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2014/04/06

Le “bolle” di Apollo 16, le balle dei complottisti

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di robven*.

Di recente un complottista ha pubblicato un video (che non linko per non regalargli pubblicità e pagerank) nel quale si sostiene una tesi non nuova ma decisamente surreale: alcuni oggetti che si vedono muoversi nella ripresa di una passeggiata spaziale della missione Apollo 16 sarebbero bolle d'aria che tradirebbero il trucco (una ripresa in piscina) usato per simulare in studio l'escursione nello spazio.

Da un punto di vista strettamente logico, la tesi è priva di senso perché si scontra subito con alcune obiezioni di fondo:
  • se fossero davvero bolle, avrebbe senso che la NASA sia stata così incompetente da lasciare che si vedessero ben diciotto volte (secondo quanto asserito nel video complottista), sbugiardando la messinscena? Visto che erano (secondo la tesi complottista) in una piscina su un set, perché non hanno semplicemente girato di nuovo la scena facendo in modo che non scappassero bolle?
  • negli oltre quarant'anni durante i quali questo filmato è stato disponibile, come mai nessun esperto ha mai sollevato dubbi sulle presunte bolle, e come mai gli unici dubbi in proposito provengono da persone non competenti come il complottista in questione (che non ha alcuna qualifica in astronautica o volo spaziale)?
C'è poi il classico atteggiamento del pensiero cospirazionista: l'autore del video ignora tutte le conferme tecniche (anche russe, cinesi e indiane) della realtà delle missioni lunari Apollo, ignora tutta la loro immensa documentazione scientifica (non solo mai contestata dagli esperti, ma addirittura usata come base per le missioni europee, russe e cinesi), e si concentra su un minuscolo aspetto (che pare strano solo a lui, perché non è esperto della materia) per elevarlo a prova di complotto.

Inoltre c'è un'obiezione fisica alla tesi delle bolle: se fossero davvero bolle, si sposterebbero tutte esattamente nella stessa direzione, correndo verticalmente verso la superficie dell'ipotetica piscina. Invece nel video del cospirazionista le presunte bolle viaggiano in direzioni molto differenti, nonostante la voce narrante suggerisca il contrario. Quale misteriosa forza farebbe salire delle bolle diagonalmente invece che verticalmente in una piscina? Il narratore non lo spiega.

Confrontiamo, per esempio, la “bolla” numero 1 con la “bolla” numero 13” (ho abbinato alcuni fotogrammi dal video cospirazionista e aggiunto la freccia):


 

Avete mai visto bolle d'aria sott'acqua andare in direzioni così differenti?

Anche stavolta, insomma, il cospirazionista è così innamorato della propria tesi che non si ferma a verificarne la coerenza interna ed è disinvoltamente disposto a soprassedere alle sue contraddizioni e assurdità pur di sostenerla.

Detto questo, le tesi di complotto sono una buona occasione per soffermarsi sul bel filmato originale (pubblicato qui da Science Photo Library e restaurato magnificamente da Footagevault, in versione molto migliore di quella presentata dal cospirazionista). Possiamo scoprirne la storia affascinante e arrivare così alla spiegazione tecnica delle presunte “bolle”.

Il filmato è una ripresa cinematografica su pellicola 16mm a colori, realizzata durante la passeggiata spaziale (EVA) effettuata da Ken Mattingly nel corso della missione Apollo 16, durante il viaggio di ritorno dalla Luna, a 310.000 chilometri dalla Terra, ad aprile del 1972, nel decimo giorno di missione. I dettagli sono raccolti in questa pagina dell'Apollo Flight Journal.

Questa EVA è necessaria, secondo il piano di missione, per recuperare i caricatori che contengono le pellicole delle fotocamere cartografiche installate in un vano (il SIM bay) del Modulo di Servizio di Apollo 16. Mentre John Young e Charlie Duke erano sulla Luna, infatti, Ken Mattingly aveva il compito di comandare queste fotocamere di grande formato per raccogliere immagini dettagliate della superficie lunare. Le apparecchiature utilizzate, e le mappe risultanti, sono descritte in questa pagina dell'Apollo Flight Journal.

Mattingly quindi esce dall'abitacolo del Modulo di Comando e usa le maniglie situate lungo il Modulo di Servizio per raggiungere il vano, estrarne i caricatori e portarli in cabina. Charlie Duke si sporge dal portello del Modulo di Comando per dargli assistenza. L'attività è illustrata e chiarita (con qualche licenza artistica, come le stelle visibili) in questo bel disegno d'epoca, che mostra l'ubicazione del SIM bay e della cinepresa e telecamera (l'escursione nel vuoto fu infatti ripresa sia da una telecamera, che la trasmise a Terra in diretta, sia da una cinepresa che girava a 12 fotogrammi al secondo, ed entrambe le riprese sono disponibili nell'apposito cofanetto di DVD della Spacecraft Films):


Con questi dati tecnici possiamo osservare che le “bolle” provengono tutte, guarda caso, dalla direzione nella quale si trova il portello aperto (in basso a sinistra, nel filmato). Questo suggerisce che si tratti di materiale proveniente dall'interno della cabina.

Ma quale forza lo sospinge? Se il materiale proviene dall'interno della cabina, abbiamo anche per questo una spiegazione logica e coerente: nella cabina c'è il terzo astronauta, John Young, che si muove e con i suoi movimenti urta e sposta le particelle di vari materiali che sono presenti nell'abitacolo. In più ci sono i vari sistemi di bordo, che in seguito alla depressurizzazione sfiatano e sospingono condensazione e residui d'ogni genere. Le particelle urtate e sospinte in direzione del portello emergono e seguono le leggi della fisica, allontanandosi in linea retta. Il loro moto è accelerato dalla ripresa fatta a 12 fotogrammi al secondo e presentata a 24 (l'azione, insomma, è mostrata al doppio della velocità reale).

Il fenomeno è assolutamente normale e viene serenamente commentato per esempio da John Young e Charlie Duke nell'audio di bordo, in cui Young segnala le bolle d'acqua che si allontanano e la condensazione lungo le linee di alimentazione del glicole:

219 31 21 Young (onboard): It's coming off - it's coming off the - conden - the condensation is coming off the glycol lines.

219 31 26 Duke (onboard): Oh.

219 31 28 Mattingly (EVA): Probably getting some off the bulkheads, too --

219 31 29 Young (onboard): Yeah, that's right ...

219 31 30 Mattingly (EVA): ...drying this place out.

219 31 32 Young (onboard): I mean to tell you, there's a lot of cotton-picking water in this machine. Didn't you notice all them bubbles leaving? That was all water.

219 31 38 Duke (onboard): Yeah.

Uno di questi oggetti, fra l'altro, non visibile nel video cospirazionista, è l'anello nuziale che Mattingly aveva smarrito in cabina giorni prima. Duke riuscì ad agguantarlo e recuperarlo mentre si allontanava dal veicolo (Apollo Flight Journal, 219:25:49).

La spiegazione delle “bolle”, insomma, diventa chiara e logica se si conosce la situazione e si ha familiarità con l'astronautica e con un po' di fisica di base: per questo nessun esperto ha mai considerato questo fenomeno come degno di nota.

