Visualizzazione post con etichetta Lunar Reconnaissance Orbiter. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lunar Reconnaissance Orbiter. Mostra tutti i post

2012/08/03

Bandiera lunare caduta? Facciamo un po' di chiarezza

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di Speedbow.

In questi giorni sono stati pubblicati molti articoli, anche da parte di testate generaliste, sulla notizia che la bandiera piantata sulla Luna durante il primo sbarco, quello della missione Apollo 11 nel 1969,  è caduta e le altre sono ancora in piedi (ANSA; Corriere della Sera). Il passaparola ha però generato alcuni equivoci che è opportuno chiarire.


Bandiera Apollo 11 caduta: si sapeva da quasi 40 anni


La notizia che la prima bandiera statunitense collocata dagli astronauti è caduta non è affatto una novità. Complotti Lunari ne ha parlato di recente segnalando un video di Buzz Aldrin, risalente a giugno 2012, in cui l'astronauta rievoca l'evento, ricordando che la bandiera cadde al momento del decollo dalla Luna del veicolo che portava lui e Neil Armstrong. Ma Aldrin stesso aveva già segnalato questa caduta decenni prima.

“I was concentrating on the computers, and Neil was studying the attitude indicator, but I looked up long enough to see the flag fall over.”
“Ero concentrato sui computer, e Neil stava studiando l'indicatore di assetto, ma io alzai lo sguardo abbastanza a lungo da veder cadere la bandiera.”
Apollo Expeditions to the Moon di Edgar M. Cortright (1975), capitolo 11.6

“I was concentrating intently on the computers, and Neil was studying the attitude indicators, but I looked up long enough to see the flag fall over.”
“Ero attentamente concentrato sui computer, e Neil stava studiando gli indicatori d'assetto, ma io alzai lo sguardo abbastanza a lungo da veder cadere la bandiera.”
Return to Earth di Buzz Aldrin e Wayne Warga (1973), pagina 240

All'epoca fu dato poco risalto a questo dettaglio, per ovvi motivi patriottici, ma la caduta della bandiera non era né ignota né segreta, tanto che Aldrin e Cortright ne parlavano liberamente già quattro anni dopo la missione (e quella del 1973 è la segnalazione più vecchia finora trovata; non è escluso che ve ne siano altre ancora precedenti, sepolte nelle montagne di rapporti post-missione o nei giornali dell'epoca).


Conferma diretta delle altre bandiere


La notizia che le altre bandiere Apollo sono ancora in piedi non è una novità. La conferma arriva dalle immagini trasmesse dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), che orbita intorno alla Luna dal 2009 e che ha fotografato ripetutamente l'intera superficie lunare, compresi i siti degli allunaggi statunitensi (e anche quelli dei veicoli russi senza equipaggio).

La risoluzione di queste immagini, scattate da una quota variabile da 100 a 22 chilometri, non è sufficiente a mostrare chiaramente le bandiere. Il loro drappo misura 91 x 152 centimetri ed è retto da un'asta verticale di 244 centimetri, come discusso in questo articolo, e nelle immagini della sonda LRO appare come un paio di pixel che si perdono nella variabilità del terreno lunare.

Tuttavia è possibile sfruttare ingegnosamente il fatto che LRO sorvola i siti di allunaggio in momenti differenti del giorno lunare e quindi evidenziare indirettamente la presenza o assenza della bandiera attraverso le variazioni della sua eventuale ombra, che spicca molto più vistosamente perché è nettamente più scura del terreno, è più grande (quando il sole è basso sull'orizzonte locale) e cambia posizione a seconda della posizione del sole.

Questa ricerca era già stata fatta ad agosto 2011 dall'ingegnere della NASA James Fincannon e pubblicata nell'Apollo Lunar Surface Journal della NASA (Six Flags on the Moon: What is Their Current Condition?). I risultati sono eloquenti e hanno confermato la presenza in piedi delle bandiere di Apollo 12, Apollo 14, Apollo 16 e Apollo 17 ma non hanno fornito risposte certe per le bandiere di Apollo 11 e Apollo 15 (Apollo 13 non sbarcò a causa di un guasto gravissimo durante il viaggio d'andata che obbligò l'equipaggio a rientrare a Terra fortunosamente dopo aver girato intorno alla Luna).

L'ombra della bandiera di Apollo 12 risalta in questa
sequenza di immagini della sonda LRO.
Credit: James Fincannon/NASA.

A questa ricerca si è ora aggiunta la pubblicazione, sul sito dedicato alle immagini della sonda LRO, di un articolo (Question Answered! di Mark Robinson, 27 luglio 2012) che mostra foto dei siti di allunaggio di Apollo 16 e 17 nelle quali si vede non solo l'ombra della bandiera, ma anche direttamente la bandiera stessa. Questa è la vera notizia.

