'erano parole degli astronauti da fraintendere, e comunque nelle comunicazioni radio dalla Luna non c'è nulla che somigli a "reached the land". Espressione peraltro improbabile, perché di norma un pilota parla di "touchdown" e non usa una frase di sapore marinaresco che letteralmente significa in realtà "abbiamo raggiunto la terraferma".

La giustificazione “ufficiale”, insomma, non regge. C'è un'altra possibile spiegazione, che è racchiusa nell'immagine qui sotto e che è emersa in seguito alla scomparsa del grande anchorman statunitense Walter Cronkite.



I dettagli di questa ipotesi, che credo sia inedita, saranno pubblicati nella seconda parte di questo articolo.


Aggiornamento (2012/11/27): Dopo ulteriori ricerche sono emersi altri elementi che sembrano contraddire la mia ipotesi iniziale, per cui ho deciso, almeno per ora, di non pubblicarla, anche perché le sue implicazioni potevano essere lesive per alcune delle persone coinvolte nella trasmissione televisiva dell'epoca. L'indagine, tuttavia, prosegue in cerca di chiarimenti.

48 commenti:

Luigi Rosa ha detto...

Insomma, una piccola gaffe di un uomo, ma un grande balzo per l'umanita'.

Paolo Attivissimo ha detto...

LOL :-)

frazei ha detto...

Una piccola gaffe di un uomo, ma che uomo! Non so voi ma io ho una grandissima ammirazione per Tito Stagno... e prima di questo articolo sono sempre stato convinto che avesse avuto ragione lui sull'allunaggio!

Gwilbor ha detto...

Insomma allora forse è vero che Stagno stava integrando le comunicazioni radio con i tempi del piano di missione (o un suo derivato, come un conto alla rovescia preimpostato), molto interessante!

Ma stavo pensando anche ad un altra cosa: è possibile che alla cuffia di Stagno arrivassero anche altre voci oltre a quella da Houston? Nello studio rai ho visto che c'erano delle cabine con davanti la scritta "traduzione", è possibile che qualcun'altro stesse facendo la traduzione in simultanea, magari parlando proprio nella cuffia di Stagno?

mattia ha detto...

In merito alle invenzioni di sana pianta. Dovete considerare che all'epoca non c'era praticamente nessum mezzo per controllare.
La gente vedeva a malapena la RAI, e non era nemmeno immaginabile andare a reperire le registrazioni dei dialoghi originali.
Fino all'avvento di internet, era praticamente impossibile verificare se ha inventato una frase. Quindi tutto è passato via liscio.

Ma tu dici: sì, però il giornalista non deve inventare le frasi. Vero, ma se lavori in radio sai bene che la prima cosa da evitare è far passare gli angeli.
Se c'è silenzio nelle comunicazioni radio, non è che Stagno poteva stare zitto. E' quindi comprensibile che si sia inventato delle frasi per riempire il buco, e tenere i telespettatori in tensione.

David ha detto...

Dici che qualcuno ha comunicato a Stagno che il LM era allunato...guardando la simulazione della CBS ??? :)

Hedges ha detto...

Paolo,
una mia curiosità:
non me ne voglia il povero Ruggero Orlando, grande giornalista e commentatore, ma... perchè la diretta dall'America non è stata data in mano a Piero Angela, molto più preparato scientificamente e tra l'altro già commentatore per tutte le altre missioni Apollo precedenti.
Sicuramente sarà dipeso dal "peso" dei personaggi in quel momento alla Rai, ma lo stesso mi sono stupito di questo fatto.
Sarebbe una domanda da porre a Angela, magari in occasione del Convegno CICAP, a meno che tu non lo sappia già (e mi stupiresti ancora una volta).

David ha detto...

O forse intendi che qualcuno ha fatto affidamento al "presunto" conto alla rovescia dell allunaggio?
Ma trovo molto più suggestiva l'idea che qualcuno stesse guardando l'allunaggio tramite la CBS (era possibile?) e che vedendo "allunare" il modellino lo abbia comunicato a stagno.
http://www.youtube.com/watch?v=g_sWmD6NvMY dal minuto 6:00 in poi... Ad occhio i tempi sembrano tornare

Paolo Attivissimo ha detto...

