2012/06/23

Occhiali da sole lunari

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di frego-net ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle poche immagini che ritraggono Armstrong, Aldrin e Collins a bordo durante la missione Apollo 11 è la AS11-36-5390, che mostra Aldrin all'interno del LM durante il viaggio verso la Luna, mentre ripone i propri occhiali da sole.

Foto AS11-36-5390. Credit: NASA.

Per gli appassionati di cimeli e chicche spaziali, si tratta di occhiali da sole della American Optical, specificamente il modello Original Pilot Sunglasses. Secondo il sito della American Optical, il paio indossato durante la missione Apollo 11 da Neil Armstrong è ora in mostra al museo Smithsonian di Washington, ma stando al catalogo online del museo c'è invece quello di Michael Collins, mostrato qui sotto insieme alla sua custodia in betacloth.

Credit: Smithsonian Museum.

La foto qui sotto, proveniente da una pagina non più disponibile di Earthtothemoon.com, mostra gli occhiali da sole di Pete Conrad, indossati sulla Luna durante la missione Apollo 12 e messi all'asta nel 1992.

Credit: Earthtothemoon.com.

Ci si potrebbe immaginare che per le pionieristiche missioni lunari fu realizzato chissà quale modello di occhiali da sole ultratecnologico e costosissimo, ma invece si trattò di esemplari standard che facevano parte della dotazione normale di tutti i militari statunitensi. Oggi un esemplare nuovo di questi occhiali costa meno di 100 dollari (e anche meno su Amazon). La American Optical consegna anche fuori dagli Stati Uniti, sia pure con costi molti alti di spedizione, ma ha rivenditori in molti paesi, Italia compresa.

Non è chiaro, dalle fotografie Apollo, quale colore di lente e di montatura fu scelto dai vari astronauti. Un ingrandimento della foto di Aldrin, mostrato qui sotto, può forse aiutare a chiarire questo dettaglio.

Dettaglio della foto AS11-36-5390. Credit: NASA.

Una particolarità: secondo USAgencyWatches, ai piloti si consiglia di usare occhiali da sole non polarizzati, perché la polarizzazione può rendere illeggibili gli schermi degli strumenti elettronici (che spesso sono a loro volta polarizzati), fa sembrare opachi alcuni tipi di tettuccio o finestrino e può indurre vertigine durante le virate fortemente inclinate quando la testa del pilota s'inclina rispetto all'orizzonte.

2012/06/21

Buzz Aldrin: la bandiera sulla Luna cadde al decollo

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di Cristiano Maria Gas*.

In questo video, caricato un giorno fa su Youtube e presumibilmente ripreso al recente Spacefest 4 di Tucson (a giudicare dal logo sul portatessera e da queste foto), Buzz Aldrin racconta un dettaglio poco conosciuto e a lungo taciuto della missione Apollo 11 che lo vide sbarcare sulla Luna insieme a Neil Armstrong: la bandiera cadde al momento del decollo.


Queste sono le parole di Aldrin (da 3:00 in poi nel video): “Six flags on the Moon, ours was the best-looking flag!... Until we lifted off, and it blew over. And I suspect that unless you place the flag quite a ways away, it probably blew over also.” La persona che lo sta intervistando gli chiede: “Did Neil see that out the window at takeoff?” Aldrin risponde: “Yeah, I didn't see it. He said. But he shared it with me, and we decided it wasn't necessary to inform the public [and we needn't].”

La vicenda è già stata raccontata da Aldrin per iscritto in altre occasioni (una delle prime è datata 1975, nel libro Apollo Expeditions to the Moon di Edgar M. Cortright, capitolo 11.6, “I was concentrating on the computers, and Neil was studying the attitude indicator, but I looked up long enough to see the flag fall over”, e la sua autobiografia Return to Earth ne accennava già nel 1973). Tuttavia è interessante sentirla oggi dalla sua viva voce e notare che in questa versione del racconto fu soltanto Neil Armstrong a veder cadere la bandiera. Sarebbe quindi possibile chiedere anche ad Armstrong una conferma o smentita di questo dettaglio e dell'iter che portò alla scelta di tacere su un aspetto propagandisticamente poco desiderabile di una missione per il resto assolutamente trionfale.

La questione è interessante non solo dal punto di vista storico, ma anche da quello dell'integrità della versione pubblica della ripresa in 16mm del decollo del LM di Apollo 11 dalla Luna. Questa ripresa, infatti, inizia mentre il decollo è già in corso e non mostra mai il sito di allunaggio, come si può vedere qui presso Footagevault.com.