Naturalmente questo non impedirà ai complottisti di inventarsi qualche altra giustificazione per i propri deliri. Ma questo è un problema loro, e non nostro: noi possiamo goderci il coraggio e l'ingegno di chi si avventura nel vuoto, sospeso tra due mondi, e ci porta a casa immagini uniche ed esperienze impareggiabili. E per i tanti che, come me, hanno avuto l'onore e il piacere di parlare con i protagonisti di queste missioni estreme, l'idea che qualcuno ancora si ostini a voler denigrare il talento dell'umanità genera solo un sorriso di compassione.

Con Charlie Duke a Chiasso, 2010.

2013/08/03

Il White Team di Apollo 11

di Paolo Attivissimo

Nel libro The First Men on the Moon - The Story of Apollo 11 ho trovato questa foto di gruppo del White Team di Apollo 11, ossia del gruppo di controllori di missione che gestì l'allunaggio di Neil Armstrong e Buzz Aldrin.

I nomi di molti di questi tecnici sono ben noti agli appassionati, come nel caso di Gene Kranz, Charlie Duke, John Aaron, Steve Bales, Jerry Bostick o Ed Fendell, ma i loro volti sono un po' meno conosciuti, per cui ho pensato di proporvi questa versione etichettata della foto. Potete ingrandirla cliccandovi sopra.


2013/01/16

La corsa del Rover di Apollo 16 restaurata e stabilizzata

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di francesca.tox* ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2013/11/01.


Aprile 1972: Charlie Duke riprende con una cinepresa 16 mm la corsa di John Young sul Lunar Rover. La cinepresa viene poi montata sul Rover e riprende il loro viaggio sulla superficie lunare.

La corsa non fu improvvisata, ma faceva parte degli esperimenti pianificati per la missione, come si può vedere in questa pagina di istruzioni, nella quale la prova di guida viene denominata Grand Prix. Tutti i dettagli sono in questa pagina dell'Apollo Lunar Surface Journal.

La stabilizzazione digitale (realizzata con il filtro Deshaker v2.5 per VirtualDub 1.9.9) permette di apprezzare molto meglio i dettagli di queste sequenze e la difficoltà di guidare un veicolo su una superficie così irregolare e con una gravità ridotta a un sesto di quella terrestre, che fa sollevare con estrema facilità l'auto elettrica degli astronauti.

A titolo di paragone, questa è la ripresa originale non stabilizzata:



2013/11/01


Ho creato un video che include l'originale non stabilizzato e la versione stabilizzata e anche reinquadrata (sottoposta a cropping) per eliminare lo sfarfallio dei bordi causato dalla stabilizzazione.

2012/06/13

Apollo 11: la tensione al Controllo Missione

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Foto S69-39601, 20 luglio 1969. Da sinistra a destra: Charlie Duke (CAPCOM di Apollo 11, futuro astronauta lunare nella missione Apollo 16), Jim Lovell e Fred Haise (futuri protagonisti della missione Apollo 13 e membri dell'equipaggio di riserva della missione Apollo 11).

Consiglio vivamente di apprezzare la nitidezza e il dettaglio dell'originale ad altissima risoluzione, che è su Archive.org.

Credit: NASA.

2012/04/06

Le prime parole italiane sulla Luna furono “Mamma mia”?

di Paolo Attivissimo, con il contributo di pgc, motogio, maucar, Diego Cuoghi e Gianluca Atti. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di danielerap*. Ultimo aggiornamento: 2022/11/12.

English Abstract: Several reputable historical sources claim that the first Italian words uttered on the Moon were “Mamma mia” and attribute this record variously to Charlie Duke (Apollo 16), Dave Scott (Apollo 15), Harrison Schmitt or Gene Cernan (Apollo 17). A search in the mission transcripts, however, confirms only Cernan's utterance. Moreover, other earlier Italian words might yet be discovered in the EVA transcripts. 

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Numerose fonti attribuiscono a vari astronauti l'uso dell'espressione italiana “Mamma mia” durante le escursioni sulla superficie della Luna.

Charlie Duke (Apollo 16)

Per esempio, secondo la voce Apollo 16 della Wikipedia in italiano, così come risulta al 5 aprile 2012,

Durante la passeggiata lunare effettuata da Charles Duke questi esclamò, dall'emozione, in italiano "Mamma mia!"

La fonte originale indicata da Wikipedia è un articolo di Repubblica, a firma di Luigi Bignami, intitolato Cento risposte su Luna e dintorni e datato luglio 2009. Qui Bignami scrive:

8) Sulla Luna vennero dette parole in italiano?
Charles Duke, durante la passeggiata lunare di Apollo 16, disse: "Mamma mia!"

Tuttavia l'Apollo Lunar Surface Journal (ALSJ), principale riferimento per le trascrizioni delle comunicazioni Apollo, non riporta affatto questa frase con riferimento a Duke o alle escursioni lunari della missione Apollo 16. Bignami, interpellato da me via mail ad aprile 2012, ha spiegato di aver usato come fonte un numero della rivista Epoca pubblicato durante le missioni Apollo e di essersi fidato di quello.

Dave Scott (Apollo 15)

Invece secondo la voce Apollo 15 della medesima Wikipedia in italiano, sempre al 5 aprile 2012, l'espressione viene attribuita a Dave Scott:

...durante tale missione furono pronunciate le uniche parole italiane sulla Luna. Scott, infatti, sorpreso dalla particolare lucentezza di una roccia, urlò le parole: "Mamma mia!".

La stessa attribuzione viene fatta in una discussione su ForumAstronautico.it. Non viene però indicata la fonte di questo dato. Luigi Pizzimenti, esperto di storia delle missioni Apollo, mi ha segnalato di aver parlato di quest'episodio proprio con Scott. Tuttavia l'Apollo Lunar Surface Journal non riporta nulla di simile.

Harrison Schmitt (Apollo 17)

Un articolo del Tri City Herald del 13 dicembre 1972 attribuisce un “Mama mia” (sic) a Harrison Schmitt (Apollo 17), segnalando che alcuni giornali italiani avrebbero pubblicato la notizia in prima pagina con il titolo “Si parla italiano sulla Luna”.

Schmitt avrebbe adoperato quest'espressione in una conversazione con il collega Cernan “dopo aver descritto un campione di roccia insolito che aveva trovato.”

Gianluca Atti ha trovato nella propria collezione di giornali italiani dell’epoca una pagina del Giorno del 13 dicembre 1971 nella quale viene riportato quanto segue, descrivendo la conclusione della prima EVA della missione:

...mentre rientravano nel modulo lunare e Cernan raccomandava a Schmitt di stare attento, di non danneggiare la "carota" che gli aveva fatto fare tanta fatica, il geologo ha risposto con una esclamazione italiana appena storpiata: "Mama mia".

Gene Cernan (Apollo 17)

L'unico “Mamma mia” o simile effettivamente presente nell'Apollo Lunar Surface Journal e documentato dalle registrazioni delle missioni Apollo è il "Mama me" attribuito a Gene Cernan (Apollo 17) nella sezione EVA-1 Close-Out:

124:04:55 Cernan: I'll take a peek down there. If they fell out, they'll be right on top (of the ground surface). Okay. (Pause) Mama me. (Pause)

La registrazione audio di questa parte dell'escursione riporta il “Mama me” a 09:05.

L'attribuzione storica del “Mamma mia” lunare, insomma, è molto controversa ma risolvibile consultando la documentazione originale. Tuttavia non è detto che si tratti davvero delle prime parole italiane o di origine italiana pronunciate sulla Luna.