è possibile che qualcun'altro stesse facendo la traduzione in simultanea, magari parlando proprio nella cuffia di Stagno

Possibile ma improbabile che Stagno ascoltasse la traduzione. I tempi delle sue reazioni sono troppo rapidi perché ci stia in mezzo una traduzione. Inoltre in altri brani, come il primo passo, si sente che sbaglia lui a tradurre l'inglese "fine" come "bene" invece che come "fine" (riferito alla consistenza della sabbia lunare).

Paolo Attivissimo ha detto...

perchè la diretta dall'America non è stata data in mano a Piero Angela

Bella domanda: non so la risposta. Proverò a farla ad Angela, se mi capita l'occasione.

Paolo Attivissimo ha detto...

a prima cosa da evitare è far passare gli angeli

All'epoca era diverso. I lunghi silenzi mentre Barbato e colleghi prendono istruzioni dalla regia o si consultano telefonicamente erano la norma.

Piccola ha detto...

ma noooo è come l'ultima punata di LOST! Finisce sul più bello!!
A quando la seconda parte?

Paolo Attivissimo ha detto...

A quando la seconda parte?

Appena trovo il tempo di fare le ultime verifiche e scriverla :-)

Domenico_T ha detto...

No per favore, non mi dite che stavano guardando la simulazione col modellino @_@

Giuseppe Regalzi ha detto...

Ma trovo molto più suggestiva l'idea che qualcuno stesse guardando l'allunaggio tramite la CBS (era possibile?) e che vedendo "allunare" il modellino lo abbia comunicato a stagno.
http://www.youtube.com/watch?v=g_sWmD6NvMY dal minuto 6:00 in poi... Ad occhio i tempi sembrano tornare.


Attenzione ai tempi esatti, però, David. Mi pare che nell'istante in cui Stagno esclama "Ha toccato!" il conto alla rovescia che appare in sovrimpressione nella simulazione della CBS segni "20 secondi" e il modellino del LM si trovi ancora un po' lontano dalla superficie. E questo senza tenere conto dei tempi di reazione e di comunicazione fra la regia e Stagno.

theDRaKKaR ha detto...

bello bello bello

non vedo l'ora di leggere la seconda parte

Paolo, due cose: la prima il solito refuso che la mia menta malata trova sempre: E il "Continuate a discesa a vostro giudizio"
la seconda: perché non metti il link al video della diretta?

theDRaKKaR ha detto...

ed è per questo che nacque il detto "ma che sei, di stagno?" ^__^

Hammer ha detto...

The Drakkar,

ho corretto, grazie!

Bella battuta, ammetto che mi hai strappato una risata :-)

Hammer ha detto...

PS

Il video al link della diretta c'è già. E' nelle prime righe dell'articolo.

theDRaKKaR ha detto...

grazie Hammer.. anche da parte dei miei 7 neuroni

David ha detto...

Attenzione ai tempi esatti, però, David. Mi pare che nell'istante in cui Stagno esclama "Ha toccato!" il conto alla rovescia che appare in sovrimpressione nella simulazione della CBS segni "20 secondi" e il modellino del LM si trovi ancora un po' lontano dalla superficie. E questo senza tenere conto dei tempi di reazione e di comunicazione fra la regia e Stagno

Ho fatto un conto "spannometrico" bisognerebbe sincronizzare i due filmati per vedere se questa ipotesi può essere credibile o meno..
Probabilmente è sbagliata... e meno male... sarebbe desolante che qualcuno lo avesse fatto veramente... (anche se come idea è intrigante, per farci una risata :) )

OrboVeggente ha detto...

il modulo lunare avevano toccato il suolo, ma il veicolo era ancora in aria.
-
-
Uhm... uhm... "suolo" e "in aria" mi sembrano un pochino... complottabili!!
hehehe

Max Senesi ha detto...

Paolo, se ne hai voglia e possibilità, perchè non mandi l'articolo a Stagno e senti i suoi commenti?Magari nessuno ha fatto questo lavoro di sincronizzazione prima di te. Potremmo avere degli elementi di discussione interessanti; Stagno resta comunque un grande giornalista e potrebbe avere voglia di rispondere a delle obiezioni così circostanziate.

Paolo Attivissimo ha detto...

Max,

prima di proporre i risultati a Stagno vorrei completare la mia indagine e avere il quadro completo dei dati. Ci penserò senz'altro.

jumpjack ha detto...