Altri decolli furono invece ripresi integralmente, mostrando bene il sito di allunaggio e l'effetto del getto del motore di decollo sulla bandiera. Questo è il decollo di Apollo 14 (si noti che la bandiera di Apollo 14 fu collocata a una distanza paragonabile a quella di Apollo 11):


Non ci sono tagli evidenti della coda iniziale di pellicola della ripresa di Apollo 11 e nelle comunicazioni radio di Armstrong e Aldrin non c'è alcun riferimento all'avviamento della cinepresa, ma volendo giocare per un momento a fare i lunacomplottisti, si potrebbe ipotizzare uno scenario piuttosto credibile nel quale la ripresa integrale fu in realtà avviata appena prima del decollo, come per le altre missioni, ma che fu deciso di non pubblicarne i secondi iniziali per non rendere noto il dettaglio politicamente imbarazzante e simbolicamente significativo della bandiera caduta.

Uno scenario alternativo è che Aldrin e Armstrong, resisi conto che riprendere la bandiera a terra non sarebbe stato apprezzato, decisero di avviare la cinepresa con pochi secondi di ritardo, per evitare che ve ne fosse traccia fotografica.

C'è anche un altro aspetto interessante della bandiera di Apollo 11: si spostò dopo il rientro degli astronauti nel LM e prima del decollo. La dinamica e le cause di questo spostamento saranno l'argomento di un prossimo articolo.

2012/06/13

Apollo 11: la tensione al Controllo Missione

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Foto S69-39601, 20 luglio 1969. Da sinistra a destra: Charlie Duke (CAPCOM di Apollo 11, futuro astronauta lunare nella missione Apollo 16), Jim Lovell e Fred Haise (futuri protagonisti della missione Apollo 13 e membri dell'equipaggio di riserva della missione Apollo 11).

Consiglio vivamente di apprezzare la nitidezza e il dettaglio dell'originale ad altissima risoluzione, che è su Archive.org.

Credit: NASA.

Apollo 11, il sito di allunaggio fotografato in orbita dall'equipaggio

di Paolo Attivissimo, con il contributo degli autori dell'Apollo Lunar Surface Journal e di Roland Suhr.

La fotografia AS11-37-5447, mostrata qui sotto e tratta dalla missione Apollo 11, contiene un dettaglio che non si nota subito ma è molto interessante.


Quello che a prima vista può sembrare un altro dei tanti crateri è in realtà il modulo di comando e servizio dell'Apollo 11 visto frontalmente. La foto, infatti, è stata scattata dall'interno del modulo lunare poco dopo lo sgancio dal modulo di comando per scendere verso la superficie lunare.

Come spiega Roland Suhr, il posizionamento del CSM al di sotto del LM faceva parte delle manovre previste per lo sgancio. Il Press Kit di Apollo 11 ne parla a pagina 33: "A radially downward service module RCS burn of 2.5 fps will place the CSM on an equiperiod orbit with a maximum separation of 2.2 nm one half revolution after the separation maneuver." Lo stesso Press Kit illustra la manovra a pagina 36.


Il modulo di comando e servizio è chiaramente riconoscibile in questo ingrandimento della porzione centrale della foto.


Ma l'aspetto ancora più interessante di questa foto è lo sfondo. Infatti a sinistra e in alto rispetto al veicolo si può osservare un dettaglio molto speciale, indicato dalla freccia nell'immagine qui sotto.


Non è un punto qualsiasi della superficie lunare: è la zona di allunaggio dell'Apollo 11. Il punto preciso è indicato dalla punta della freccia. Lo possiamo verificare confrontando questo dettaglio con le immagini astronomiche del sito di allunaggio di Apollo 11 (il Mare della Tranquillità), come hanno fatto Ulli e Christian Lotzmann per l'ALSJ.

Le foto Apollo non finiscono mai di regalare sorprese.

2012/06/10

Tutto Moonscape in anteprima: versione 0.18

di Paolo Attivissimo

Ho pubblicato su Vimeo una versione preliminare degli otto capitoli che compongono Moonscape. C'è ancora molto lavoro da fare (manca la voce narrante, mancano le animazioni e alcuni spezzoni sono in qualità provvisoria), ma la sottotitolazione inglese è completa e si comincia a intravedere la struttura e il materiale sul quale costruire il resto del lavoro.