Per esempio, l'immagine qui sotto mostra l'ombra della bandiera e anche il lato illuminato del drappo, catturato anche grazie al fatto che l'immagine è stata acquisita leggermente di sbieco, con la sonda orientata verso il lato in questione della bandiera, come spiegato nell'articolo di Robinson. Fra l'altro, l'immagine non è recentissima: l'originale è datato 24 novembre 2009. In altre parole, la documentazione dello stato di almeno una delle bandiere statunitensi sulla Luna era già disponibile da tre anni, ma era rimasta sepolta tra le migliaia di immagini acquisite dalla sonda LRO.

Il sito di allunaggio di Apollo 17. Flag indica la bandiera; Flag Shadow indica l'ombra della bandiera.
Foto M113751661L. Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

L'immagine qui sotto, invece, si riferisce alla missione Apollo 16 e mostra l'ombra della bandiera e il lato non illuminato della bandiera, appena percettibile.

Il sito di di allunaggio di Apollo 16. Flag indica la bandiera; Flag Shadow indica l'ombra della bandiera.
Foto M175179080L. Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.
Lo stato delle altre bandiere è rilevabile facilmente grazie alla pubblicazione recente della sezione Featured Sites del sito dell'LRO, che raccoglie numerose immagini dei siti di allunaggio e le allinea e ordina in sequenza sfogliabile. Esaminando queste sequenze si nota facilmente l'ombra della bandiera, anche per Apollo 15 (specialmente nelle immagini M109215691LR e M126901141R), ma non per Apollo 11 (a conferma della segnalazione di Aldrin). Quindi oggi abbiamo la conferma fotografica che tutte le bandiere delle missioni Apollo che sbarcarono sulla Luna sono ancora in piedi, tranne quella di Apollo 11.


Resistenza inattesa


C'è però un altro aspetto che ha sorpreso anche molti esperti. Prima della pubblicazione delle immagini delle ombre delle bandiere, era opinione comune fra gli addetti ai lavori che questi vessilli (semplici drappi standard di nylon di produzione commerciale, senza alcun trattamento particolare) si fossero disintegrati a causa dell'esposizione a quarant'anni di radiazione ultravioletta non filtrata da alcuna atmosfera, al bombardamento di micrometeoroidi e a circa 500 cicli termici (14 giorni terrestri di sole, 14 giorni di notte) da +100 a -150 °C.

Il fatto che i drappi proiettino un'ombra indica invece che sono ancora intatti, almeno dal punto di vista strutturale. Si ipotizza che l'assenza d'ossigeno, necessario per la degradazione ultravioletta del nylon, abbia contribuito a questa resistenza imprevista. Può darsi, però, che i colori siano sbiaditi. C'è un solo modo per saperlo: tornare sulla Luna.

Una foto pre-volo di una delle bandiere Apollo. Fonte: Apollo Lunar Surface Journal.

2012/03/11

LRO, nuova immagine del sito di allunaggio di Apollo 11

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di lubini.sil*.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University. Link

Quella che vedete qui sopra è la migliore immagine mai ottenuta del luogo del primo sbarco umano sulla Luna, avvenuto fra il 20 e il 21 luglio del 1969. Si tratta di un dettaglio di questa immagine intera, la M175124932LR, scattata il 5 novembre 2011 da un'altezza di 24 chilometri e con una risoluzione di 25 cm per pixel dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter che attualmente sta orbitando intorno alla Luna. L'immagine è stata pubblicata il 7 marzo scorso sul sito del team LROC che gestisce la fotocamera della sonda.

Le lettere LM indicano lo stadio di discesa del Lunar Module, il veicolo a due stadi che fu utilizzato per la fase finale dello sbarco. Lo stadio di discesa fu usato come rampa di lancio per la ripartenza dalla Luna a bordo dello stadio di risalita e quindi fu lasciato sulla Luna. Si nota il riflesso delle sue quattro zampe intorno al corpo centrale.

Camera identifica la telecamera utilizzata dagli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin per trasmettere al Controllo Missione e al mondo (che seguì in diretta) la loro cauta escursione sulla superficie della Luna. Trattandosi del primo allunaggio mai effettuato da un equipaggio, avevano ordini chiari di non allontanarsi troppo dal veicolo. Le linee scure irregolari sono le tracce delle impronte lasciate da Aldrin e Armstrong: spicca in particolare la traccia verso il grande cratere situato sulla destra, prodotta da Armstrong durante uno spostamento non programmato per documentare fotograficamente l'interno del cratere (battezzato Little West), come si può vedere in questo collage digitale delle foto scattate dall'astronauta.