Ieri ho ricevuto in ufficio una telefonata in inglese; purtroppo io l'inglese lo parlo, lo leggo e lo scrivo, ma quanto a capire quello ascoltato.... quindi non è che abbia capito molto... ma non potevo certo lasciarlo intendere al mio interlocutore!

Non è che magari Stagno era come me, che capisco il 50% di una conversazione in inglese, e il resto... lo interpolo? :-]

Supponendo cio', ecco la mia "arrampicata sugli specchi". Poi provero' ad ascoltare da solo l'audio che ascolto' Stagno, e vedere cosa in effetti avrei cpaito io!


102:44:07 Aldrin: 250, down at 2 1/2, 19 forward.

Stagno: Sono ormai a 25 metri dal suolo lunare.

Come pronunciava i numeri Aldrin? "Two hundred fifty" o "two five zero"?
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102:44:13 Aldrin: Altitude (and) velocity lights (on).

Stagno: E' questo il momento più delicato...

Sentendo "lights" avrà pensato alle luci di contatto?!?

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Aldrin: 3 1/2 down, 220 feet, 13 forward.

Stagno: Continuate la discesa a vostro giudizio, 20 piedi...

Avrà sentito/capito solo "twenty" e "forward", intepretandolo come "andate avanti"?

------
102:44:23 Aldrin: 11 forward. Coming down nicely. 200 feet, 4 1/2 down.

Stagno: "Vai piano", dicono da Houston.

Se invece che gli astronauti l'avesse detto il controllo missione, "down nicely", sarebbe potuto sembrare "andate giu' piano"!.


------------
102:44:31 Aldrin: 160 feet, 6 1/2 down. 5 1/2 down, 9 forward.

Stagno: "Piano ancora", dicono da Terra...

Aldrin: You're looking good.

"good", "nice", vogliono sempre dire "bene".... come dire "fate le cose per bene", cioe' "andate piano"?

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Aldrin: 120 feet.

Stagno: "Go!"

Stagno: "Ha toccato! Ha toccato il suolo lunare!".

Confusione finale: Stagno sente questo "120 feet", ma non capisce: ormai erano arrivati! avra capito male?!? Magari hanno detto "hit", non "feet"? Cioe' hanno "colpito" il suolo lunare?!?
Si guarda intorno in cerca di conferme... ma ne sanno tutti quanto e meno di lui, quindi "immagina", e dice che sono atterrati!


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Signori, sono le 22.17 in Italia, sono le 15.17 a Houston, sono le 14.17 a New York.

Ma quindi i nostri giornali riportarono l'ora sbagliata?!?

Paolo Attivissimo ha detto...

Jumpjack,

Non è che magari Stagno era come me, che capisco il 50% di una conversazione in inglese, e il resto... lo interpolo? :-]

Se così fosse, la serietà professionale imporrebbe di rinunciare all'incarico. Non è che fossero una sorpresa la qualità dell'audio e il gergo: c'erano state tutte le missioni precedenti per fare pratica e valutare la propria capacità di comprensione.


Come pronunciava i numeri Aldrin? "Two hundred fifty" o "two five zero"?

Two-fifty.

Il resto delle tue ipotesi è decisamente arrampicato :-)


Ma quindi i nostri giornali riportarono l'ora sbagliata?!?

Il Corriere della Sera scrisse 22.17.40.

jumpjack ha detto...

Qusto tuo post, invece di chiarirmi le idee, mi ha incuriosito, cosi' mi sono messo a studiare la cosa...
Questo è il risultato:
http://win98.altervista.org/luna/stagno.html

theDRaKKaR ha detto...

@jumpjack

ottimo lavoro!

ecco le frasi che mi fanno vedere Stagno sotto una cattiva luce: quando Orlando dice che mancano ancora 10 metri, Stagno invece di tacere e di indagare comincia a blaterare queste cose:

"No Ruggero, No Ruggero"

"Se abbiamo ascoltato bene le comunicazioni fino a adesso..."

"Da due metri e mezzo non si passa a dieci"

e alla via così per 40 anni..

mah!

Lopo ha detto...

Ma mi sono perso io la seconda parte, o ancora non è uscita? Qui si freme! :-)

Paolo Attivissimo ha detto...

Lopo,

non l'ho ancora pubblicata perché non ho conferme sufficienti su alcuni dati. Siccome c'è di mezzo la reputazione di un professionista, non è il caso di pubblicare prima di avere un quadro chiaro dei fatti.