Spaghetti sulla Luna

Per esempio, il Messaggero nota che Ed Mitchell, astronauta della missione Apollo 14, usò la parola italiana spaghetti mentre si trovava sulla Luna a 132:16:02 (“Okay, Fredo. I got the LPM reel reeled in just enough to keep it off the ground. I'm trailing a can of spaghetti here.”)

Durante l’escursione lunare di Apollo 16 Charlie Duke pronunciò la parola “spaghetti” nel corso della EVA-1 a 121:23:08 (“A bunch of spaghetti over there”) e a 124:43:23 (“Look at that thing! It's like a bowl of spaghetti!”) e nel corso della EVA-2 a 143:08:19 (“Man, that LPM is a bucket of spaghetti!”) e 143:16:27 (“Oh! I'm tangled up in this spaghetti here”).

Dopo la terza escursione lunare di Apollo 16, mentre gli astronauti si trovavano nel LM sulla Luna, Young usò la stessa parola a 171:18:20 (“There goes yours. Okay, your water hose... Here it is. What a ball of spaghetti”) e Duke la citò a 171:38:35 (“What are you doing with such a mess of spaghetti, there?”).

Alan Bean (Apollo 12) e un “mamma mia” spaziale ma non lunare

Diego Cuoghi ha trovato un “Mama mia” pronunciato da Alan Bean durante il rientro dalla Luna nel corso della missione Apollo 12, circa un quarto d’ora prima dell’ammaraggio, e citato nel libro Alan Bean: Astronaut, Lunar Explorer, Fine Artist.

"Look out your side window," he told Dick Gordon. "Son of a gun," as the Hawaiian Islands flashed by.
"Boy," commented Bean, "we are really hauling!"
"You're going to slow down in just a minute," Gordon said.
"Fifteen seconds."
"Mama mia," Bean exclaimed as he was pushed farther back in his seat. "That is fantastic!"

Il “Mama mia” è confermato dalle registrazioni presenti nel terzo DVD del cofanetto Apollo 12 - Ocean of Storms della Spacecraft Films. La frase esatta è "Look at that son of a bitch go... Mamma mia, that's fantastic!" ed è citata anche nelle trascrizioni della missione.

10 04 22 55 LMP "Mama mia! That's fantastic"

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È possibile che vi siano altre parole italiane disseminate nelle migliaia di pagine di trascrizioni: la ricerca continua.

2012/02/19

Charlie Duke (Apollo 16) sarà a Varese il 31 marzo

Il 31 marzo prossimo sarà a Varese, a Villa Recalcati, l'astronauta Charlie Duke, che camminò sulla Luna nel corso della missione Apollo 16.

Verrà inaugurata una mostra di oggetti originali delle missioni spaziali che includerà, per la prima volta in Italia, una replica in scala 1:1 di un modulo di comando Apollo (la capsula nella quale viaggiavano i tre astronauti di ogni missione), completo di tutti i dettagli e con elettronica funzionante.

Ci sarà anche un campione di roccia lunare, recuperato dalla missione Apollo 15, che ha un'età stimata di circa quattro miliardi di anni.

Io sarò lì come fan e come traduttore per l'ospite. Tutti i dettagli dell'evento, con foto degli oggetti che saranno in esposizione, sono qui su Collectionspace.it.

2010/02/22

Come facevano a cambiare rullino senza rientrare?

di Paolo Attivissimo

Un lettore, Michele, ha posto una domanda che gli arriva da una lunacomplottista che vuole redimere: come facevano gli astronauti a cambiare rullino alle fotocamere stando all'aperto, e come potevano farlo con gli spessi guantoni della tuta che intralciavano i movimenti?

La risposta migliore è questo spezzone della diretta televisiva dell'Apollo 16, in cui Charlie Duke comunica che sta mettendo il caricatore B (Bravo), quello che conterrà le foto della serie AS16-114, sulla fotocamera Hasselblad, e poi ride perché ha cercato di soffiar via la polvere dal caricatore pur essendo nel vuoto e dentro una tuta spaziale:



La trascrizione commentata dei dialoghi è disponibile nell'Apollo Lunar Surface Journal.

Come praticamente ogni dettaglio delle escursioni lunari, anche il cambio di pellicola all'aperto fu pianificato e collaudato: maneggiare i caricatori con i guanti non era particolarmente problematico, dato che i caricatori sono grosso modo dei cubi da 10 centimetri, ma i caricatori Hasselblad usati sulla Luna furono modificati per dotarli di anelli più grandi del normale, in modo da consentire la rimozione della darkslide (lamina estraibile di protezione della pellicola) anche con i guanti della tuta spaziale, come si vede fare qui sopra a Duke.

Nelle fotocamere standard la darkslide si rimuove dopo aver montato il caricatore sul corpo della fotocamera, in modo da permettere di cambiare rullino anche a metà senza perdere neanche una posa. In quelle lunari, invece, era necessario estrarre la darkslide prima di montare il caricatore, per non danneggiare la reseau plate (il vetrino con le crocette). Questo significava che la porzione di pellicola visibile prendeva luce ed era inutilizzabile.

Una foto dell'anello standard e della darkslide è qui; una foto dell'anello maggiorato, montato sul caricatore R della missione Apollo 11, è qui. Maggiori informazioni e alcune splendide immagini del meccanismo Hasselblad sono disponibili in questo articolo dell'Apollo Lunar Surface Journal.

2009/11/11

Recensione: Apollo 16 - Journey to Descartes (Spacecraft Films, 2005)

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il cofanetto Apollo 16 - Journey to Descartes della Spacecraft Films, edizione 2005, include ben sei DVD contenenti tutte le riprese televisive e cinematografiche effettuate durante la missione Apollo 16 (Duke - Young - Mattingly), per un totale di 22 ore, al prezzo di 85 dollari.

Questo elenco riassuntivo dei suoi contenuti viene pubblicato sia per dare al potenziale acquirente un'anticipazione del prodotto, sia per mostrare quanto sia vasta la mole di materiale filmato e video che è pubblicamente disponibile e che secondo le tesi di complotto sarebbe stato necessario falsificare in modo perfetto.

Soltanto questa missione, per esempio, produsse oltre 14 ore di riprese TV e cinematografiche sulla superficie della Luna.

In tal senso, l'elencazione si concentra sulle escursioni lunari e sugli aspetti significativi in termini di difficoltà realizzativa con gli effetti speciali ipotizzati dai lunacomplottisti; il resto del contenuto è per ora descritto più sommariamente.


In sintesi


Per l'appassionato di astronautica, il cofanetto è un'affascinante maratona da vivere gomito a gomito con gli astronauti e tenendo sotto mano l'Apollo Lunar Surface Journal per i commenti e le spiegazioni. Si assiste in tempo reale, senza interruzioni o tagli o voci di commentatori più o meno competenti, alle mille difficoltà di una missione scientifica costellata di problemi e malfunzionamenti, gestiti con la competenza dell'equipaggio e del Controllo Missione e accompagnati dall'inarrestabile allegria della voce di Charlie Duke.

Si scoprono dettagli pressoché inediti, come l'inclinazione dell'asta della bandiera dopo il decollo del LM (l'immagine è mostrata più sotto) o le escursioni di prova nel deserto, con zaino spaziale sopra i jeans e il cappello da cowboy o la naturalezza con la quale gli astronauti si esprimono in metri e centimetri anziché piedi e pollici (in un paese che tuttora, quasi quarant'anni dopo, non è passato al sistema metrico decimale).