Credit: NASA


La sigla LRRR indica il Lunar Ranging RetroReflector, un retroriflettore collocato dagli astronauti: si tratta di uno speciale dispositivo passivo, simile grosso modo a un catarifrangente, che riflette la luce nella direzione dalla quale proviene. Il LRRR è tuttora in uso e viene colpito periodicamente da un potente raggio laser inviato da Terra. Il tempo che intercorre fra l'emissione del raggio e il ritorno a Terra del suo riflesso fornisce una misura centimetricamente precisa della distanza Terra-Luna. La copertura protettiva dell'LRRR è contrassegnata dalle parole Discarded Cover.

La sigla PSEP identifica il Passive Seismic Experiment Package, un sismografo che trasmise a Terra per tre settimane i primi dati sismici lunari.

Possiamo apprezzare tutti questi oggetti nella fotografia AS11-40-5949 scattata da Armstrong durante la missione e mostrata in versione ridotta qui sotto.

Credit: NASA
Non sembrano esserci tracce visive della bandiera degli Stati Uniti, che secondo le dichiarazioni di Aldrin sarebbe stata abbattuta dal getto del motore del modulo lunare al momento del decollo dalla Luna. Tuttavia è possibile che ulteriori analisi ed elaborazioni la rivelino, come è successo per l'Apollo 12.   

L'enorme file originale di questa nuova foto del sito del primo allunaggio umano è scaricabile qui (TIFF, 1,3 GB, 10940 x 117288 pixel). Per localizzare il sito di allunaggio occorre posizionarsi nell'immagine intera come indicato qui sotto.



Desidero ringraziare, anche da parte dei veterani del progetto Apollo con i quali sono in contatto e che erano a caccia di quest'informazione, tutti i lettori che via Twitter mi hanno aiutato a localizzare il sito nella foto gigante: @coeranos, @gnacca, @alemurana, @RikyUnreal, @nezumiiro87 e @Daniele_Fiori. Aggiungerò i loro nomi ai titoli di coda di Moonscape.

2012/03/03

LRO: un anno di Luna in due minuti

di Paolo Attivissimo


Il GSFC Scientific Visualization Studio della NASA ha creato quest'animazione digitale di un intero anno di fasi lunari (il 2012) viste dalla Terra, basandosi sui precisissimi dati altimetrici e fotografici della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter, che dal 2009 orbita intorno alla Luna inviando immagini straordinarie.

È grafica digitale (un collage d'immagini reali rese tridimensionali applicandole a un modello altimetrico della superficie della Luna), ma rispecchia fedelmente quello che si vedrebbe nella realtà se si osservasse la Luna dalla Terra per un anno intero.

Il video mostra in modo chiarissimo due fenomeni poco conosciuti: la variazione periodica delle dimensioni apparenti della Luna, dovute all'orbita non circolare che fa variare la distanza tra la Terra e la Luna, e la librazione, ossia quell'impressionante rotazione e dondolio della Luna, dovuto alla combinazione dell'orbita ellittica e dell'inclinazione del piano orbitale lunare. L'ellitticità dell'orbita comporta che la Luna si sposta intorno alla Terra a velocità variabile, ma la Luna ruota su se stessa a velocità costante, per cui periodicamente possiamo sbirciare una fettina della faccia nascosta. Phil Plait ha uno spiegone qui in inglese e la NASA offre altri video e immagini. Non perdetevi la versione in HD di quest'animazione.

2011/09/02

Le nuove foto dei siti Apollo verranno pubblicate il 6 settembre

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di m.longo.

La NASA ha diramato ieri sera un comunicato stampa nel quale ha annunciato per martedì 6 settembre a mezzogiorno (EDT, le 18 ora italiana) una teleconferenza per presentare nuove immagini di tre dei siti degli allunaggi delle missioni Apollo, riprese alla fine di agosto dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), come segnalato in questo articolo.

Le informazioni e le immagini di supporto per la teleconferenza verranno presentate presso http://www.nasa.gov/lro e l'audio sarà disponibile presso http://www.nasa.gov/newsaudio.

Ho contattato John Keller, del Goddard Space Flight Center, che mi ha spiegato che la variazione dell'orbita della sonda non serve soltanto a consentire queste immagini ravvicinate, ma consente anche di effettuare rilevamenti scientifici a bassa quota, come per esempio la variazione dei raggi cosmici in base alla quota tramite lo strumento CRaTER.

2011/08/03

"Luna? Sì, ci siamo andati!" in allegato a Coelum

di Paolo Attivissimo

Il numero 151 della rivista italiana di astronomia Coelum include un DVD che raccoglie le annate 2007 e 2008 della rivista, la mappa lunare navigabile ad altissima risoluzione generata dal Lunar Reconnaissance Orbiter e il PDF integrale in alta risoluzione del mio libro "Luna? Sì, ci siamo andati!", dedicato alle teorie di complotto intorno agli sbarchi umani sulla Luna. Il sommario e l'anteprima della rivista sono sfogliabili qui.

