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2009/10/22

Video: Aldrin, Kissinger, Rumsfeld, la moglie di Stanley Kubrick e altri confessano che gli sbarchi lunari furono una messinscena

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Su Internet sono disponibili dei video nei quali personaggi molto noti, come i politici Alexander Haig, Henry Kissinger e Donald Rumsfeld, la moglie del regista Stanley Kubrick e addirittura gli astronauti Buzz Aldrin e Dave Scott dichiarano che le immagini degli sbarchi sulla Luna furono falsificate in un set cinematografico, sotto la supervisione di Kubrick, reduce dal capolavoro di fantascienza 2001: Odissea nello spazio, che aveva stupito il mondo per il realismo dei suoi effetti speciali.

Alcuni di questi video sono visionabili, con doppiaggio italiano, su Youtube: uno, due, tre, quattro, cinque, sei. Si tratta di spezzoni tratti da Operazione Luna, un documentario trasmesso nel 2002 dalla rete televisiva Arte e realizzato da William Karel.

Alcuni lunacomplottisti, guardando gli spezzoni isolati dal loro contesto invece della versione integrale (disponible per esempio su Dailymotion.com e su Google Video), ritengono che Operazione Luna sia la prova schiacciante delle loro tesi di messinscena: contiene addirittura le confessioni filmate e dettagliate degli autori e dei protagonisti del falso. Ma in realtà Opération Lune, o Dark Side of the Moon nell'edizione in inglese, è un documentario-parodia, il cui scopo è dimostrare allo spettatore l'importanza di guardare la televisione sempre con occhio critico, senza fermarsi alla superficialità accattivante delle immagini ben confezionate e senza fidarsi dell'autorevolezza apparente dei personaggi celebri.

Kissinger, Haig, Aldrin, la moglie di Kubrick e gli altri intervistati si sono prestati realmente alla burla, che viene rivelata sia dalle palesi assurdità contenute nella narrazione (Kubrick avrebbe accettato di collaborare perché era l'unico modo per poter avere uno speciale obiettivo ultraluminoso della NASA per il suo film Barry Lyndon, cosa vera solo in parte), sia dai nomi di alcuni dei supertestimoni citati, che sono presi di peso dal mondo della finzione cinematografica.

Per esempio, Jack Torrance è il nome del protagonista di Shining, un film di Kubrick; David Bowman è uno degli astronauti del già citato 2001: Odissea nello spazio, dello stesso Kubrick; Dimitri Muffley è un ibrido dei nomi dei presidenti degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica nel Dottor Stranamore, anch'esso di Kubrick; Eve Kendall e George Kaplan sono nomi tratti da Intrigo internazionale di Hitchcock; Maria Vargas è il nome di Ava Gardner in La contessa scalza di Mankiewicz; Ambrose Chapel è il nome intorno al quale ruota la vicenda de L'uomo che sapeva troppo di Hitchcock; W.A. Koenigsberg è un'allusione a Woody Allen, le cui iniziali sono W.A. e il cui vero nome è Allen Stuart Koenigsberg.

Ma la rivelazione della natura parodistica di Operazione Luna è portata al massimo dell'evidenza nei titoli di coda, quando vengono proposti gli errori di recitazione e i fuori scena degli intervistati, che si chiedono se sono stati credibili nel recitare le battute.

A giudicare dal successo di questi video nel mondo cospirazionista, l'intento del regista William Karel sembra essere stato raggiunto in pieno, dimostrando la superficialità con la quale i lunacomplottisti affrontano l'argomento. E' particolarmente ironico il fatto che i sostenitori delle tesi di complotto asseriscono che il governo USA e gli astronauti sono tutti bugiardi matricolati, ma si fidano ciecamente delle loro dichiarazioni quando sono favorevoli alla tesi di complotto.

Tuttavia Karel forse non ha tenuto conto della possibilità che il suo documentario sarebbe stato distribuito in Rete a spezzoni, decontestualizzandolo e trasformandolo, paradossalmente, in una delle prove presentate dai sostenitori della falsificazione delle missioni lunari.

Maggiori informazioni sono disponibili nel sito interattivo del documentario, nell'Internet Movie Database (anche nell'edizione francese dell'IMDB), nella Wikipedia in francese e in quella in inglese, e presso Point du Jour International e Top Documentary Films.