Non mancano i momenti ludici, come i salti degli astronauti o i lanci di oggetti per provare l'effetto della gravità ridotta, e quelli drammatici, con le ripetute cadute al suolo, con le rocce a pochi centimetri dalla visiera.

L'ambiente montuoso, scolpito da grandi crateri e da macigni colossali, è decisamente più vario e interessante rispetto alle pianure delle prime missioni, e la presenza del Rover permette escursioni lunghe, con riprese a colori in soggettiva e dal suolo di grandissimo impatto.

Il cofanetto è davvero completo: oltre a tutto il materiale video e filmato delle tre escursioni lunari, contiene altri due DVD dedicati all'addestramento degli astronauti, al viaggio di andata e ritorno e alle attività di recupero della capsula dopo il rientro. Spicca anche la ripresa della passeggiata spaziale di Mattingly durante il viaggio fra la Terra e la Luna. L'unica pecca è forse costituita dalle sequenze di fotografie, presentate in bassa risoluzione (senza neppure sfruttare tutto lo schermo) e con colori fortemente virati.

In sostanza, Apollo 16 - Journey to Descartes è un buon investimento, destinato a durare nel tempo almeno fino a quando qualcuno si deciderà a restaurare le riprese di questa missione e riversare le immagini in 16mm su Blu-Ray o supporti in alta definizione: ed è bene che si spicci, perché già ora alcune parti delle videoregistrazioni sono talmente rovinate che la Spacecraft Films ha dovuto attingere a riversamenti su pellicola dell'epoca, con un viraggio di colori deprimente.

Chiudo il commento con una nota tecnica molto piacevole: il cofanetto non ha alcuna protezione anticopia ed è Region 0, quindi leggibile universalmente. Questo genere di onestà e di correttezza nei confronti del vero appassionato va secondo me premiata e incoraggiata con l'acquisto.


DVD1: Preliminari e partenza


Preparation: Simulator (11:37) - Audio delle sessioni di debriefing, accompagnato da varie immagini filmate a colori dell'equipaggio.
0:00 Sessione fotografica in interni, davanti al simulatore del CM e dentro il simulatore stesso, con gli astronauti in tuta EVA.
6:20 Immagini della sala controllo del simulatore.
6:50 Prove di entrata nel LM.
9:20 Prove di entrata nel CM.

Preparation: Geology (18:00) - Riprese filmate a colori delle prove di EVA nel deserto, con simulatori di PLSS portati surrealmente sopra i jeans e simulatore di Rover. Commento audio.

Preparation: EVA training (33:57) - Riprese filmate a colori dell'addestramento all'EVA in tuta, al coperto.

Preparation: LM/LRV Checkout (15:50) - Riprese filmate a colori dei preparativi pre-lancio del LM e del Rover: prove di seduta, guida e assemblaggio componenti sul Rover con tute complete. L'audio proviene dall'Onboard Recorder in orbita lunare, durante il malfunzionamento del motore SPS.

Preparation: Rollout (45:37) - Riprese a colori. Audio effettivo. Trasporto del Saturn V alla rampa e riporto al VAB per problemi con i motori di manovra del CM. Trasporto successivo alla rampa e preparativi di lancio.

Departure: Launch Day (19:04) - Senza audio. Riprese filmate a colori: colazione degli astronauti, vestizione, trasporto alla rampa, entrata nel CM.

Departure: Launch (4:27) - Decollo. Riprese filmate a colori con angolazioni multiple. Nell'angolazione 2, a 1:09 si vede un modellino di Shuttle molto simile alla configurazione definitiva. Nell'angolazione 3, a 0:40 circa si vede James Burke della BBC.

To the Moon: Transposition and Docking (17:33) - Estrazione del LM. Angolazione 1: diretta TV a colori. Angolazione 2: ripresa a colori in 16mm dell'estrazione del LM. Angolazione 3: split-screen delle precedenti.

To the Moon: LM Skin Inspection (17:37) - Diretta TV a colori dall'interno del CM a guardare fuori, attraverso i finestrini, per ispezionare il LM. A 7:30, luccichio di particelle nello spazio.


DVD 2: Allunaggio e prima escursione sulla Luna


Nota: Il VOB 1 è la sequenza di credit iniziale della Spacecraft Films; il VOB 2 è da The Moon-Aboard 16 a The Moon-Mass Spectrometer Boom; il VOB3 è da EVA1-First steps a EVA1-Station 1.

The Moon: Aboard 16 (20:30) - Riprese 16mm a bordo del LM/CM durante il volo. Viste della Luna dall'orbita e a distanza (anche sfera intera). Molto instabili.
4:30 Ripresa CSM sganciato da LM. Visibile chiaramente la SIM bay.
7:50 Undocking LM/CSM pre-allunaggio (LM ha ancora descent stage). Roll per ispezione LM.
10:40 Lungo sorvolo lunare a bassa quota (circa 5 minuti). Immagine abbastanza stabile.
15:10 Vita a bordo. Apertura lattina di cibo. Preparazione cibo (reidratazione). Oggetti a zero g. Aperture lattine con cautela perché schizza via gelatina. Young mangia, gli sfugge il cucchiaio. Duke mangia. Esercizi con corde elastiche. Oggetti a zero g.

The Moon: Lunar Landing (5:50) - Audio Air to Ground e riprese 16 mm. CSM visibile. Allunaggio.
3:51 Polvere che schizza via spinta dal getto del LM.

The Moon: Landing Site Flyover (3:10) - Animazione computerizzata 3D che sorvola la zona di allunaggio e indica i vari punti di riferimento e i percorsi degli astronauti. Qui sotto ne mostro una versione muta e in bianco e nero per restare nei limiti del diritto di citazione.



The Moon: Mass Spectrometer Boom (9:30) - Senza audio. Sorvolo della Luna a quota orbitale con asta dello spettrometro di massa estesa e inquadrata. Ripresa su pellicola 16 mm.
6:30 Cambio pellicola (16mm b/n): immagine nera, nulla di visibile tranne qualche macchia occasionale.
8:45 Interno LM (16 mm b/n, molto sgranato). Vestizione con tute EVA.

EVA 1: First steps (65:25) - Audio della prima uscita dal LM, con riprese in 16 mm dall'interno del LM solo per 90 secondi (da 2:16 a 3:45) e una panoramica ottenuta assemblando alcune foto riprese dall'interno del LM. Si sente l'eco di ritorno delle comunicazioni da Terra.

EVA 1: Loading the LRV (34:55) - Riprese TV a colori per tutta la durata, con audio delle comunicazioni.
2:40 Charlie Duke cambia il caricatore della pellicola in EVA, tenta di soffiare via la polvere e ride parlandone con il Controllo Missione.



12:35 Astronauta si solleva sul MESA e scalcia, poi fa cadere oggetti.
15:00 Estrazione e assemblaggio della bandiera dal MESA. Il piazzamento della bandiera non viene inquadrato.
20:20 Saluto alla bandiera con salto. Calci alla polvere ben visibili.
26:40 Uso del telescopio UV con astronauta che calcia polvere in controluce.

EVA 1: Drive to ALSEP (36:20) - Audio delle comunicazioni radio con panoramiche ottenute montando le foto scattate in sequenza dagli astronauti e con foto singole. Nessuna immagine filmata o video.