2009/10/29

LRO rifotografa l'Apollo 17, stavolta a 50 cm per pixel

di Paolo Attivissimo

Le prime immagini dei siti d'allunaggio scattate dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) nella sua orbita bassa definitiva, a 50 chilometri d'altezza sopra il suolo lunare, non hanno deluso. Con una risoluzione di 50 centimetri per pixel, si possono distinguere chiaramente le zampe della base del modulo lunare dell'Apollo 17, le tracce delle impronte degli astronauti e persino la bandiera.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

E' interessante confrontare queste fotografie con quelle della stessa zona scattate al suolo dagli astronauti dell'Apollo 17, Cernan e Schmitt:

AS17-134-20504, dicembre 1972. Credit: NASA.

AS17-134-20501, dicembre 1972. Credit: NASA.

Le immagini provengono dal blog dell'LRO e sono state pubblicate il 28 ottobre 2009 ma scattate il primo ottobre 2009. La scansione completa dell'area, in formato TIF non elaborato, è disponibile qui (253 MB).

2009/10/17

Apollo 14, rifotografato il cratere d'impatto dello stadio S-IVB

di Paolo Attivissimo

Nei giorni scorsi i media si sono occupati dell'impatto della sonda LCROSS sulla superficie lunare, parlandone spesso come se si trattasse di una novità, ma in realtà esiste una lunga tradizione di impatti lunari. Quelli prodotti dalle missioni Apollo sono catalogati in questa lista.

Per esempio, il 4 febbraio 1971 la missione Apollo 14 fece schiantare sulla Luna l'S-IVB, ossia il terzo stadio del vettore Saturn V, un oggetto lungo quasi 18 metri, con un diametro di quasi 7 metri e una massa di circa 14.000 chilogrammi. La foto qui accanto, MSFC-75-SA-4105-2C, mostra l'S-IVB utilizzato per la missione Skylab 2, molto simile a quello dell'Apollo 14.

Uno degli scopi di questo impatto fu la produzione di un sisma lunare artificiale per verificare il funzionamento dei sismometri collocati dalle missioni precedenti, e in effetti il sismometro dell'Apollo 12 registrò l'impatto e le scosse conseguenti, che durarono circa tre ore.

L'impatto dell'S-IVB avvenne a 2,54 km/s (circa 9150 km/h) con un'angolazione di 69° rispetto al suolo, producendo un'energia d'impatto pari a 5,54 x 1010 joule, pari a poco più di 10 tonnellate di tritolo.

L'ubicazione del punto d'impatto dell'S-IVB è nota (latitudine 8.09 S, longitudine 26.02 W), e il cratere risultante, avente un diametro di circa 35 metri, fu fotografato dalla missione Apollo 16 (fotogramma 5451 della fotocamera panoramica) nell'aprile del 1972.

La sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha recentemente rifotografato l'area d'impatto con una risoluzione di 1,05 metri per pixel. Si possono notare le striature radiali chiare e scure prodotte dall'impatto, che si estendono per più di 1500 metri.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

Fonte: NASA LROC.

2009/10/01

LRO fotografa il Surveyor 1

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Fra il 1966 e il 1968, la NASA inviò verso la Luna sette veicoli automatici, denominati Surveyor, il cui obiettivo principale era verificare che fosse possibile posarsi sul suolo lunare, esaminare la natura degli strati superficiali del suolo, e riprendere immagini. Due delle sonde, la 2 e la 4, non raggiunsero la Luna; le altre completarono la propria missione.

Queste sonde automatiche sono significative perché dimostrano che il programma spaziale statunitense non tirò fuori le missioni umane sulla Luna dal nulla, ma le conseguì grazie a un approccio graduale, basato su tecnologie progressivamente più evolute.

Anche le Surveyor stesse subirono un'evoluzione: la prima aveva a bordo semplicemente una telecamera, mentre quelle successive portarono sulla Luna una dotazione man mano più ricca di strumenti.

Sono significative anche perché una di esse, la Surveyor 3, fu visitata dalla missione Apollo 12 (foto qui sopra, AS12-48-7133). Questo consente ai dubbiosi, per esempio, di effettuare controlli incrociati fra le immagini acquisite dalla sonda e le fotografie scattate dagli astronauti nella stessa zona.

La sonda statunitense Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha scattato il 17 luglio scorso dall'orbita lunare un'immagine di un'altra di queste sonde Surveyor, la 1, che effettuò il primo allunaggio morbido di un veicolo statunitense il 2 giugno 1966 e continuò a funzionare fino al 7 gennaio 1967:

Surveyor 1 enlarged 20090917

L'immagine, scattata quando in quella zona della Luna era pomeriggio, con il sole basso all'orizzonte occidentale, ha una risoluzione di 1,07 metri per pixel. L'ombra del Surveyor 1, alto 3,3 metri, è lunga quasi 15 metri. L'immagine grezza completa, senza elaborazioni, è disponibile qui.

