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2009/11/03

Disponibile l'altimetria di Kaguya in forma interattiva (UPD 20091108)

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Link breve: http://tinyurl.com/yjh8tzo

L'agenzia spaziale giapponese JAXA ha messo a disposizione del pubblico i dati acquisiti dalla propria sonda lunare Kaguya/Selene nel periodo di attività nominale, da dicembre 2007 a ottobre 2008, e il software per consultarli in modo interattivo. L'annuncio è stato dato il 2 novembre scorso.

I dati includono immagini ad alta risoluzione del suolo lunare e le misurazioni con altimetro laser di precisione, magnetometro, spettrometro e altri strumenti di bordo.

Il software di consultazione, scaricabile gratuitamente per tutti i principali sistemi operativi, permette di visualizzare dati e immagini della sonda interattivamente e selettivamente; sono incluse anche le immagini della sonda statunitense Clementine (1994).



Al momento il software è disponibile soltanto in giapponese (è annunciata una versione in inglese che sarà disponibile prossimamente), ma è abbastanza intuitivo da essere decifrabile.

E' scaricabile il PDF del manuale in giapponese; alcuni lettori (Chiara, Luca e Guido, che ringrazio) ne hanno redatto una traduzione italiana dopo la pubblicazione iniziale di quest'articolo.

Il principio è simile a quello di Google Earth o WorldWind della NASA: i dati vengono scaricati man mano, quando richiesti dall'utente. Il primo avvio richiede pertanto una certa attesa (oltre che una connessione Internet attiva) per lo scaricamento dei primi dati generali.

Una delle funzioni più interessanti è l'altimetria: è infatti possibile attivare la terza opzione dal basso per visualizzare i dati altimetrici rilevati lungo la sezione indicata dalla linea orizzontale gialle, come mostrato qui sotto.



Questa è una breve dimostrazione muta delle funzioni del software nella versione Mac:



Le opzioni principali del software sono, dall'alto in basso:

  • Clementine – fotografie della sonda statunitense Clementine (1994)
  • LALT – Altimetro laser
  • GRS – Gamma Ray Spectrometer (spettrometro gamma per analisi della composizione del suolo)
  • RSAT – Relay Satellite (misurazione del campo gravitazionale locale mediante scambio di segnali con il satellite secondario Okina)
  • HDTV – Zone coperte da riprese della telecamera in alta definizione
  • LMAG – Lunar Magnetometer (mappatura del campo magnetico)
  • TC – Terrain Camera (immagini ad alta risoluzione rilevate con stereoscopia)
  • MI – Multi-Band Imager (analisi della composizione del suolo nell'infrarosso)
  • Sesta dal basso – Mappa lunare generale che indica dove si trova il punto osservato
  • Quinta dal basso – Indicazione della scala in km
  • Quarta dal basso – Griglia di latitudine e longitudine
  • Terza dal basso – Grafico altimetrico della sezione evidenziata
  • Seconda dal basso – Nomi dei luoghi (in giapponese)
  • Prima dal basso – Bussola


Sarebbe altamente desiderabile poter accedere ai dati grezzi dell'altimetria e alle immagini per generare animazioni come questa del cratere Tycho, realizzata dalla JAXA e scaricabile da qui (l'altezza è stata esagerata per esigenze di chiarezza):



E' possibile che vi sia modo di accedere a questi dati grezzi tramite questa sezione del sito della JAXA, ma è un compito al di sopra delle mie possibilità. Se qualcuno dei lettori ha le competenze e la disponibilità necessarie e volesse collaborare, in particolare per realizzare animazioni 3D delle zone degli allunaggi, utili per esempio per il documentario gratuito Moonscape, mi contatti o visiti questo articolo del blog di lavorazione.

2009/06/20

Kaguya, le ultime immagini prima dell'impatto (UPD 20090622)

di Paolo Attivissimo

La sonda automatica giapponese Kaguya, lanciata il 14 settembre 2007, ha esplorato la Luna effettuando rilievi altimetrici di precisione e trasmettendo immagini televisive in alta definizione da quote sempre più basse, man mano che la sua orbita veniva lasciata decadere. Il 10 giugno 2009 la sonda ha effettuato un impatto controllato ad alta velocità contro la superficie lunare.