EVA 1: ALSEP (120:24) - Riprese TV a colori dalla telecamera montata sul Rover, sequenza unica ininterrotta per 69 minuti, pausa di 3 minuti nel segnale TV, poi altra sequenza ininterrotta di 47 minuti. Gli astronauti vengono inquadrati solo dopo circa 5 minuti di panoramiche in altre direzioni.
10:35 Sabbia calciata molto ben visibile. Il lavoro con gli strumenti mostra chiaramente 1/6 g.
12:42 Un astronauta lancia via qualcosa.
14:35 Un astronauta lancia via qualcos'altro. Trivellazione del suolo per carotaggio.
19:50 Riflessi sull'antenna radio del PLSS.
23:10 Lancio oggetto con arco lento di caduta visibile.
26:40 Inciampo nei cavi (senza cadere). Astronauta inginocchiato.
30:25 Lancio di oggetto, arco di caduta visibile.
36:10 Lancio di altri oggetti con traiettoria bassa.
48:00 Polvere calciata ben visibile in primo piano.
56:16 Lancio di oggetto.
58:20 Molta polvere calciata, quasi-caduta di un astronauta.
1:01:00 Cambio improvviso di qualità: colore più saturo, maggiore contrasto, termina circa 1 minuto dopo.
1:09:45 Perdita di segnale TV "dovuta a problema di trasmissione vicino a Madrid".
1:13:06 Ripresa del segnale TV.
1:21:00 Si nota un puntino sospeso sopra l'orizzonte (probabilmente un difetto TV o polvere; ci sono altri pixel bruciati nella telecamera).
1:24:20 Altro puntino in cielo (si sposta insieme all'inquadratura).
1:26:50 Lancio di oggetto.
1:27:21 Altro lancio di oggetto.
1:30.00 L'asta che sporge dal Rover sembra una grande struttura artificiale sulla superficie della Luna. Ideale per mostrare quanto è facile fraintendere immagini senza contesto.
1:31:00 Un bel salto. Lancio di oggetti e cadute di oggetti "al rallentatore".
1:40:20 Bagliori verdi dell'antenna sul PLSS (effetto della color wheel).
1:51:00 Riprese ravvicinate degli astronauti. Riflessi nelle visiere. Pulizia delle fotocamere con un pennello. Cambio caricatore.

EVA 1: Traverse to Station 1 (32:20) - Audio delle comunicazioni radio accompagnato da foto Hasselblad singole, etichettate con l'identificativo, e da panoramiche assemblate partendo dalle foto Hasselblad.

EVA 1: Station 1 (43:15) - Riprese TV dal Plum Crater. Gli astronauti non sono visibili fino a 4:45.
7:50 La checklist oscilla vistosamente a 1/6 g.
8:50 Polvere calciata ben visibile.
18:10 Ripresa ravvicinata di un tentativo di raccogliere campioni: polvere che cade dal "badile" e polvere calciata dagli astronauti.
22:05 Immagini molto ravvicinate della polvere calciata e spostata dal "badile".
26:30 La caduta della polvere dal "badile" è eloquentissima indicazione di 1/6 g.
27:30 Lunga camminata degli astronauti in allontanamento dalla telecamera (quanto sarebbe grande il set?).
34:30 Astronauta scatta foto panoramiche girando su se stesso.
38:02 Zoomata all'indietro (utile per indicare le dimensioni del "set"). Gli astronauti si avvicinano alla telecamera. Polvere a 1/6 g spostata e calciata.
41:40 Momentanea commutazione a versione più satura e contrastata.
43:08 Riflesso molto nitido nella visiera.


DVD3: Parte conclusiva della prima escursione e inizio della seconda


Nota: Il VOB 1 è la sequenza di credit iniziale della Spacecraft Films; il VOB 2 è da EVA1: Traverse to Station 2 a EVA1: Finish; il VOB3 è da EVA2: Back Outside a EVA 2: Station 4.

EVA 1: Traverse to Station 2 (11:28) - Solo audio dell'EVA, accompagnato da foto singole e assemblate come panoramica.

EVA 1: Station 2 (23:20) - Riprese TV a colori in diretta dell'escursione, con audio sincronizzato delle comunicazioni Terra-Luna.
1:15 Pulizia dell'obiettivo della telecamera con un pennello.
Astronauti al lavoro con gli strumenti.
7:10 L'oscillazione del nastro è vistosamente a 1/6 g.
11.20 Interruzione e ripetizione di alcuni secondi di ripresa.
12:25 Ripresa ravvicinata di camminata e polvere calciata.
14:40 Lampo verde dell'antenna sul PLSS.
16:50-17.20 Astronauta tenta di raccogliere un sasso, gli sfugge e cerca di prenderlo con le mani ripetutamente mentre cade lentamente. Effetto 1/6 g molto eloquente.
19:05-20:50 Ripresa ravvicinata di camminata con polvere calciata. Astronauta avvolge un cavo che si contorce lentamente.

EVA 1: Traverse to LM (27:12) - Audio dell'escursione abbinato a foto assemblate in panoramiche e a riprese cinematografiche 16 mm.
10:20-12:48 (2:28) Riprese 16mm a colori della corsa del Rover, con audio sincronizzato. Getti di polvere parabolica ben visibili.

EVA 1: EVA Closeout (24:07) - Riprese TV a colori in diretta con audio sincronizzato.
Astronauti lavorano vicino al LM. Riflessi nelle visiere. Pulizia dell'obiettivo con un pennello.
3:10 Bandiera (interessante da confrontare con immagini delle EVA precedenti e successive).
8:13 Inquadratura della Terra.
11:20 Polvere calciata ben visibile. Astronauta maneggia una grande pietra.
19:15 Calci alla polvere e caduta in primo piano di un astronauta, con conseguente sollevamento di polvere molto vistoso.
19:45 Gli astronauti si puliscono a vicenda con un pennello.
21:50 Pulizia dell'obiettivo con riflessi della visiera in primo piano.
Si vede la mano di un astronauta che spegne la telecamera. Si legge l'ora sul suo orologio.

EVA 1: Finish (29:47) - Audio dell'escursione con foto.

EVA 2: Back Outside (11:13) - Audio della seconda escursione con alcune foto.

EVA 2: Loading Up (28:40) - Riprese TV a colori in diretta con audio sincronizzato. Preparazione del Rover vicino al LM.
1:36 Bandiera.
Immagini più contrastate e sature.
6:05 Controllo Missione indica le temperature: 135°F (57°C) al sole e -100/-150°F (-73/-100°C) all'ombra del LM.
14:30 Passaggio a immagine con dominante azzurra molto forte.
26:20 Bei riflessi nelle visiere.

EVA 2: Traverse to Station 4 (47:24) - Audio dell'escursione, con alcune foto e riprese 16mm con audio sincronizzato. Mancano i Quindar tones.
6:05-31:39 (25:34) Riprese ininterrotte in 16mm a colori a 1 fps da bordo del Rover in movimento.
31:39-37:14 (5:35) Riprese ininterrotte in 16mm a colori a 12 fps da bordo del Rover in movimento (segue da precedenti). Gli astronauti si esprimono in metri.
37:15 Foto in b/n.