Va notato che questa fotografia è stata scattata prima della discesa della LRO verso l'orbita bassa di lavoro e quindi in futuro potrebbero arrivare immagini a risoluzione ancora più alta.

La prima bandiera sulla Luna cadde o no?

di Paolo Attivissimo

Durante la prima missione sulla Luna, fra il 20 e 21 luglio 1969, gli astronauti Buzz Aldrin e Neil Armstrong piantarono una bandiera degli Stati Uniti nelle vicinanze del proprio veicolo, il LM (Lunar Module). Ma non è del tutto chiaro se questa bandiera sopravvisse o meno al decollo del LM.

Il getto del motore di decollo o quello dei piccoli motori di manovra (visibili a destra in primo piano nella foto qui accanto, che è la AS11-37-5535) potrebbe infatti aver colpito la bandiera, situata a meno di 10 metri dal LM e piantata in modo molto precario nella superficie lunare, a detta degli astronauti.

La ripresa su pellicola cinematografica da 16mm del decollo dell'Apollo 11, effettuata dall'interno del LM e consultabile qui su Footagevault.com, inizia troppo tardi perché sia visibile l'effetto del getto (lo stesso problema si verifica anche nel filmato del decollo dell'Apollo 12). Va notato che molti documentari usano erroneamente la ripresa del decollo dell'Apollo 14 (JSC-563), più completa e coreografica, al posto di quella dell'Apollo 11. Nel filmato dell'Apollo 14, la bandiera viene scossa violentemente ma non cade.

Mancano insomma per ora prove visive delle condizioni della bandiera dell'Apollo 11 dopo il decollo. E' tuttavia possibile che fra le immagini che vengono acquisite dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter, attualmente in orbita intorno alla Luna, ve ne possa essere prima o poi una del sito d'allunaggio dell'Apollo 11 con una risoluzione sufficiente a mostrare l'asta o il drappo della bandiera.

La NASA è incerta sullo stato di quella prima bandiera: "Non è chiaro se la bandiera rimase ritta o fu abbattuta dal getto del motore quando decollò il modulo di risalita" ("It is uncertain if the flag remained standing or was blown over by the engine blast when the ascent module took off"), dichiara in due suoi documenti (uno e due) dedicati alla bandiera.

Buzz Aldrin, pilota del modulo lunare dell'Apollo 11 e quindi testimone oculare del decollo, è invece piuttosto categorico sulla questione. Nel libro Return to Earth (1973), a pagina 239 scrive infatti:
"Il decollo dalla Luna, dopo una permanenza totale di ventuno ore, fu puntualissimo e praticamente privo di sorprese. Lo stadio di risalita dell'LM si separò dallo stadio di discesa, con il proprio corpo tozzo e le zampe sottili, proiettando uno schizzo di particelle d'isolamento luccicanti, strappate dalla spinta del motore di risalita. Non c'era tempo per guardare il panorama. Io ero concentrato sui computer e Neil studiava l'indicatore di assetto, ma io alzai lo sguardo abbastanza a lungo da veder cadere la bandiera."

In originale: "Lift-off from the moon, after a stay totaling twenty-one hours, was exactly on schedule and fairly uneventful. The ascent stage of the LM separated from the descent stage with its chunky body and spindly legs, sending out a shower of brilliant insulation particles which had been ripped off from the thrust of the ascent engine. There was no time to sightsee. I was concentrating intently on the computers, and Neil was studying the attitude indicator, but I looked up long enough to see the flag fall over."
La stessa descrizione compare in varie fonti, compresa la NASA (1, 2). Di conseguenza, è presumibile che la bandiera dell'Apollo sia caduta, ma l'unico modo per averne prove oggettive è visitare il luogo dove si sono svolti gli eventi.

2009/09/30

Il sito dell'Apollo 11 visto di nuovo (e meglio) dalla sonda LRO

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

E' stata pubblicata il 29 settembre scorso una nuova immagine più dettagliata del sito di allunaggio della missione Apollo 11, scattata dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter l'8 agosto 2009, a un mese di tempo dalla prima ripresa della zona.

La macchia bianca etichettata Eagle Descent Stage qui sotto è lo stadio di discesa del modulo lunare, lasciato sulla Luna dagli astronauti (che ripartivano usando solo la metà superiore del veicolo). La sigla LRRR contrassegna il retroriflettore laser utilizzato per misurare la distanza Terra-Luna, mentre PSE indica il sismografo.

Il sito dell'Apollo 11 fotografato da LRO (agosto 2009)
Credit: NASA/GSFC/Arizona State University


Nell'ingrandimento qui sotto si scorgono anche la telecamera (TV Camera) che trasmise la diretta dello sbarco e la traccia (indicata dalla freccia senza testo) delle impronte lasciate da Neil Armstrong per raggiungere il bordo del cratere Little West. Per dare un'idea delle dimensioni in gioco, il cratere Little West ha un diametro di 33 metri.

Il sito dell'Apollo 11 fotografato da LRO (agosto 2009)
Credit: NASA/GSFC/Arizona State University


E' interessante confrontare quest'immagine attuale con la mappa degli spostamenti degli astronauti contenuta nella documentazione tecnica della NASA:

Apollo 11 - Traverse MapTraverse Map della missione Apollo 11. Credit: NASA.
SWC = Solar Wind Collector; ALSCC = Apollo Lunar Surface Closeup Camera.

Nella nuova immagine, secondo quanto annunciato dal sito dell'LRO, il sole è più alto di circa 28 gradi rispetto all'immagine precedente, per cui le ombre sono più corte e si notano meglio le variazioni di luminosità. L'immagine ha una risoluzione di 1,17 metri per pixel ed è scaricabile in forma grezza qui.

Essendo stata scattata prima della discesa all'orbita definitiva, avvenuta il 15 settembre scorso, l'immagine non rappresenta ancora il massimo risultato possibile per gli strumenti della sonda LRO.

2009/09/20

Il sito dell'Apollo 17 fotografato oggi e 37 anni fa

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Durante la missione Apollo 17, a dicembre del 1972, mentre Gene Cernan e Harrison Schmitt esploravano il suolo lunare, il loro compagno Ron Evans rimase in orbita intorno alla Luna nel modulo di comando e servizio. Le fotocamere automatiche del modulo scattarono numerose fotografie del suolo lunare a scopo cartografico, usando pellicola di grande formato.

Fra le immagini scattate ci fu anche una ripresa del sito di allunaggio del modulo lunare della missione stessa:

Apollo 17, 1972

L'immagine è un dettaglio della Pan Frame 2309, che secondo i dati dell'Apollo Lunar Surface Journal fu scattata l'11 dicembre 1972 alle 23:47:38.1 GMT (116:54:38 del tempo di missione), durante la quindicesima orbita del modulo di comando, da un'altezza di 113.07 km, pochi minuti prima che iniziasse la prima escursione lunare degli astronauti. E' interessante confrontare questa foto di quasi 37 anni fa con quella scattata nel 2009 dalla sonda automatica LRO dello stesso punto:

Sonda LRO, 2008

Ecco un dettaglio della foto precedente:

Sonda LRO, 2008

Si possono sovrapporre le due immagini per vedere se sono compatibili, tenendo conto del fatto che le ombre provengono da direzioni opposte perché una è stata scattata all'alba lunare e l'altra al tramonto:









Chi sostiene che le missioni lunari furono falsificate dovrà spiegare come fece la NASA, nel 1972, a pubblicare una fotografia del sito di allunaggio dell'Apollo che corrisponde esattamente alle immagini che ci invia oggi la sonda automatica LRO.

E' veramente difficile pensare che i tecnici di oggi dell'LRO siano in combutta con i loro predecessori di quarant'anni prima per falsificare entrambe le immagini, considerato anche che in orbita intorno alla Luna vi sono anche sonde di ricognizione di altri paesi, che permetterebbero di rivelare subito qualunque inganno cartografico o manipolazione delle immagini.

2009/09/17

La sonda LRO scende a un'orbita più bassa. In arrivo foto ancora migliori dei siti di allunaggio

di Paolo Attivissimo

Rispettando la tabella di marcia, il 15 settembre scorso la sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha raggiunto ieri la propria orbita definitiva a 50 chilometri d'altezza sopra la superficie della Luna. Lo ha comunicato il sito della missione qui.

Questo significa che a breve saranno disponibili immagini dei siti di allunaggio ancora più dettagliate di quelle riprese dalla sonda mentre si trovava nell'orbita temporanea, a circa 100 chilometri d'altezza, e pubblicate nei mesi scorsi.

2009/09/03

LRO fotografa il sito dell'Apollo 12

di Paolo Attivissimo

E' stata pubblicata poche ore fa la prima immagine del sito di allunaggio dell'Apollo 12 scattata dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO).



L'immagine è cliccabile per ingrandirla. Il sito si trova nell'Oceano delle Tempeste. L'Apollo 12, la seconda missione a raggiungere il suolo lunare, arrivò sul posto il 14 novembre 1969, poco meno di quattro mesi dopo l'Apollo 11, ed eseguì un allunaggio di precisione per raggiungere un obiettivo molto particolare: la sonda automatica Surveyor 3, che era arrivata due anni prima. Gli astronauti Alan Bean e Pete Conrad ne raccolsero alcuni pezzi per esaminare il deterioramento prodotto dall'esposizione prolungata alle condizioni lunari.

Nella fotografia si notano lo stadio di discesa del modulo lunare, battezzato Intrepid, la sonda Surveyor, la strumentazione lasciata sulla Luna (ALSEP) e le tracce delle orme degli astronauti.

L'immagine di oggi, trasmessa dalla sonda LRO, non solo costituisce un'ulteriore conferma dell'autenticità degli sbarchi lunari, ma permette di mostrare con chiarezza quanto può essere ingannevole l'esame delle fotografie lunari, nelle quali mancano gli oggetti familiari che usiamo come riferimenti per valutare distanze e inclinazioni: alberi, cespugli, case, animali, persone. La sonda Surveyor, infatti, atterrò sulle pendici scoscese di un cratere (che prese il suo nome), tanto che gli astronauti temettero che nel maneggiarla per rimuovere i pezzi potesse scivolare verso valle. Ma da fotografie come quella qui sotto è impossibile rilevare una pendenza così ripida.



Un altro elemento di conferma è inoltre il controllo incrociato fra le immagini dell'area di allunaggio trasmesse dalla sonda Surveyor, quelle scattate dagli astronauti dell'Apollo 12 e quelle della sonda LRO. Tutte sono pubblicamente disponibili. I dubbiosi in proposito sono invitati a fare il confronto e riferire i risultati, per poi spiegare come la NASA sarebbe riuscita, nel 1967, a trasmettere immagini perfettamente coerenti con quelle del 1969 e con quelle del 2009. Sempre che non si voglia ipotizzare che anche la missione Surveyor fu falsificata e che l'omertoso complotto sia addirittura multigenerazionale.

Questa nuova foto proveniente dalla sonda LRO è disponibile qui anche come immagine completa, come video in alta definizione scaricabile e come video Youtube.

2009/08/20

La sonda LRO rifotografa le impronte degli astronauti sulla Luna

di Paolo Attivissimo


Fresca fresca, rilasciata poche ore fa, arriva dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter una nuova fotografia del sito di allunaggio dell'Apollo 14, nella zona di Fra Mauro, così nitida che si scorge la traccia delle impronte lasciate dagli astronauti Alan Shepard e Edgar Mitchell per collocare gli strumenti (come l'ALSEP) e per andare a visitare un cratere vicino, il Cone Crater, situato a circa 1200 metri dal punto di allunaggio e non inquadrato qui sopra.

Il sito era già stato fotografato il mese scorso, ma stavolta il sole è più alto sull'orizzonte (a circa 24 gradi): quindi le ombre sono più corte e il contrasto del suolo lunare è più marcato e rivela meglio dove la superficie è stata smossa dagli astronauti.

L'annuncio con i dettagli tecnici è qui; la foto complessiva dell'area di sbarco è qui; potete vedere anche il video Youtube, il video ad alta risoluzione (155 megabyte) e l'immagine grezza della passata intera di LRO (253 megabyte).

Per chi vuole seguire in tempo reale il sorvolo dell'LRO, è disponibile questa mappa continuamente aggiornata.

2009/02/04

Sonde lunari post-Apollo: usabili per documentare gli sbarchi?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Uno dei modi per documentare gli sbarchi umani sulla Luna delle missioni Apollo è inviare una sonda automatica verso la Luna e impostarla per fotografare i siti degli allunaggi. Non occorre fantasticare una missione del genere: sonde di questo genere, realizzate e lanciate da vari paesi, sono già in orbita intorno alla Luna e la stanno fotografando ed esplorando con vari strumenti o sono in procinto di farlo.

Le loro immagini dei siti di allunaggio umano renderanno più imbarazzante sostenere le tesi lunacomplottiste, soprattutto quelle che ipotizzano "da 20 a 30 persone al massimo" a conoscenza della messinscena.

Naturalmente gli ottusi del settore sosterranno che foto di questo genere dimostrerebbero soltanto che sulla Luna ci sono oggi i veicoli Apollo, ma non dimostrerebbero che quei veicoli vi arrivarono nel 1969 e men che meno che vi fossero a bordo degli astronauti. Sarebbe già un punto di partenza, ma c'è di meglio: i dati già restituiti dalle sonde permettono un controllo incrociato che conferma oltre ogni ragionevole dubbio che almeno due missioni Apollo sbarcarono sulla Luna ed avevano astronauti a bordo. Sempre che non si voglia pensare che India, Giappone e Cina siano anche loro parte del Grande Complotto.


Chandrayaan-1 (India)


La prima sonda lunare indiana è stata lanciata il 22 ottobre 2008 dal centro spaziale di Satish Dhawan, nell'Andhra Pradesh, ed è entrata in orbita lunare provvisoria l'8 novembre 2008, per poi assumere un'orbita polare definitiva ad un'altezza di circa 100 km il 12 novembre 2008. Il costo stimato della missione è di circa 80 milioni di dollari USA.

Il sito ufficiale di Chandrayaan dice che la sonda è progettata per funzionare per circa due anni e che la sua strumentazione include anche una Terrain Mapping Camera (fotocamera di mappatura del suolo), che ha una risoluzione di 5 metri ed è concepita per mappare l'intera superficie della Luna con estremo dettaglio.

Secondo il Times of India dell'11 gennaio 2009, Chandrayaan ha già effettuato la mappatura (non si sa se ottica o con altri strumenti) dei siti di allunaggio delle sei missioni Apollo. Il processo è iniziato il 7 gennaio e si è concluso il 10 gennaio, stando alle dichiarazioni di P. Sreekumar, uno dei principali scienziati associati alla missione lunare indiana.

Se questa mappatura è stata effettuata usando la TMC, in condizioni ideali sarebbero visibili gli aloni prodotti sul suolo dal getto dello stadio di discesa del LM e lo stadio stesso, rimasto al suolo, risulterebbe come poco più di un puntino indefinito (misura 9,4 m da un estremo all'altro delle sue zampe). Eventuali immagini, al momento in cui scrivo, non sono state ancora pubblicate. Altre informazioni su Chandrayaan sono disponibili presso NASA.gov.

Aggiornamento (2009/08/29): il contatto radio con la sonda Chandrayaan è stato perso improvvisamente il 29 agosto 2009 prima che concludesse la propria missione. La sonda aveva completato oltre 3400 orbite intorno alla Luna nel corso di 312 giorni e nonostante la conclusione imprevista aveva già raggiunto buona parte degli obiettivi scientifici della propria missione. Maggiori dettagli sono presso la BBC e la Indian Space Research Organisation.



Chang'e (Cina)


La sonda cinese Chang'e 1 è stata lanciata il 24 ottobre 2007 ed è entrata in orbita intorno alla Luna il 5 novembre 2007. E' dotata, fra gli altri strumenti, di una fotocamera che ha una risoluzione ottica di 120 metri. La sua orbita ellittica ha un'altezza minima di 210 km e un'altezza massima di 8600 km dal suolo lunare, secondo Encyclopedia Astronautica. Il sito ufficiale della missione è disponibile anche in inglese.

In considerazione della risoluzione della fotocamera installata a bordo, è molto improbabile che Chang'e possa fornire documentazione fotografica degli sbarchi Apollo.

L'1/3/2009 la sonda si è schiantata sulla Luna, ufficialmente su comando da Terra, secondo la BBC e Xinhua.net, alle coordinate 1,50° sud di latitudine e 52,36° est di longitudine.


Lunar Reconnaissance Orbiter (USA)


La missione combinata del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) e del Lunar Crater Observation and Sensing Spacecraft (LCROSS) statunitense è partita da Cape Canaveral il 18 giugno 2009. La sonda LRO è dotata di una fotocamera, la Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC), avente una risoluzione massima di 50 cm, sufficiente a fotografare i veicoli e gli oggetti lasciati dagli astronauti delle missioni Apollo e le relative ombre.

Per avere un'idea del livello di dettaglio offerto da questo genere di risoluzione si può guardare una fotografia satellitare terrestre di pari risoluzione, come quella pubblicata dalla NASA qui.



Secondo la medesima pagina di documentazione NASA, i Rover, le auto elettriche usate dagli astronauti delle missioni Apollo 15, 16 e 17 per spostarsi sulla Luna, misurano circa 2 x 3 metri, per cui nelle immagini del LROC saranno visibili come forme spigolose di circa 4 x 6 pixel. Lo stadio di discesa (Descent Stage) dei moduli lunari ha un corpo principale di 4 metri di lato, pari a 8 x 8 pixel nelle immagini del LROC. Le loro zampe opposte sono a 9 metri di distanza l'una dall'altra, pari a circa 18 pixel. A questo si aggiungerà la visibilità delle ombre di questi oggetti, che all'alba e al tramonto saranno estremamente lunghe e inconfondibili.


Kaguya/Selene (Giappone)


Il veicolo spaziale automatico Kaguya (denominato anche Selene) della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) è stato lanciato il 14 settembre 2007 dal centro spaziale di Tanegashima ed è rimasto in orbita lunare fino all'11 giugno 2009.

Era composto da tre sonde che hanno orbitato intorno alla Luna: la principale ha sorvolato la superficie lunare a circa 100 km di altezza, scendendo progressivamente fino a schiantarsi in modo controllato con un impatto visibile da Terra.

Il sito ufficiale della missione, disponibile in giapponese e in inglese, spiega che Kaguya è equipaggiata con vari strumenti che includono una telecamera ad alta definizione, le cui splendide immagini del sorvolo della Luna sono distribuite anche su Youtube.

Questa sonda ha prodotto numerosi risultati che confermano gli sbarchi lunari, anche se non si tratta di fotografie dirette degli oggetti lasciati presso i siti di sbarco. Questi risultati sono descritti in dettaglio in un articolo apposito.