Lopo ha detto...

Più che giusto, assolutamente. In ogni caso grazie!

jumpjack ha detto...

news?

Paolo Attivissimo ha detto...

news?

Sì, e molte, ma non ancora pubblicabili :-)

theDRaKKaR ha detto...

Rileggendo l'articolo mi è venuto in dubbio: in questa frase non mi è chiara qual è la traduzione di Stagno:

Stagno ha affermato di aver sentito in cuffia "reached the land", che secondo lui significa "letteralmente 'ha toccato'".

NikyAT1 ha detto...

Paolo, sono passati due anni e mezzo e spesso torno a controllare se hai aggiornato! Ti prego, finisci il racconto! :(
Sono anni di trepidante attesa, ho l'hype a 1000! Ti prego! :)

Paolo Attivissimo ha detto...

Niky,

non posso! Ho ricevuto, da quando ho pubblicato questa prima parte, tante informazioni. Ho anche sentito personalmente Stagno. Devo verificare il tutto e presentarlo in modo coerente e rigoroso, ma ora me ne manca il tempo.

Non ho mollato l'argomento: prometto di tornarci appena posso.

Grazie dell'interesse!

NikyAT1 ha detto...

Ti ringrazio Paolo! :)

r.gardi ha detto...

Attivissimo, eccezionale come sempre!
Personalmente non avevo una cattiva opinione su Stagno, e non lo giudicavo certo per questo suo errore, solo quelli che non fanno nulla non sbagliano mai.
Tuttavia, dopo averlo sentito arrampicarsi sugli specchi, qualche giorno fa... beh... la mia opinione su di lui è un po peggiorata.

NikyAT1 ha detto...

Paolo! Sono ancora io, il tuo rompiscatole preferito!
Ti prego, almeno una piccola anticipazione o un indizio! Non sono stato in grado di capire il perché dello sbaglio, nemmeno risalendo all'origine dell'immagine!
Sto morendo di curiosità! Ti prego!

Paolo Attivissimo ha detto...

Niky,

ho aggiunto un aggiornamento in cui spiego brevemente le ragioni per le quali non pubblico la seconda parte dell'articolo. Voglio essere sicuro di quello che pubblico, e per ora non lo sono.

Dovrei avere presto degli aggiornamenti, comunque.

NikyAT1 ha detto...

Grazie della risposta Paolo! :)
Resto in attesa! :)

theDRaKKaR the bloody homeopath ha detto...

> Dovrei avere presto degli aggiornamenti, comunque.

"A me me piace."

Mi sembra un giallo =) Sono davvero curioso.

Peter Parisius ha detto...

Io conosco (di vista) sua sorella. Rosetta Pillatzky (nome da signorina: Stagno!) si trasferì in Germania negli Anni Cinquanta o Sessanta, sposò un pilota d'aereo non so bene se polacco o berlinese e, dopo il divorzio, ha vissuto dando lezioni d'italiano. Sua figlia (dunque di madre italiana e padre tedesco) ha sposato a sua volta un certo Bufalino (padre siciliano e madre tedesca), il cui zio è - anzi era perché è morto - il famoso romanziere di Comiso Gesualdo Bufalino. Destini incrociati in un paesotto bavarese... Viva comunque Tito Stagno!

NikyAT1 ha detto...

News? Quanto le vorrei! :P
Lo so, lo so, hai già spiegato ma saltuariamente vengo a rompere le scatole! :D

Paolo Attivissimo ha detto...

NikyAT1,

ho ricevuto gli aggiornamenti necessari, ma per ora mi manca il tempo di riprendere in mano il caso.

Aggiornerò comunque appena possibile.

NikyAT1 ha detto...

Grazie Paolo! Grazie davvero!
Scusa se rompo, davvero! :)
Sto morendo di hype! :)

Lokeren ITA ha detto...

Io penso che Stagno abbia frainteso la parola GOOD, pronunciata da Aldrin con GOAL. Aldrin dice: "looking good" ma si sente solo good perchè poco prima c'è un disturbo nell'audio. Di li, preso dalla tensione, parla e copre le voci degli americani che stanno ancora scendendo. Che ne pensate?

Paolo Attivissimo ha detto...

Lokeren,

mi sembra poco plausibile. La pronuncia delle due parole è molto differente.