Contact Light: la cronaca della discesa





1. Lo sbarco di Neil Armstrong (17:02)






2. Lo sbarco di Buzz Aldrin (17:09)






3. Piazzamento della telecamera (17:43)






4. Attività sperimentali, mobilità e fotografie (prima parte) (15:19)






5. Attività sperimentali, mobilità e fotografie (seconda parte) (50:33)





6. Piazzamento degli strumenti scientifici e rientro nel LM (61:44)


Prima parte:



Seconda parte:




7. Riposo nel LM (28:02)





8. Lancio degli zaini PLSS (1:42)


2012/05/29

Gli errori lunari di “Men in Black 3”

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

ATTENZIONE: Questo articolo contiene anticipazioni sulla trama e sul finale del film. Se non avete ancora visto Men in Black 3 e non volete saperne la trama, non leggete questo articolo. Siete stati avvisati.

Il terzo film della serie Men in Black include un viaggio nel tempo che porta al 1969 e inevitabilmente cita gli eventi spaziali del periodo.

Secondo avvertimento: SPOILER IN ARRIVO. I prossimi paragrafi descrivono la trama del film e parte del suo finale.

Sembra esserci una certa predilezione, ultimamente, per le citazioni delle missioni Apollo nelle megaproduzioni di Hollywood. Dopo Transformers 3, anche Men in Black 3 coinvolge nella propria trama, e in modo importante, la missione Apollo 11 che portò al primo sbarco umano sulla Luna.

Il taglio è decisamente più leggero rispetto al kolossal di Michael Bay, ma le scene con l'Apollo 11 di MIB3 sono comunque un'occasione ghiotta per ricordare al pubblico giovanile questa grande impresa reale di oltre quarant'anni fa.

Senza nulla togliere all'allegria e all'umorismo del film, assolutamente godibile, ci sono alcune chicche ed errori che segnalo qui puramente come divertissement per appassionati.

All'inizio del film, quando il cattivo di turno evade dalla prigione sulla Luna, viene inquadrato un sito di allunaggio. Per pochi istanti si scorgono un LM e la bandiera degli Stati Uniti. Tuttavia la gag visiva, peraltro efficace, contiene alcuni errori importanti che faranno sorridere il geek ancora di più.


1. La polvere lunare si muove in modo sbagliato. Nel vuoto, l'impatto dei piedi dell'alieno che atterra sul suolo lunare dovrebbe proiettare polvere in tutte le direzioni, secondo una traiettoria parabolica non frenata dall'atmosfera, come si vede nelle riprese cinematografiche e televisive degli sbarchi effettivamente avvenuti. Invece in MIB3 la polvere forma volute ben visibili, come se sulla Luna ci fosse un'atmosfera densa come quella terrestre. È un errore ricorrente nella rappresentazione cinematografica di questo dettaglio, sbagliato persino in 2001: Odissea nello spazio di Kubrick.

Polvere lunare sbagliata (la nuvoletta sotto il personaggio che sta saltando).


2. Il LM viene mostrato intero. Lo stadio di risalita (ascent stage), usato dagli astronauti per decollare dalla Luna, è ancora al suo posto sopra lo stadio di discesa. Questo è un errore tecnico (commesso peraltro anche da Transformers 3), probabilmente motivato dalla necessità di mostrare il LM in una configurazione facilmente riconoscibile anche dal profano, oppure implica che nell'universo di MIB una missione lunare Apollo si è conclusa tragicamente con la perdita dei due astronauti scesi sulla Luna.

LM ancora intero (con stadio di risalita).


3. La bandiera è troppo vicina al LM. Ed è anche nella posizione sbagliata rispetto al LM (è sul retro anziché davanti). Anche qui si tratta probabilmente di una licenza artistica per ottenere una buona compattezza visiva della gag, ma dal punto di vista tecnico è un errore, perché se si tratta della missione Apollo 11 (come è presumibile, visto il riferimento nel finale) la bandiera dovrebbe essere per terra (Aldrin riferì di averla vista cadere al decollo, spinta dal getto del motore); se si tratta di un'altra missione, la bandiera dovrebbe trovarsi molto più lontana dal LM. Si potrebbe anche ipotizzare che qualcuno, nell'allestire il “monumento” commemorativo, abbia deciso di ripiantare la bandiera, oppure che si tratti di una missione lunare che è esistita soltanto nell'universo di MIB.



4. Il sito di allunaggio è sbagliato. La zoomata all'indietro che conclude la scena prima dei titoli di testa rivela che il sito in cui si trova il LM non è in uno dei luoghi in cui allunarono i veicoli Apollo, ma è vicino al Mare Marginis, verso il lato nascosto dal punto di vista dell'osservatore terrestre. Fra l'altro, è apprezzabile che sia stata utilizzata la geografia lunare reale.

Le strutture scure al centro dell'inquadratura sono accanto al sito in cui si trova l'LM.

La chiazza scura è il Mare Marginis.

A ore 11 il Mare Crisium; a ore 9 il Mare Foecunditatis e il Mare Tranquillitatis.


Verso la metà del film, inoltre, viene inquadrata la Luna, che però è nella fase sbagliata rispetto alla data nella quale si svolgono gli eventi. Il 16 luglio 1969, infatti, la Luna era una falce sottile di primo quarto. La fase lunare è importante, perché determina la lunghezza delle ombre nelle foto lunari e la temperatura del suolo.

Il finale del film si svolge....

ULTIMO AVVERTIMENTO: i paragrafi che seguono rivelano il finale di Men in Black 3. Se non volete conoscerlo, non leggete oltre. Non ci saranno altri avvisi.

... direttamente sulla rampa di lancio dell'Apollo 11, durante il decollo del Saturn V con a bordo Armstrong, Aldrin e Collins. Qui si notano almeno due errori tecnici:

  • Condensa sbagliata. Mentre il Saturn V è in attesa del decollo, dai gruppi di quattro motori di manovra (RCS thrusters) del modulo di servizio fuoriescono degli sbuffi bianchi simili a quelli visibili negli altri stadi del lanciatore nelle riprese del decollo effettivo. Questo è un errore, perché i motori di manovra non usavano propellenti criogenici (i cui sistemi di raffreddamento producevano questi sbuffi).
  • Launch Escape System inefficace. Il dispositivo che deve salvare la Terra è un ciondolo che deve essere portato nello spazio dal Saturn V. La soluzione dei MIB è agganciarlo al Launch Escape System, il razzo d'emergenza concepito per portare in salvo la capsula Apollo e i suoi occupanti in caso di problemi al Saturn V. Tuttavia è altamente improbabile che un oggetto semplicemente agganciato avrebbe resistito alle sollecitazioni aerodinamiche del decollo, e soprattutto il LES veniva sganciato prima dell'entrata in orbita, a circa 43 miglia (70 km) di quota, per cui il ciondolo non sarebbe arrivato ad orbitare nello spazio.

Condensa dai motori di manovra del SM: scenografica ma sbagliata.

Dettaglio della condensa sbagliata.


Tutto questo impedirà di godersi il film? Assolutamente no. Anzi, è una scusa divertente per ripassare i dettagli delle missioni Apollo.

    2012/05/23

    Pronta l'edizione 2012 aggiornata di ”Luna? Sì, ci siamo andati!”

    di Paolo Attivissimo

    Ho aggiornato e ampliato il mio libro Luna? Sì, ci siamo andati!, che risponde ai più frequenti dubbi sugli sbarchi lunari e racconta alcune delle chicche poco conosciute di queste avventure esplorative rimaste ineguagliate a distanza di quarant'anni.

    Il testo è stato riveduto, ampliato e aggiornato per tenere conto della nuova documentazione, sia russa sia statunitense, delle dichiarazioni e delle interviste più recenti agli astronauti e ai tecnici protagonisti delle missioni, e delle immagini offerte dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter che ha fotografato in dettaglio i siti degli allunaggi.

    L'edizione 2012A di “Luna?” aggiunge circa 14.000 parole e 30 pagine alla precedente, sotto forma di nuovi sottocapitoli e di un'appendice che riepiloga tutti i dati salienti delle missioni Apollo in un formato di pratica consultazione. L'elenco completo degli aggiornamenti è pubblicato qui.

    Questa nuova edizione viene pubblicata simultaneamente su carta e in formato digitale. L'edizione cartacea è acquistabile su Lulu.com oppure direttamente dalle mie mani in occasione delle conferenze che tengo su questo e altri argomenti. L'edizione digitale è scaricabile gratuitamente come PDF a bassa risoluzione e come EPUB oppure a prezzo simbolico (5,40€) in formato Kindle su Amazon.it.

    Maggiori dettagli sul libro sono nell'articolo di presentazione. Buona lettura e ad astra!