EVA 2: Station 4 (48:58) - Riprese TV a colori con audio sincronizzato. Contrasto e saturazione molto forti.
0:47 Riflessi nelle visiere.
1:00 Dimostrazione della riflettività delle tute (il diaframma della telecamera deve adattarsi quando il PLSS è inquadrato, tanto che il terreno diventa quasi invisibile).
6:00 Pulizia dell'obiettivo. Bella dimostrazione della color wheel. Gli astronauti si esprimono in centimetri.
11:40 Notevoli riflessi nelle visiere.
12:00 Colori virati all'azzurro.
18:45 Camminata con polvere sollevata in controluce.
23:00 Caduta di un astronauta. Si rialza da solo.
31:25 Un astronauta canticchia.
33:00 Polvere calciata ben visibile.
33:15-35:00 Panoramica e zoomata che mostra bene le dimensioni del "set".
36:40 Segni e graffi indicano che si tratta di un riversamento da pellicola. Segue un cambio di qualità dell'immagine (meno contrastata).
42.30-43:50 Polvere calciata molto vistosa. I piedi affondano nella polvere.
44:10 Charlie Duke scatta una serie panoramica di foto e dice "Click... click... click..." intanto che gira su se stesso. Altra polvere calciata molto vistosa.


DVD4: Seconda parte della seconda escursione e prima parte della terza escursione


Nota: Il VOB 1 è la sequenza di credit iniziale della Spacecraft Films; il VOB 2 è da EVA2: Traverse to Station 5 a EVA2: Into Orion; il VOB3 è da EVA3: Day 3 a EVA3: Loading up.

EVA 2: Traverse to Station 5 (11:24) - Audio delle comunicazioni Terra-Luna accompagnato da foto assemblate in panoramiche e da foto singole.

EVA 2: Station 5 (44:17) - Riprese TV a colori con audio sincronizzato.
5:00 Polvere calciata molto nitida. Gli astronauti raccolgono campioni su un pendio molto inclinato, ma l'inclinazione si percepisce soltanto osservando i movimenti degli astronauti.
23:30 Dettaglio ravvicinato dei piedi degli astronauti e di come affondano nella polvere, sollevandola a ogni passo.
40:00 Bei primi piani degli astronauti, con riflessi nelle visiere e cambio caricatore di pellicola per la Hasselblad.
41:20 Si vede l'avanzamento della manovella sul caricatore di pellicola.
43:30 Astronauta salta a bordo del Rover.

EVA 2: Traverse to Station 6 (11:20) - Ripresa 16 mm a colori a 1 fps circa.
00:30 Astronauta pulisce fotocamera e telecamera. Riflessi nella visiera.
2:30 In movimento sul Rover, sempre a 1 fps.
9:30 Fine ripresa.

EVA 2: Station 6 (16:46) - Ripresa TV a colori con audio sincronizzato delle comunicazioni Terra-Luna.
1:00 Pulizia obiettivo telecamera con pennello.
4:18 Prima inquadratura degli astronauti. Lavorano vicino al Rover.
12:00 Cambio di qualità dell'immagine, probabilmente dovuta alla commutazione di supporto.
13:23 Cambio di qualità dell'immagine.
13:25 Astronauti frantumano una roccia a martellate.

EVA 2: Traverse to Station 8 (18:45) - Audio delle comunicazioni Terra-Luna accompagnato da foto assemblate in panoramiche.
6:18 Inizio riprese a colori 16mm dal Rover a 1 fps del viaggio alla Station 8.
17:38 Astronauti scendono dal Rover e sono visibili con riflessi dettagliati nei visori fino a fine riprese. Durata totale 16mm: 12:30 circa.

EVA 2: Station 8 (1:00:53) - Riprese TV a colori ininterrotte (tranne a 22:08, per 1 minuto) con audio sincronizzato delle comunicazioni Terra-Luna.
0:41 Pulizia obiettivo telecamera con pennello.
5:10 Astronauta martella per infilare sonda nel suolo.
5:43 Si tira il martello sui piedi. Poi mostra bene come ci si china, prendendo la rincorsa con un salto verticale, per raccogliere un oggetto (fallisce). Notare la grande quantità di polvere lunare calciata.
7:30 Chiaro esempio di come l'antenna del PLSS luccica o sparisce del tutto a seconda delle angolazioni.
13:00 Foto e raccolta campioni con polvere calciata in controluce.
21:48 Bella dimostrazione della perdita di percezione di scala: masso inquadrato con zoom si rivela essere un sasso piccolo quando si avvicina l'astronauta.
22:08 Perdita del segnale TV. Segnale radio audio molto debole.
23:05 Ripresa segnale, molto disturbato.
23:44 Ripresa segnale pulito.
24:40 Tentano di spingere un masso grande quasi quanto loro. Ci lavorano intorno a lungo.
36:50 Un astronauta fa un balzo verticale divaricando le gambe. Sembra proprio un classico salto di gioia.
47:50 Brusca caduta di un astronauta. Polvere calciata in controluce.
51:00 Vicino al Rover, in primo piano, polvere calciata.
Le immagini sembrano avere un frame rate ridotto. Viene sfogliata in modo ben visibile la cuff checklist.

EVA 2: Traverse to Station 9 (10:15) - Audio degli astronauti.
0:00 Riprese 16mm a colori a 1 fps dal Rover. Inizialmente stazionario, si muove da 2:30 in poi.
7:20 Il Rover si ferma.
9:20 La telecamera (non la cinepresa, proprio la telecamera) brandeggia.

EVA 2: Station 9 (32:10) - Riprese TV a colori ininterrotte (a parte un buco di 25 secondi), con audio sincronizzato delle comunicazioni Terra-Luna.
00:50 Pulizia obiettivo con pennello.
3:15 Astronauti entrano nell'inquadratura.
9:25 Lanciano un oggetto astiforme.
10:40 Bella sequenza di polvere calciata.
11:38 Interruzione del video; l'audio prosegue.
12:03 Ripresa del video.
15:20 Sequenza di corsa di un astronauta, chiaro esempio di andatura da 1/6 g.
18:45 Altra sequenza di corsa, con polvere sollevata.
21:00 Martellano una roccia fino a staccarne un frammento.
21:30 Astronauta si inginocchia e solleva polvere con il badile.
23:50 Bella sequenza di polvere calciata in primo piano.
29:00 Cambio caricatore di pellicola sulla Hasselblad in primo piano.
31:10 Riflessi nelle visiere in primo piano.

EVA 2: Traverse to Station 10 (29:50) - Audio delle comunicazioni Terra-Luna accompagnato da panoramiche costituite da foto assemblate.
8:07 Ripresa 16mm a colori da bordo del Rover in moto, forse 12 fps, sincronizzata con l'audio degli astronauti. Durata: 3:44.
10:35 Polvere sollevata visibile davanti al Rover contro il cielo.
11:51 Fine ripresa 16mm. Inizio sequenza di foto.

EVA 2: Station 10 (23:48) - Riprese TV a colori.
0:00 Visibile il LM a una certa distanza.
0:30 Pulizia obiettivo telecamera.
5:30 Astronauta lavora con martello per inserire una sonda, gli cade il martello sul piede. Compie acrobazia per recuperarlo.
7:00 Astronauta estrae la sonda e fa un salto per inerzia.
14:10 Astronauta cade e fa molta fatica a rialzarsi.
20:00 Camminata con polvere calciata in primo piano.
21:40 Zoomata sul LM.
23:00 Zoomata a seguire un astronauta dal Rover fino al LM. Ottima per indicare le dimensioni del "set".

EVA 2: Return to LM (3:05) - Audio delle comunicazioni insieme a foto assemblate a formare panoramiche e insieme a foto singole.

