2019/05/28

Recensione: “Luna” di Bruno Vespa

di Hammer

È uscito nell'aprile del 2019 (non a caso nell'anno del cinquantesimo anniversario della missione Apollo 11) il nuovo libro di Bruno Vespa intitolato Luna, che come suggerisce il titolo stesso narra delle missioni spaziali che hanno portato a camminare sul satellite del nostro pianeta tra gli anni 60 e gli anni 70.

Il libro non contiene nessuna ricerca inedita realizzata dall'autore ma è interamente basato su altre fonti preesistenti, che Vespa cita puntualmente e correttamente. Per realizzare il libro l'autore ha infatti attinto alle biografie autorizzate degli astronauti, alle testimonianze dei tecnici che hanno partecipato alla realizzazione delle missioni e agli scritti giornalistici dell'epoca e attuali e in particolare agli articoli di Oriana Fallaci per L'Europeo e quelli contenuti nel libro Se Il Sole Muore.

L'autore dedica la più ampia parte del suo volume alla missione Apollo 11, in quanto prima e più emozionante. Ampie sezioni sono dedicate anche alla missione Apollo 12 e alle drammatiche vicende dell'Apollo 13. Le altre quattro missioni sono trattate in capitoli più veloci, concordemente al fatto che (come scrive lo stesso Vespa) l'attenzione del pubblico era scemata a causa della sanguinosa guerra in Vietnam.

Il racconto di Vespa è più orientato al lato umano delle vicende; l'autore racconta le emozioni e le caratteristiche personali degli astronauti più che insistere sui dettagli tecnici. Per ogni missione Vespa riporta i fatti più importanti e caratteristici narrando anche aneddoti divertenti o insoliti.

L'ultima parte del volume è dedicata ad altri argomenti, quali i test Apollo-Sojuz, le missioni spaziali in corso, i progetti di portare missioni umane su Marte e la storia della Stazione Spaziale Internazionale, con particolare rilievo al ruolo degli astronauti italiani.

Complessivamente il libro è storicamente preciso e chiarisce correttamente per quale motivo si parli di faccia nascosta della Luna e non faccia oscura della Luna, nonostante in una didascalia di una foto sia scritto il lato luminoso della Luna.

Purtroppo il libro è viziato da qualche imprecisione, ma non è colpa di Vespa quanto delle fonti che cita. Nel raccontare l'annuncio di Tito Stagno del primo allunaggio dato con molti secondi di anticipo e del successivo diverbio con Ruggero Orlando, Vespa prende per valida la ricostruzione di Stagno secondo cui questi annunciò l'allunaggio quando le "antenne" attaccate alle zampe del LEM toccarono il suolo e quando Armstrong pronunciò la parola land (terra), mentre Orlando diede per avvenuto l'allunaggio allo spegnimento dei motori. In realtà la ricostruzione di Stagno è purtroppo sbagliata; banalmente annunciò l'allunaggio con un anticipo difficile da spiegare e in quel breve scambio aveva ragione Ruggero Orlando, anche perché Armstrong non pronunciò in quei momenti la parola land.

Vespa incappa in un altro errore nel narrare un aneddoto sulla missione Apollo 12; riporta infatti che i due astronauti sul suolo lunare si misero a fischiettare il motivo di Biancaneve e i Sette Nani causando l'ilarità del personale tecnico a Houston. La fonte è un articolo di Oriana Fallaci pubblicato su L'Europeo, ma anche in questo caso non vi è un riscontro nella documentazione ufficiale né nelle registrazioni audio. Del resto, fischiettare è fisicamente impossibile alla pressione ridotta (3,7 psi/0,25 atm) delle tute Apollo. L’equivoco forse deriva dal fatto che gli astronauti citarono Biancaneve usando il verbo to whistle al posto di to work, come nel film (Apollo 12 Lunar Surface Journal, 116:14:36).

Inoltre nel volume è errata la grafia del nome della moglie dell'astronauta Jim Lovell, che è scritto Marylin sia nel testo sia nell'indice analitico, mentre il nome corretto della donna è Marilyn.

In sintesi, il libro di Bruno Vespa è sicuramente lodevole nel tentativo di stimolare l'attenzione del pubblico verso le missioni lunari dei programma Apollo che restano ad oggi le più grandi conquiste tecnologiche dell'umanità. Ma essendo un racconto generale e poco dettagliato, il testo è consigliabile solo a chi approccia l'argomento per la prima volta, mentre i lettori più informati troveranno sicuramente testi più ricchi e precisi, ad esempio proprio le biografie degli astronauti da cui Vespa ha attinto.

15 commenti:

Riccardo ha detto...

Dopo aver letto questa recensione, considerato l'interesse e la conoscenza dell'italiano medio sulle questioni scientifiche, considero di stimolo la pubblicazione di un libro che non vada troppo sul tecnico ma resti più su tematiche emotive. Personalmente non lo acquisterò perché il mio "bisogno" è quello di avere un testo più di dettaglio. Ad esempio a questo scopo ho trovato molto istruttivo il libro "Luna? Si, ci siamo andati!".

Hammer ha detto...

Perfettamente d'accordo, Riccardo. È un buon libro per i meno esperti; gli altri, come te, troveranno facilmente testi più adatti.

gianluca atti ha detto...

