2015/04/29

Recensione: Apollo 17 - End of the Beginning (Spacecraft Films)

di Paolo Attivissimo

Questo, per ora, è il semplice elenco parziale dei contenuti del cofanetto, costituito da ben 6 DVD. I dettagli verranno aggiunti man mano che ho tempo di completare la catalogazione di tutto questo materiale, che in totale dura circa 27 ore.

Disco 1


Training: Eva Training () - Geology Training () - Vomit Comet (14:37) - Altitude Chamber ()

Preparation: Equipment Checkout (24:55), con un bel commento di geologia da parte di Harrison Schmitt - Rollout (25:35) 28 agosto 1972 - Ready to Go (9:49), cena prima della partenza, vestizione, camminata al furgone, sulla torre, entrata nella capsula dalla White Room.

Heading out: Launch Cutoff (23:00), diretta TV pre-decollo - Launch (), multiangolo del decollo.

Onboard: da documentare


Disco 2


Taurus-Littrow: Taurus-Littrow Landing site (2:09), animazione digitale con sorvolo e mappatura dell'area di allunaggio - Landing at Taurus-Littrow (5:20), ripresa 16mm a colori della discesa.

EVA 1: Commander's First Steps () - Deploying and Loading Rover () - First Television (52:27) - Driving to ALSEP Site (7:30), solo foto - ALSEP Deployment () - Traverse to Geology Station 1 ()


Disco 3


(da documentare)


Disco 4


(da documentare)


Disco 5


EVA 3: Traverse to Station 7 () - Station 7 () - Traverse to Station 8 () - Station 8 () - Traverse to Station 9 () - Station 9 (51:35), diretta TV da GET 167:55:45 a GET 168:46:40 - Return to LM (31:50), solo foto e audio, da GET 168:46:44 a GET - Final Closeout (1:23:50)

Leaving Taurus Littrow: (da documentare)


Disco 6


Starting for Home: Lunar Orbit Rendezvous - Lunar Orbit Docking

Goodbye Moon: CSM from LM and LM Jettison () - Views of the Moon ()

Transearth EVA: Transearth EVA preparation () - Transearth EVA Part 1 () - Transearth EVA Part 2 ()

Journey's End: Press Conference () - Entry, Splashdown, Recovery ()

2015/01/05

53 anni fa la NASA rendeva pubblici i primi disegni del veicolo spaziale Apollo

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di santinifil*.

Fonte: NASA History Office.
Il 5 gennaio 1962 la NASA rendeva pubblici i primi disegni della capsula Apollo che avrebbe portato l'uomo sulla Luna. Pochi giorni più tardi annunciava che il razzo vettore sarebbe stato un C-5, noto oggi come Saturn V.

È affascinante confrontare il disegno mostrato qui sopra con la configurazione effettiva finale del modulo di comando e del modulo di servizio Apollo. I motori di manovra, qui, sono molto differenti: non raggruppati in quattro blocchi con quattro ugelli ciascuno, ma singoli e separati in testa e in coda al modulo di servizio. L'ugello del motore principale è all'interno del modulo di servizio, anziché all'esterno. Inoltre l'antenna primaria per le comunicazioni è situata a metà del modulo di servizio, forse retrattile e alloggiata dietro gli sportelli mostrati nel disegno.

È ancora più affascinante pensare che soltanto sette anni dopo quel primo disegno Neil Armstrong e Buzz Aldrin mettevano piede sulla Luna.


Fonte aggiuntiva: NASA SP-4009 The Apollo Spacecraft - A Chronology.

2014/12/22

Le foto del decollo di Apollo 8 con la Luna sullo sfondo sono false o no?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

Oggi, 21 dicembre, è l'anniversario del decollo di Apollo 8, la prima missione con equipaggio umano a circumnavigare la Luna. Per l'occasione, l'account Twitter NASAHistory ha pubblicato questa magnifica fotografia del decollo della missione, che è negli archivi NASA con il numero di catalogo AP8-KSC-68PC-329:


Di fronte all'incredulità di alcuni commentatori per la perfetta inquadratura che include la Luna, oltretutto fortemente ingrandita, NASAhistory ha risposto dichiarando che la foto è reale.