EVA 2: EVA2 Closeout (24:15) - Riprese TV a colori con audio Terra-Luna sincronizzato.
Il Rover è vicino al LM, che viene inquadrato in dettaglio mentre gli astronauti lavorano.
00:30 Riflessi nei visori in primo piano.
7:50 Bandiera.
8:20 Inquadratura della Terra, con zoomata.
9:45 Bandiera.
11:20 Cambio di qualità (maggiore contrasto e saturazione, minore definizione; riversamento da copia su pellicola, si vedono pelucchi).
15:10 Pulizia a pennello dei pannelli solari del Rover, primissimo piano di polvere calciata. Lunga inquadratura fissa su un dettaglio del Rover.
23:50 Altro primissimo piano di calciata con orma netta nel terreno.

EVA 2: Into Orion (12:44) - Audio delle comunicazioni accompagnato da poche foto.

EVA 3: Day 3 (18:00) - Solo audio degli astronauti e del Controllo Missione.
00:30 Una voce del Controllo Missione dice che la temperatura del suolo al sole è prevista di circa 185°F (85°C) mentre nella prima EVA era di 90°F (32°C).
11:00 Si sente chiaramente l'eco di ritorno dal Controllo Missione.
11:20 Controllo Missione avvisa che Honeysuckle sta già ricevendo video, ma non c'è modo di vederlo a Houston.

EVA 3: Loading up (13:50) - Diretta TV dalla telecamera del Rover.
2:15 Viene inquadrata la bandiera.
3:10 Inquadrato il LM e gli astronauti.
12:20 Preparazione di una telecamera o cinepresa montata sul Rover.


DVD5: Seconda parte della terza escursione e decollo dalla Luna


Nota: Il VOB 1 è la sequenza di credit iniziale della Spacecraft Films; il VOB 2 è da EVA3: Traverse to Station 11 a Lunar Liftoff: Liftoff preparation; il VOB3 è da catalogare.

EVA3: Traverse to Station 11 (42:57) - Audio delle comunicazioni accompagnato da panoramiche di foto assemblate.

EVA3: Station 11 (81 minuti) - Diretta TV a colori con audio sincronizzato delle comunicazioni degli astronauti.
1:50 Astronauta passa vicino a telecamera e poi si allontana moltissimo fino a ciglio di avvallamento. Ottimo per mostrare dimensioni del "set". Si vede House Rock.
10:50 Caduta di un astronauta, si rialza da solo. Camminata con polvere calciata in controluce.
Lavoro fra le rocce e le collinette.
48:40-55:05 Si incamminano direttamente verso House Rock. Fanno sosta, poi raggiungono House Rock.
1:08:05-1:10:20 Ritorno da House Rock.
1:10 (circa) Lavoro al Rover e alla cinepresa. Riflessi nelle visiere molto ben visibili.

EVA3: Traverse to Station 13 (12:37) - Audio delle comunicazioni accompagnato da alcune foto.
0:35 Ripresa 16mm dal Rover in movimento a circa 12 fps. Si solleva ripetutamente la polvere, che si staglia contro il cielo.
3:58 Termina la ripresa 16mm. Panoramiche di foto assemblate e singole fino alla fine.

EVA3: Station 13 (22:00) - Diretta TV a colori con audio sincronizzato delle comunicazioni degli astronauti.
0:45 Pulizia dell'obiettivo con un pennello.
Lavoro nelle vicinanze di un masso molto grande.
6:10 Si nota che la parte in ombra del masso non è completamente buia come sostengono i lunacomplottisti.
11:20 Un astronauta lavora all'ombra del masso e si scorge il suo viso perché ha la visiera alzata.

EVA3: Return to LM (35:03) - Audio delle comunicazioni accompagnato da alcune foto.
3:25 Ripresa 16mm a colori da bordo del Rover, astronauta visibile, a 12 fps secondo quanto detto da un astronauta all'inizio del capitolo.
5:16 Termina la ripresa. Serie di foto e audio delle comunicazioni.

EVA3: Final moments (1:55:03) - Riprese TV a colori in diretta e fotografie, con audio sincronizzato delle comunicazioni.
0:40 Perdita momentanea di segnale TV.
1:15. LM visibile. Pulizia obiettivo.
5:30 Astronauti versano della polvere lunare che cade lentamente.
7:00 Si nota un apparente velo di polvere sull'obiettivo, ma solo da una parte (a sinistra). La velatura scompare poco dopo per poi ricomparire.
10:50 Astronauta calcia intenzionalmente la polvere, sollevandola molto vistosamente.
25:00 (circa) Un astronauta cammina vicino e intorno al LM (buona dimostrazione delle dimensioni del "set").
28:55 Fine riprese TV. Inizio serie di fotografie.
32:20 Momentanea ripresa delle trasmissioni TV, che si interrompono quasi subito.
34:30 Ricominciano le trasmissioni TV. Astronauti lavorano vicino al Rover.
35:35 Pulizia dell'obiettivo.
38:50 Lancio di un oggetto.
40:45 Riprese ravvicinate degli astronauti. Riflessi ben visibili nelle visiere. Il PLSS con le bande rosse non è indossato da chi ha il casco con le bande rosse. Spiegazione da Spacecraft Films: "At the end of the EVA [la EVA 2], a portion of the commander's PLSS antenna was broken off. Because of the nature of the communications configuration, the LMP and the CDR switched oxygen purge systems (the segment which contains the antenna) for EVA 3."
42:13 Dettaglio del telescopio UV all'ombra del LM.
45:10 Bandiera.
53:00 Astronauta scaglia un oggetto astiforme.
1:02:05 Astronauta salta verticalmente. Poi entrambi si mettono a saltare e uno cade all'indietro. L'inquadratura è parzialmente coperta dal Rover.
1:03:30 Fine riprese TV. Serie di foto.
1:16:05 Ripresa delle trasmissioni TV.
1:18:50 Astronauta maneggia e tende un cavo a nastro che oscilla lentamente.
1:24:50 Pulizia obiettivo.
1:27.30 Inquadratura larga del LM e di astronauta che vi cammina vicino. L'immagine è molto inclinata.
1:31:25 Serie di zoomate a stringere e ad allargare degli astronauti che lavorano accanto al LM (utile per la questione delle dimensioni del "set").

Lunar Liftoff: Liftoff preparation (44:20) - Diretta TV a colori dal Rover. Inquadratura sostanzialmente statica del LM, con gli astronauti già a bordo e non visibili.

Lunar Liftoff: Lunar Liftoff, Angolazione 1 (15:15) - Decollo dalla Luna, ascent stage seguito solo nei secondi iniziali e poi perso. Un oggetto sembra cadere, o è l'ascent stage. Si vede l'accartocciamento del rivestimento esterno posteriore dell'ascent stage.
12:10 Falce di Terra.

Lunar Liftoff: Lunar Liftoff, Angolazione 2 (15:15) - Ripresa del decollo su pellicola a colori 16 mm dall'interno del LM.

Lunar Liftoff: Lunar Liftoff, Angolazione 3 (15:15) - Split-screen delle due angolazioni precedenti sincronizzate.


DVD6: Partenza dalla Luna, viaggio di ritorno, EVA di Mattingly


Coming home: Lunar orbit docking (VOB2, 2:55) - Riprese 16mm. Ispezione e rendezvous LM/CSM, visto dal CSM. Visibile il danno al rivestimento esterno posteriore del LM. Audio parziale delle comunicazioni.