Nota: le versioni precedenti di questo articolo riportavano in modo errato il nome del personaggio interpretato da Ava Gardner: la grafia corretta è Maria, non Marla. Ringrazio Naomi per la correzione.

2009/09/03

Neil Armstrong confessa: fu una messinscena

di Paolo Attivissimo

Ha fatto il giro del mondo la notizia, pubblicata il 31 agosto scorso e riportata da numerosi siti come NASAwatch.com, 20minutes.fr, FinanzaOnline.com e Bad Astronomy (il sito dello scettico e debunker Phil Plait), che Neil Armstrong, noto a tutti come il primo uomo sulla Luna, ha "annunciato in un conferenza stampa che è convinto che il suo storico primo passo sulla Luna fu parte di una complessa messinscena organizzata dal governo degli Stati Uniti".

Comprensibile lo stupore di molti lettori di questo blog, che hanno letto la notizia e l'hanno segnalata. Anche se le mie posizioni di sostenitore della realtà degli sbarchi lunari sono ben note, la deontologia professionale mi impone di riferire quanto è accaduto.

Pubblico qui la traduzione dei brani principali dell'articolo per chiarire che la notizia non scaturisce da un malinteso dovuto alla poca dimestichezza di qualche redattore distratto e poco padrone della lingua inglese.

"Armstrong dice di essere stato costretto a riconsiderare ogni dettaglio del viaggio monumentale dopo aver visionato alcuni video su Youtube molto convincenti e dopo aver letto vari articoli nel sito Web Omissioncontrol.org del complottista Ralph Coleman" dice l'articolo.

L'astronauta, visibilmente emozionato, ha detto ai giornalisti riuniti in casa sua che "Sono bastati alcuni paragrafi scritti di corsa da questo appassionato negatore della cosiddetta 'massima conquista tecnologica' dell'umanità per rendermi conto che avevo interpretato una vita di menzogne. Mi è diventato dolorosamente evidente che il 20 luglio 1969 il modulo lunare pilotato dal mio equipaggio in realtà non viaggiò per 250.000 miglia nell'arco di otto giorni, non sbarcò sulla Luna e non svolse vari esperimenti, aprendo le porte a una nuova era dell'umanità. Invece tutto fu ripreso su un set cinematografico, probabilmente nel Nuovo Messico. Questa è l'unica interpretazione logica delle numerose contraddizioni presenti nelle riprese sgranate e vecchie di quarant'anni."

Secondo l'articolo, "Sebbene Armstrong abbia detto che avrebbe giurato di aver percepito gli effetti dell'assenza di peso mentre volava fuori dall'atmosfera della Terra e attraverso lo spazio, è ora convinto che i suoi ricordi devono essere sbagliati. Ha anche ammesso di provare imbarazzo per non essersi accorto dello sventolio della bandiera americana che lui e Buzz Aldrin piantarono sulla superficie, e attribuisce la sua scarsa presenza di spirito all'ingombro della tuta spaziale e all'emozione di viaggiare verso la 'Luna'".

"Quello sventolio non è possibile nel vuoto dello spazio" prosegue l'articolo, riportando le parole di Armstrong, "deve essersi trattato dello spiffero di un condotto dell'aria condizionata, che io non ho notato perché dentro i caschi non si sente un bel niente".

Il sito che ha pubblicato la notizia riferisce inoltre che "Armstrong ha spiegato che probabilmente era così concentrato sul pilotaggio del modulo lunare che non s'è accorto che una delle rocce lunari visibile nelle immagini dell'allunaggio sembra avere incisa la lettera 'C'. Un Armstrong emozionato ha detto che l'unica spiegazione possibile di questo dettaglio è che la roccia provenisse in realtà dal reparto scenografie della NASA."

Dice Armstrong nell'articolo: "Si sono dimenticati di girarla... Quei bastardi bugiardi della NASA si sono presi la briga di falsificare lo sbarco sulla Luna, ma si sono dimenticati di voltare un piccolo sasso finto. E adesso tutta questa porcata gli è esplosa in faccia".

L'articolo, intitolato "Complottista convince Neil Armstrong che lo sbarco sulla Luna fu simulato", è stato scritto e pubblicato da The Onion: per chi non lo conoscesse, è un sito che fa satira pubblicando finte notizie che imitano lo stile dei siti informativi reali.


2009/09/04 - Chi ci è cascato


la BBC segnala le scuse di due giornali del Bangladesh, il Daily Manab Zamin, e il New Nation.