Aggiungerei al libro che tu hai giustamente citato dell'amico Paolo Attivissivo, "Luna? Sì, ci siamo andati!", anche l'altrettanto bellissimo libro di Luigi Pizzimenti, "Progetto Apollo, Il sogno più grande dell'uomo" e in più i vari blog "Apollo Timeline" in Italiano.

Gian Piero ha detto...

A me personalmente il libro interessa e trovo notevole che un nome noto del giornalismo si sia preso la briga di trattare un argomento che, storicamente, non ha mai interessato gran che il pubblico fatti salvi gli appassionati. Speriamo che questo porti ad un nuovo interesse dell'editoria di settore. Trovo poi accattivante il fatto che si tratti finalmente l'argomento umano delle missioni e non solo gli aspetti tecnici; è vero che nelle autobiografie degli astronauti si trovano molti dati in merito, ma è anche vero che poche sono quelle tradotte in italiano e, per chi non è avvezzo alla lettura in lingua inglese, poco materiale è stato prodotto in tal senso. Non ho mai perso la speranza di leggere finalmente un libro dove venissero trattati tutti questi aspetti "umani" degli astronauti dall'incontro di Gagarin con la vecchia contadina appena atterrato alle varie sostituzioni negli equipaggi e del perchè alcuni volarono ancora ed altri no così come i vari retroscena di alcune situazioni (da quello dei francobolli ai vari divorzi e matrimoni). Pensavo che finalmente quel momento sarebbe arrivato quando l'autore di questo blog aveva annunciato che avrebbe dedicato un libro per ogni missione apollo (dove immagino che, oltre agli aspetti tecnici, avrebbe riportato retroscena e quant'altro c'era da sapere in merito), ma purtroppo non ha potuto realizzarli.

Hammer ha detto...

Gian Piero,

allora il libro ti piacerà. Buona lettura.

andreag ha detto...

Avrei voluto leggere la recensione prima di comprare e leggere il libro. L'ho trovato un po' inutile e il mio giudizio sarebbe lo stesso anche se non avessi mai letto o sentito niente sulle missioni Apollo e sulla astronautica in generale.
Sembra in pratica un enorme elogio alla Fallaci (grande giornalista), quasi fosse stata lei a progettare, costruire, gestire e pilotare tutti i vari razzi/moduli ecc.

Unknown ha detto...

Sono arrivato a circa metà del libro e sono sinceramente stupito nel leggere "John Glenn fu il primo americano lanciato nello spazio" (pag.44) e (pag.145) "spettacolare la passeggiata di McDivitt che volteggio' nello spazio per una ventina di minuti". Il primo americano nello spazio fu Alan Shepard (volo suborbitale) e a fare la passeggiata con Gemini 4 fu Ed White.....

Unknown ha detto...

Proseguo la lettura: pag 157 "il 9 novembre 1997 parti' senza equipaggio la missione Apollo 4". Era il 1967 ,ma si tratta probabilmente di un errore di stampa. È sicuramente un errore, un altro, quello di pagina 164 "Swigert era stato imbarcato all' ultimo momento in sostituzione di Ken Mattingly, che era stato in contatto con una persona ammalata di rosolia". Si trattava invece di morbillo e chi ha visto il film "Apollo 13" sa che non è un dettaglio....

Paolo Attivissimo ha detto...

Unknown,

sul morbillo ti devo correggere. È corretto rosolia, ossia "German measles" in inglese. Fonte: mia domanda diretta a Charlie Duke. Che fra l'altro era seduto in platea davanti a me a Zurigo allo Starmus. Insieme a Aldrin, Worden, Cunningham, Schweickart e Schmitt. Sto pubblicando le foto adesso.

raggio ha detto...

A me il libro è piaciuto con qualche riserva.
Intanto gli ultimi capitoli, a sfondo letterario, sono inutili per gli appassionati all'epopea lunare.
Ci sono poi alcuni errori nelle date che mi lasciano sempre perplesso: oltre a quelli fin troppo evidenti, quanti altri ce ne sono che mi sono passati inosservati?
A un certo punto parla di un ammaraggio avvenuto nel Pacifico, non lontano dalla Florida. Mah!?
Nel complesso comunque ho letto il libro con interesse.

Hammer ha detto...

Raggio, grazie del contributo. Non ricordo di aver letto lo strafalcione della Florida e purtroppo ho il libro di carta e quindi non posso fare una ricerca testuale. Se mi dai qualche riferimento più preciso aggiorno l'articolo.

Nel complesso direi che siamo d'accordo sulla valutazione del libro.

raggio ha detto...

L'errore geografico riguardo alla Florida è a pagina 110, all'inizio del capitolo 6 - Destinazione Marte.
Proprio nei primi tre righi del capitolo.
"Venerdì 8 marzo 2019, la navicella spaziale Crew Dragon è tornata sulla Terra tuffandosi nell’Oceano Pacifico vicino alle coste della Florida dopo una gita di una settimana nello Spazio."

Hammer ha detto...

Grazie Raggio, verifico sulla mia copia (giusto per essere sicuri che non abbiano corretto tra una stampa e l'altra) e aggiorno l'articolo.

MarXMura ha detto...

Sembra un lavoro poco scorrevole, scritto da un giornalista acerbo.

Hammer ha detto...

Beh, no. Su questo dissento. Per me è ben scritto e si legge molto facilmente.