L'impatto, puramente meccanico (senza esplosivi o propellente in quantità significative), è risultato visibile da Terra, come mostra questa sequenza d'immagini acquisita mediante l'Anglo-Australian Telescope (AAT) da parte di Jeremy Bailey e Steve Lee. Il bagliore dello schianto è visibile nel secondo fotogramma da sinistra e, più fioco, nel terzo e nel quarto.



L'impatto è avvenuto intenzionalmente sulla faccia della Luna rivolta verso la Terra, in una zona in ombra vicina al bordo visibile, proprio per consentire i tentativi di acquisirne l'immagine.

L'agenzia spaziale giapponese JAXA ha rilasciato quelle che (stando almeno ad alcune segnalazioni e alla traduzione automatica di Google) dovrebbero essere le ultime immagini trasmesse da Kaguya prima dello schianto. Le immagini sono cliccabili per ingrandirle.
















2009/06/22 - Ricostruzione video dell'impatto


E' stato pubblicato un video che ricostruisce digitalmente la traiettoria d'impatto di Kaguya. Non si tratta della ripresa effettuata dalla telecamera in alta definizione, dalla quale sono tratte le immagini qui sopra, ma di una sequenza 3D generata al computer sulla base dei rilievi fotografici effettuati dalla sonda attraverso la Terrain Camera, secondo quanto riportato nella pagina Youtube del video. Altre elaborazioni grafiche di questi dati sono disponibili nella pagina della JAXA dedicata alla Terrain Camera.

Secondo Lunar Networks, il video inizia circa 12 minuti prima dell'impatto, che è avvenuto nella zona non illuminata della Luna e quindi non ha consentito di produrre immagini. Il punto di vista inizia a 2300 metri di quota e scende a 400 metri nell'ultima scena.

2009/02/04

Sonde lunari post-Apollo: usabili per documentare gli sbarchi?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Uno dei modi per documentare gli sbarchi umani sulla Luna delle missioni Apollo è inviare una sonda automatica verso la Luna e impostarla per fotografare i siti degli allunaggi. Non occorre fantasticare una missione del genere: sonde di questo genere, realizzate e lanciate da vari paesi, sono già in orbita intorno alla Luna e la stanno fotografando ed esplorando con vari strumenti o sono in procinto di farlo.

Le loro immagini dei siti di allunaggio umano renderanno più imbarazzante sostenere le tesi lunacomplottiste, soprattutto quelle che ipotizzano "da 20 a 30 persone al massimo" a conoscenza della messinscena.

Naturalmente gli ottusi del settore sosterranno che foto di questo genere dimostrerebbero soltanto che sulla Luna ci sono oggi i veicoli Apollo, ma non dimostrerebbero che quei veicoli vi arrivarono nel 1969 e men che meno che vi fossero a bordo degli astronauti. Sarebbe già un punto di partenza, ma c'è di meglio: i dati già restituiti dalle sonde permettono un controllo incrociato che conferma oltre ogni ragionevole dubbio che almeno due missioni Apollo sbarcarono sulla Luna ed avevano astronauti a bordo. Sempre che non si voglia pensare che India, Giappone e Cina siano anche loro parte del Grande Complotto.


Chandrayaan-1 (India)


La prima sonda lunare indiana è stata lanciata il 22 ottobre 2008 dal centro spaziale di Satish Dhawan, nell'Andhra Pradesh, ed è entrata in orbita lunare provvisoria l'8 novembre 2008, per poi assumere un'orbita polare definitiva ad un'altezza di circa 100 km il 12 novembre 2008. Il costo stimato della missione è di circa 80 milioni di dollari USA.

Il sito ufficiale di Chandrayaan dice che la sonda è progettata per funzionare per circa due anni e che la sua strumentazione include anche una Terrain Mapping Camera (fotocamera di mappatura del suolo), che ha una risoluzione di 5 metri ed è concepita per mappare l'intera superficie della Luna con estremo dettaglio.

Secondo il Times of India dell'11 gennaio 2009, Chandrayaan ha già effettuato la mappatura (non si sa se ottica o con altri strumenti) dei siti di allunaggio delle sei missioni Apollo. Il processo è iniziato il 7 gennaio e si è concluso il 10 gennaio, stando alle dichiarazioni di P. Sreekumar, uno dei principali scienziati associati alla missione lunare indiana.

Se questa mappatura è stata effettuata usando la TMC, in condizioni ideali sarebbero visibili gli aloni prodotti sul suolo dal getto dello stadio di discesa del LM e lo stadio stesso, rimasto al suolo, risulterebbe come poco più di un puntino indefinito (misura 9,4 m da un estremo all'altro delle sue zampe). Eventuali immagini, al momento in cui scrivo, non sono state ancora pubblicate. Altre informazioni su Chandrayaan sono disponibili presso NASA.gov.

Aggiornamento (2009/08/29): il contatto radio con la sonda Chandrayaan è stato perso improvvisamente il 29 agosto 2009 prima che concludesse la propria missione. La sonda aveva completato oltre 3400 orbite intorno alla Luna nel corso di 312 giorni e nonostante la conclusione imprevista aveva già raggiunto buona parte degli obiettivi scientifici della propria missione. Maggiori dettagli sono presso la BBC e la Indian Space Research Organisation.



Chang'e (Cina)


La sonda cinese Chang'e 1 è stata lanciata il 24 ottobre 2007 ed è entrata in orbita intorno alla Luna il 5 novembre 2007. E' dotata, fra gli altri strumenti, di una fotocamera che ha una risoluzione ottica di 120 metri. La sua orbita ellittica ha un'altezza minima di 210 km e un'altezza massima di 8600 km dal suolo lunare, secondo Encyclopedia Astronautica. Il sito ufficiale della missione è disponibile anche in inglese.

In considerazione della risoluzione della fotocamera installata a bordo, è molto improbabile che Chang'e possa fornire documentazione fotografica degli sbarchi Apollo.

L'1/3/2009 la sonda si è schiantata sulla Luna, ufficialmente su comando da Terra, secondo la BBC e Xinhua.net, alle coordinate 1,50° sud di latitudine e 52,36° est di longitudine.


Lunar Reconnaissance Orbiter (USA)


La missione combinata del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) e del Lunar Crater Observation and Sensing Spacecraft (LCROSS) statunitense è partita da Cape Canaveral il 18 giugno 2009. La sonda LRO è dotata di una fotocamera, la Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC), avente una risoluzione massima di 50 cm, sufficiente a fotografare i veicoli e gli oggetti lasciati dagli astronauti delle missioni Apollo e le relative ombre.

Per avere un'idea del livello di dettaglio offerto da questo genere di risoluzione si può guardare una fotografia satellitare terrestre di pari risoluzione, come quella pubblicata dalla NASA qui.



Secondo la medesima pagina di documentazione NASA, i Rover, le auto elettriche usate dagli astronauti delle missioni Apollo 15, 16 e 17 per spostarsi sulla Luna, misurano circa 2 x 3 metri, per cui nelle immagini del LROC saranno visibili come forme spigolose di circa 4 x 6 pixel. Lo stadio di discesa (Descent Stage) dei moduli lunari ha un corpo principale di 4 metri di lato, pari a 8 x 8 pixel nelle immagini del LROC. Le loro zampe opposte sono a 9 metri di distanza l'una dall'altra, pari a circa 18 pixel. A questo si aggiungerà la visibilità delle ombre di questi oggetti, che all'alba e al tramonto saranno estremamente lunghe e inconfondibili.


Kaguya/Selene (Giappone)


Il veicolo spaziale automatico Kaguya (denominato anche Selene) della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) è stato lanciato il 14 settembre 2007 dal centro spaziale di Tanegashima ed è rimasto in orbita lunare fino all'11 giugno 2009.

Era composto da tre sonde che hanno orbitato intorno alla Luna: la principale ha sorvolato la superficie lunare a circa 100 km di altezza, scendendo progressivamente fino a schiantarsi in modo controllato con un impatto visibile da Terra.

Il sito ufficiale della missione, disponibile in giapponese e in inglese, spiega che Kaguya è equipaggiata con vari strumenti che includono una telecamera ad alta definizione, le cui splendide immagini del sorvolo della Luna sono distribuite anche su Youtube.

Questa sonda ha prodotto numerosi risultati che confermano gli sbarchi lunari, anche se non si tratta di fotografie dirette degli oggetti lasciati presso i siti di sbarco. Questi risultati sono descritti in dettaglio in un articolo apposito.