NASAhistory
.@builtbyrobert @PicPedant Yes, this image is real. Find the image and more about the mission here: http://t.co/Vbe6TQUUas
21/12/14 15:11

Il dubbio sull'autenticità dell'immagine è alimentato anche da Wikipedia, che dichiara che si tratta di un fotomontaggio: “Note that the Moon is double-exposed - it was neither visible at the time of launch nor in the crescent phase at this time”, ossia “Si noti che la Luna è una doppia esposizione – non era visibile al momento del lancio e non era al primo quarto in quel momento.” Lo stesso scrivono la Lunarpedia e anche Apolloarchive.com (ringrazio AstroPratica per quest'ultima segnalazione); soprattutto lo scrive l'Apollo Flight Journal della NASA (“Note that the image of the crescent Moon has been artificially added to this photograph”). La Wikipedia in italiano addirittura usa questa foto come esempio di esposizione multipla.

Dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, i commentatori e altri lettori hanno trovato altri dati interessanti. Roberto Mastri ha segnalato che la foto in questione fu pubblicata nel numero di Life del 10 gennaio 1969 a pagina 22, come documentato da Google Books, e che in questa rivista la didascalia della foto (in alto nella pagina successiva) la descrive come una “double exposure”:



Commentatori e lettori hanno trovato, inoltre, che questa foto non è unica nel suo genere. Infatti esistono altre fotografie del decollo di Apollo 8 che inquadrano la Luna. Per esempio, Filippo Magni e (di nuovo) Roberto Mastri hanno segnalato la foto S68-56002, pubblicata sul sito della NASA e mostrata qui sotto:



Ci sono inoltre le foto di Life scansionate da Don Beaumont qui su Flickr.

Per tentare di capire se queste foto sono state ritoccate per aggiungere la Luna o se la Luna c'era davvero, partiamo dai dati di base. Gli autori sarebbero un buon dato, ma purtroppo non sono riportati da nessuna delle fonti che le presentano e per ora non sono riuscito a identificarli.

Consultando il calcolatore ufficiale delle fasi lunari della NASA oppure Stardate.org emerge che la Luna, il 21 dicembre 1968, era davvero al primo quarto come mostrato nelle foto in discussione. Quindi non è vero che la fase lunare mostrata è sbagliata.

A ulteriore conferma della fase lunare, immettendo in Celestia la data e l'ora del decollo di Apollo 8 (secondo i dati NASA le 12:51:00 UT o le 7:51 a.m. EST) si ottiene questa immagine della Luna (vista dalla Terra):


Posizionandosi in Florida, alle coordinate 25.77 N 80.18 W (dati approssimativi, riferiti a Miami), e guardando verso est circa un'ora dopo il decollo, inoltre, si ottiene questa visuale (ho spostato di un'oretta per avere un'immagine leggibile, altrimenti prima la Luna si perde nella foschia simulata di Celestia):


La fase lunare e l'orientamento della falce corrispondono insomma abbastanza fedelmente a quelli mostrati nelle foto in discussione.

Le cose sono assai diverse per quanto riguarda la visibilità della Luna da Cape Kennedy all'ora del decollo di Apollo 8. Celestia, infatti, calcola che la Luna era sotto l'orizzonte locale al momento della partenza.

Inoltre la diretta televisiva a colori del decollo, trasmessa dalla ABC, non mostra la Luna e non ne menziona la visibilità. Non lo fa neanche l'Apollo Flight Journal, che include la trascrizione completa del commento di Jack King. Sembra strano che una vista così simbolica e bella non sia stata sfruttata o almeno citata.


Si può essere quindi certi che le affermazioni sulla fase sbagliata della Luna sono errate, mentre quelle riguardanti la sua non visibilità da Cape Kennedy al momento del decollo di Apollo 8 sono probabilmente esatte.

2014/12/19

Foto falsa di Apollo 17

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L'avvento del fotoritocco digitale ha reso molto più facile creare fotografie false apparentemente realistiche, nelle quali soltanto la conoscenza del contesto consente di capire che si tratta di una manipolazione.

L'immagine qui accanto, circolante su Internet ma non pubblicata dalla NASA, è un esempio perfetto: sembra una foto reale. La sua natura di falso è rivelata soltanto dalla conoscenza del fatto che i due astronauti lunari di ciascuna missione Apollo non disponevano di un dispositivo per l'autoscatto (tranne quelli di Apollo 12, che ne portarono uno di nascosto ma non lo usarono) e quindi una foto con entrambi gli astronauti lunari non può essere autentica.

Le foto di partenza sono la AS17-134-20377 e la AS17-134-20382. In particolare, alla 20377 è stato aggiunto soltanto l'astronauta presente nella 20382, che è stato scontornato eliminando tutto lo sfondo e mantenendo invece lo sfondo della 20377. L'identificazione è stata possibile grazie all'accurato lavoro di catalogazione dell'Apollo Lunar Surface Journal.


AS17-134-20377. Gene Cernan.



AS17-134-20382. Harrison Schmitt.

2014/11/02

Fred Haise (Apollo 13) firma la mia t-shirt di Apollo 13

di Paolo Attivissimo

Pochi giorni fa, Fred Haise, astronauta della missione Apollo 13, è stato ospite di Space Lectures per una cena di gala e una conferenza. Al termine della conferenza, ha firmato autografi a tutti. Fra quei tutti c'ero anch'io, con la mia t-shirt di Apollo 13.




Un resoconto della cena e della conferenza è disponibile qui sul Disinformatico.

2014/09/24

Il telequiz RAI “L'eredità” parla di complotti lunari

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla segnalazione di @ecitriniti ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una piccola chicca: la puntata del 23 settembre scorso de L'eredità (Rai), disponibile al momento qui, ha dedicato una delle domande alle tesi di cospirazionismo lunare.

La domanda, posta a 33:20 dall'inizio della puntata (nella parte denominata “la scossa”), chiede quali degli argomenti elencati non viene citato dai lunacomplottisti: Manca cratere sotto il modulo, Oggetto riflesso sul casco, Assenza di stelle, Sbalzo di temperatura, Bandiera che sventola, Radiazioni nocive, Colori irreali della Terra, Lettera su un masso, Ombre con direzioni diverse.

Vengono date anche le spiegazioni abbastanza corrette (nei limiti di concisione dei tempi televisivi) per i singoli argomenti, ma quella per le ombre con direzioni diverse non è corretta: anzi, proprio non viene data. Eccola: nelle foto lunari, le ombre sembrano avere direzioni diverse (convergenti) ma sono in realtà parallele. Sembrano convergenti perché sono deformate dalla prospettiva. Questa deformazione prospettica è la stessa che fa sembrare che i binari del treno convergano in lontananza, anche se sappiamo benissimo che sono paralleli. Lo stesso fenomeno si manifesta quando si fotografano delle ombre parallele sulla Terra: entra in gioco la prospettiva e nella foto non sembrano parallele.

Le regole della “scossa” prevedono che i concorrenti a turno scelgano una risposta fra quelle non esatte: chi sceglie quella giusta perde (è difficile da descrivere, ma se guardate la puntata è tutto più chiaro). Purtroppo una delle concorrenti ha scelto Colori irreali della Terra, che non è un'argomentazione presentata dai lunacomplottisti (almeno finora), e ha quindi perso. Se avesse letto Luna? Sì, ci siamo andati avrebbe evitato l'errore. E poi dicono che il debunking non serve a niente!

2014/09/22

Nvidia smonta la tesi degli astronauti in ombra troppo illuminati

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “achille*” e “remo*”.

In tantissimi (troppi per ringraziarvi singolarmente) mi avete segnalato la notizia (CNet; Gizmodo; Fastcolabs; Engadget; NerdistNvidia) che Nvidia, per pubblicizzare le proprie nuove schede grafiche GeForce, ha sbugiardato con immagini digitali bellissime l'asserzione lunacomplottista che gli astronauti Apollo, nelle foto delle escursioni lunari, sono eccessivamente illuminati quando sono in ombra e quindi le foto sono false e palesemente realizzate su un set.

Spesso questa tesi viene riferita in particolare alla foto presentata qui sotto (AS11-40-5868), che mostra Buzz Aldrin mentre scende lungo la scaletta e viene immortalato da Neil Armstrong, che è già sulla superficie lunare. Aldrin è nel cono d'ombra del veicolo spaziale (il Sole è a destra, come si nota dai lens flare vicino al margine destro della foto e dalla direzione delle ombre), eppure lo si vede benissimo. I lunacomplottisti asseriscono che Aldrin dovrebbe essere quasi invisibile perché è nell'ombra del LM e non c'è nulla, sulla Luna, che lo possa illuminare così bene.


Foto NASA AS11-40-5868 (versione a media risoluzione).


Nvidia ha deciso di dimostrare la potenza e la fedeltà di rendering delle proprie schede grafiche ricostruendo fedelmente la scena e soprattutto la riflettività della superficie lunare (nota grazie alle osservazioni telescopiche), dei rivestimenti del modulo lunare e della tuta di Aldrin.

L'illuminazione di qualunque ambiente, infatti, non proviene soltanto dalla fonte primaria di luce, ma scaturisce anche dai riflessi delle superfici circostanti. C'è anche la diffusione atmosferica della luce, che però diventa significativa solo su grandi volumi (sulla Terra, la luce solare diffusa dall'atmosfera rende luminoso tutto il cielo di giorno e quindi schiarisce le zone non direttamente illuminate dal Sole; sulla Luna, mancando un'atmosfera, non c'è diffusione). Se non esistessero questi riflessi, le ombre sarebbero sempre nerissime, sulla Terra come sulla Luna: avrebbero l'aspetto mostrato dal rendering qui sotto, che non calcola i riflessi ed è conforme alla tesi dei lunacomplottisti.


Credit: Nvidia.


Ma dall'osservazione della realtà sappiamo che le ombre non funzionano così: una persona che si mette all'ombra di un albero non diventa una sagoma nera e il lato in ombra di un oggetto non diventa nero come la pece: viene rischiarato dai riflessi delle superfici illuminate adiacenti. In altre parole, lunacomplottisti che sostengono la tesi delle ombre nerissime imostrano di non sapere un'acca di come funziona la luce.

Usando la potenza di calcolo delle proprie schede grafiche, Nvidia ha incluso anche la riflettività dei materiali circostanti e ha ottenuto il risultato mostrato qui sotto, che corrisponde all'illuminazione della scena calcolata tenendo conto della luce riflessa dalla superficie lunare verso l'astronauta e verso il lato in ombra del modulo lunare.


Credit: Nvidia.


Il risultato si avvicina alla foto originale della NASA, ma Aldrin non è illuminato altrettanto fortemente. Manca ancora una fonte di luce. Quale?

La risposta, come già spiegato nel mio libro Luna? Sì, ci siamo andati!, è che la fonte luminosa mancante è il fotografo stesso. Neil Armstrong, infatti, indossa una tuta bianchissima e si trova in pieno sole (lo si nota dai già citati lens flare che colpiscono l'obiettivo della sua fotocamera, in alto a destra nella foto originale), per cui riflette un bel po' di luce solare verso il proprio compagno. Nvidia ha provato ad aggiungere anche questa fonte di luce per certi versi poco intuitiva, usando i parametri di riflettività del materiale della tuta originale, e ha ottenuto il risultato che vedete qui sotto a confronto con l'originale.


A sinistra, la ricostruzione realizzata da Nvidia; a destra, la foto originale.
Credit: Nvidia/NASA.


La tuta di Neil Armstrong, da sola, aggiunge “circa il 10% di luce” ad Aldrin, dice Mark Daly, senior director of content development di Nvidia. L'illuminazione dell'astronauta sulla scaletta nella foto originale, insomma, è giusta e realistica come ce la mostra la NASA e le anomalie asserite dai complottisti sono semplicemente frutto della loro incompetenza.

Il video preparato da Nvidia racconta ulteriori dettagli, compresa la spiegazione illustrata della mancanza delle stelle.



Questo metterà a tacere i testoni che non si arrendono di fronte alla montagna di dati tecnici, alle conferme da parte dei russi e alle foto dei siti d'allunaggio che mostrano i veicoli, gli strumenti e le impronte lasciate sulla Luna dagli astronauti? Assolutamente no. Diranno che finalmente nel 2014 i processori commerciali hanno raggiunto la potenza di calcolo dei supercomputer ultrasegreti usati dalla CIA nel 1969. O si metteranno a strillare e insultare, come fanno di solito. Pazienza.

Dal punto di vista del debunking, questa indagine di Nvidia in realtà è interessante ma non cambia le cose; è semplicemente un'ulteriore conferma visiva e computazionale di quanto si sapeva già. Inoltre la prova della realtà delle missioni lunari non sta in questa foto, ma nella montagna di dati tecnici e scientifici, nelle conferme da parte dei russi, nelle foto dei siti d'allunaggio che mostrano i veicoli, gli strumenti e le impronte lasciate sulla Luna dagli astronauti, e nell'impossibilità di realizzare, con gli effetti speciali degli anni Sessanta, i fenomeni fisici osservati nelle riprese lunari, come la camminata in gravità ridotta o la caduta parabolica della polvere.

Volendo essere pignoli, i risultati, i dati e i metodi di Nvidia andrebbero resi pubblici per verificare che non si tratti semplicemente di un'astuta trovata pubblicitaria e che l'immagine sintetica non sia stata forzata ad avere l'aspetto giusto. Non che ci siano molti dubbi al riguardo, ma è questione di correttezza.

In questo senso sembra che saremo piacevolmente accontentati, perché sempre Mark Daly ha dichiarato che Nvidia sta creando un'interfaccia utente per consumatori per questa demo e la rilascerà al pubblico nelle prossime settimane. Ed è qui che sta il vero bonus dell'indagine di Nvidia.


La vera novità: illustrare meglio l'EVA di Apollo 11


Se verranno davvero rilasciato tutto il software e i modelli digitali usati per ricreare l'ambiente dell'allunaggio, sarà possibile spiegare meglio gli eventi del primo sbarco sulla Luna, ricostruendolo da varie angolazioni sulla base dei dati reali. Per esempio, potrei comperare un PC e una scheda Nvidia appositamente per aggiungere al documentario Moonscape dei rendering che spieghino e illustrino le immagini originali.

Per esempio, questi sono alcuni rendering di Nvidia della posizione di Neil Armstrong durante la foto esaminata:


A sinistra, la posizione di Armstrong durante lo scatto. Aldrin è sul lato opposto del LM.
Credit: Nvidia.

Da quest'angolazione Aldrin è visibile sulla scaletta.
Credit: Nvidia.


La visuale di Armstrong, riflessa nel suo casco.
Credit: Nvidia.


Girando intorno al LM vediamo la scena da una posizione situata a sinistra di Armstrong.


Continuiamo il giro intorno al LM.
Credit: Nvidia.


Avviciniamoci.
Credit: Nvidia.


Quest'esplorazione virtuale permette già ora di arricchire il commento alle immagini dello sbarco sulla Luna con una chicca intrigante. Guardate questo fotogramma, preso dalla diretta TV dello sbarco grosso modo nell'istante in cui fu scattata la foto discussa da Nvidia: vedete la chiazza bianca quasi al centro dell'immagine?


Credit: NASA/Lowry Digital.

Sembra un difetto della telecamera, ma in realtà è la tuta di Neil Armstrong, talmente illuminata dal Sole da risultare sovraesposta. Il rendering di Nvidia da un'angolazione molto simile a quella della telecamera automatica, situata all'esterno del modulo lunare, lo chiarisce perfettamente:


Credit: Nvidia.