Coming home: Transearth EVA, Angolazione 1 (VOB2, 32:12) - Riprese TV a colori con audio sincronizzato dell'EVA di Ken Mattingly durante il tragitto Luna-Terra.
2:16 Momentanea perdita di segnale TV. Buio e immagini indistinte fino a 6:05.
6:05 Vista del SM e di Mattingly e di un altro astronauta in stand-up EVA all'esterno del SM.

Coming home: Transearth EVA, Angolazione 2 (VOB2, 7:47) - Riprese 16 mm a colori con audio sincronizzato dell'EVA di Ken Mattingly durante il tragitto Luna-Terra.
6:20 Inizio riprese a circa 12 fps.
9:40 Rimozione e lancio manuale delle coperture (traiettoria non visibile).
11:50 Visibile la bobina contenente la pellicola della Panoramic o Metric Camera.
14:07 Fine riprese.

Coming home: Transearth EVA, Angolazione 3 (VOB2, 32:12) - Combinazione in split-screen delle due angolazioni sincronizzate con l'audio.

Coming home: LRV Panorama (16:35) - Riprese TV a colori della zona di allunaggio, fatte dalla telecamera sul Rover sulla Luna, dopo la partenza degli astronauti, sincronizzata con le comunicazioni audio, a 227:53, 228:08, 228:25 e 229:08 GET secondo Spacecraft Films.
4:00 (circa) Voci lungamente sovrapposte.
8:00 Bandiera inclinata (immagine qui accanto, raddrizzata ed elaborata per esaltarne i dettagli).

Earthbound: CM TV Transmission (VOB3, 14:27) - Diretta televisiva a colori dall'interno del CM.
1:35 Inquadratura della Luna piena.
8:00 Lunga pausa di buio.
8:20 Si riprende a intravedere qualcosa, poi tornano immagini nitide della confusione all'interno del CM.
10:50 Visibile il display del computer del CM.

Earthbound: News Conference (VOB3, 20:35) - Conferenza stampa televisiva dei tre astronauti dal CM.

Earthbound: Recovery (VOB3, 43:58) - Immagini del rientro e del recupero accompagnate dalle comunicazioni radio sincronizzate.
Riprese 16mm a colori dal CM:
0:00 Rientro in alta atmosfera.
8:40 Apertura drogue chutes.
9:50 Apertura paracadute principali.
10:15 Riprese a colori dal ponte della portaerei e dall'elicottero di recupero.
12:40 Ammaraggio in vista della portaerei visto da varie fonti, anche aeree. La capsula ammara in assetto Stable 2 (inclinata di lato), poi viene raddrizzata.
22:00 Riprese TV a colori miste a riprese su pellicola.
29:00 Recupero del primo astronauta.
36:50 Atterraggio dell'elicottero con gli astronauti sulla portaerei Ticonderoga.
38:20 Uscita degli astronauti.
39:20 Discorso di Young, Mattingly e Duke.

2009/02/08

In una foto si vede una "C" su un sasso e un'altra "C" sul terreno accanto al sasso: sono i riferimenti dello scenografo!

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle affermazioni lunacomplottiste più ricorrenti è che in una foto della missione Apollo 16, chi allestì il set cinematografico si tradì, lasciando in bella mostra una delle lettere di riferimento usate dagli scenografi per pianificare la collocazione delle rocce sul finto terreno lunare.

E' una tesi proposta, per esempio, dall'autore francese Philippe Lheureux, nel suo libro Lumieres sur la Lune, e alla TV francese France 2, come riferisce la BBC in un articolo del 2001.

La foto in questione è questa, catalogata come AS16-107-17446 e scaricabile in altissima risoluzione da Hq.nasa.gov: ritrae l'astronauta Charlie Duke alla Station 4 di Stone Mountain.



La lettera, una C, comparirebbe sul sasso in basso a sinistra, come evidenziato in quest'immagine:



Vi sarebbe inoltre una seconda lettera C nel terreno, accanto al sasso che reca la presunta lettera corrispondente, come suggerisce quest'immagine tratta da Ufos-aliens.co.uk:



Questa presunta prova di complotto si può liquidare già usando soltanto il buon senso: una pubblicazione ufficiale di una foto che mostra due lettere C che non ci devono essere implicherebbe una catena d'errori davvero assurda: avrebbero dovuto sbagliare prima l'allestitore, lasciando in vista ben due segni di riferimento, poi il fotografo, che non si sarebbe dovuto accorgere dei segni lasciati in mostra, e poi tutta la serie di persone addette alla selezione e pubblicazione delle fotografie. Possibile che in tutta questa catena di addetti, nessuno abbia notato l'errore che rovinava la messinscena supersegreta?

C'è un'altra argomentazione di buon senso: che senso avrebbe etichettare dei sassi di scena con una singola lettera? E' un sistema di etichettatura che permetterebbe soltanto ventisei oggetti. Un po' pochi per un set che deve ritrarre la Luna, la cui superficie è costellata di sassi, sassi e ancora sassi.

E ancora: come farebbe la "C", se fosse davvero tracciata su un lato inclinato di un sasso ruvido e irregolare, ad avere una forma così sorprendentemente regolare dal punto di vista di sbieco dal quale la si guarda in questa foto?

L'origine dell'anomalia


A queste obiezioni logiche possiamo però aggiungere anche la spiegazione tecnica, resa ancora più significativa dal fatto che l'ha trovata un lunacomplottista e che la "C" è effettivamente presente nella "versione ufficiale" fornita da un sito della NASA. Infatti è tuttora ben visibile qui presso Jsc.nasa.gov, il sito del Johnson Space Center, come si può vedere qui sotto cliccando sulla foto per ingrandirla:



Steve Troy di Lunaranomalies.com, un sito che sostiene varie prove di complotto lunare (ma non questa) [2010/02/08: il sito non esiste più ma è archiviato qui su Archive.org, senza immagini], spiega in estremo dettaglio che nel 2001 si fece mandare da vari enti collegati alla NASA delle copie su pellicola di questa foto e le analizzò alla ricerca della presunta "C", senza trovarla. Così ricontattò gli enti per chiedere come mai un sito "ufficiale" invece presentava la "C", e uno di essi, il Lunar and Planetary Institute di Houston, scoprì che una delle loro stampe recava appunto il segno anomalo, che però non era presente nelle pellicole (copie degli originali scattati sulla Luna) dell'LPI.

L'LPI fornì a Troy una scansione alla massima risoluzione possibile della stampa in questione, che chiarì la natura del segno misterioso: un pelucco.





Chiaramente non si tratta di un segno di matita, ma di un pelucco arricciato. Non sembra un caso che la "lettera" trovata sul sasso sia proprio una di quelle a curva o linea semplice che un pelucco forma spontaneamente, anziché, per esempio, una K o F o H o M o A.

Il Johnson Space Center spiegò a Troy che una di queste stampe difettate era stata acquisita con uno scanner per il sito della NASA verso la fine degli anni 80 o i primi anni 90 del secolo scorso, e da qui era rimasta sul sito.

In altre scansioni della stessa fotografia, eseguite direttamente dagli originali, la "C" sul sasso non c'è, e si nota che l'altra presunta "C" è in realtà semplicemente un'ombra prodotta da una piccola asperità del terreno. Vista in immagini di bassa qualità, perde la propria irregolarità e somiglia a una lettera "C", ma l'illusione scompare guardando in dettaglio: