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2017/07/07

Complottisti pubblicano foto Apollo falsificata per dimostrare che le foto Apollo sono false

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Questa foto è FALSA: non è una foto ufficiale NASA.
This is a FAKE: it’s not an official NASA photo.
Sta circolando parecchio, soprattutto nei siti complottisti di vario genere, l’immagine mostrata qui sopra, spesso accompagnata dall’osservazione che se si aumentano il contrasto e i livelli di colore si nota che il cielo è diviso da una riga verticale e la Terra è circondata da un riquadro, come se fosse stata aggiunta. Secondo i complottisti, questa immagine è falsa e questo dimostrerebbe che le missioni furono falsificate.

Il piccolo problema di quest’accusa è che la foto è sì falsa, ma non è stata falsificata dalla NASA: l’ha creata qualcuno e i complottisti non si sono presi la briga di controllarne la presenza nel catalogo delle foto originali pubblicate dalla NASA. Infatti non c’è, e Metabunk l’ha analizzata, scoprendo non solo vari difetti di realizzazione (ombre troncate e porzioni clonate), ma risalendo anche alle immagini originali usate per creare questo fotomontaggio: la porzione di destra proviene dalla foto AS11-40-5868, mentre la Terra è tratta probabilmente dalla foto AS08-14-2383.

2015/07/20

Sì, questa foto Apollo è un falso. Ma dichiarato

di Paolo Attivissimo. Ultimo aggiornamento: 2017/06/09.

In occasione del quarantaseiesimo anniversario del primo sbarco sulla Luna è ricomparsa in Rete una fotografia che viene usata piuttosto frequentemente per illustrare l’allunaggio di Apollo 11: la vedete qui sotto ed è tratta dall'Apollo Lunar Surface Journal della NASA. Ricordo che l'astronauta Apollo Walt Cunningham la utilizzò all’inizio della propria presentazione quando venne in Italia ad aprile 2011 ed ebbi l’onore di tradurre per lui.


Ma nonostante l'origine prestigiosa e autorevole, questa foto è un falso.


Si tratta infatti di un fotomontaggio, realizzato però componendo varie foto autentiche. Qui sotto vedete alcune delle foto dichiaratamente utilizzate (da AS11-40-5863 ad AS11-40-5869 e altre) e la loro collocazione nel fotomontaggio.


AS11-40-5863

AS11-40-5864

AS11-40-5865

AS11-40-5866

AS11-40-5867

AS11-40-5868

AS11-40-5869


I complottisti non esultino: il fatto che si tratti di un fotomontaggio non è una rivelazione clamorosa, ma anzi è dichiarato esplicitamente nel sito della NASA, tant'è vero che la foto è pubblicata nella sezione fotomontaggi del sito, intitolata molto chiaramente More Creativity - Fun and Inspiration. L'autore è Ed Hengeveld.

Il Sole è stato creato da zero con il fotoritocco digitale, ma non si discosta molto dall'effetto reale del Sole sulla Luna, come si può vedere in questa foto della missione Apollo 12 (AS12-46-6766):




Il fatto che il fotomontaggio del modulo lunare sulla superficie della Luna venga pubblicato altrove, e usato anche da almeno un astronauta Apollo, senza dire che si tratta di una creazione artistica può sembrare poco importante, ma qui si tratta di mantenere l'integrità degli archivi fotografici per i posteri. Noi abbiamo la fortuna di vivere nei decenni appena successivi alle missioni Apollo, quando il ricordo dei loro dettagli è ancora diretto, vasto e ricco, ma chi verrà dopo di noi non avrà una memoria storica così sicura e quindi queste foto false, se non vengono identificate chiaramente come tali oggi, rischiano di finire a far parte dell'iconografia ritenuta autentica, come già inizia appunto a succedere adesso, e quindi rischiano di falsare i dati storici.

2014/12/22

Le foto del decollo di Apollo 8 con la Luna sullo sfondo sono false o no?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale.

Oggi, 21 dicembre, è l'anniversario del decollo di Apollo 8, la prima missione con equipaggio umano a circumnavigare la Luna. Per l'occasione, l'account Twitter NASAHistory ha pubblicato questa magnifica fotografia del decollo della missione, che è negli archivi NASA con il numero di catalogo AP8-KSC-68PC-329:


Di fronte all'incredulità di alcuni commentatori per la perfetta inquadratura che include la Luna, oltretutto fortemente ingrandita, NASAhistory ha risposto dichiarando che la foto è reale.

NASAhistory
.@builtbyrobert @PicPedant Yes, this image is real. Find the image and more about the mission here: http://t.co/Vbe6TQUUas
21/12/14 15:11

Il dubbio sull'autenticità dell'immagine è alimentato anche da Wikipedia, che dichiara che si tratta di un fotomontaggio: “Note that the Moon is double-exposed - it was neither visible at the time of launch nor in the crescent phase at this time”, ossia “Si noti che la Luna è una doppia esposizione – non era visibile al momento del lancio e non era al primo quarto in quel momento.” Lo stesso scrivono la Lunarpedia e anche Apolloarchive.com (ringrazio AstroPratica per quest'ultima segnalazione); soprattutto lo scrive l'Apollo Flight Journal della NASA (“Note that the image of the crescent Moon has been artificially added to this photograph”). La Wikipedia in italiano addirittura usa questa foto come esempio di esposizione multipla.

Dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, i commentatori e altri lettori hanno trovato altri dati interessanti. Roberto Mastri ha segnalato che la foto in questione fu pubblicata nel numero di Life del 10 gennaio 1969 a pagina 22, come documentato da Google Books, e che in questa rivista la didascalia della foto (in alto nella pagina successiva) la descrive come una “double exposure”:



Commentatori e lettori hanno trovato, inoltre, che questa foto non è unica nel suo genere. Infatti esistono altre fotografie del decollo di Apollo 8 che inquadrano la Luna. Per esempio, Filippo Magni e (di nuovo) Roberto Mastri hanno segnalato la foto S68-56002, pubblicata sul sito della NASA e mostrata qui sotto:



Ci sono inoltre le foto di Life scansionate da Don Beaumont qui su Flickr.

Per tentare di capire se queste foto sono state ritoccate per aggiungere la Luna o se la Luna c'era davvero, partiamo dai dati di base. Gli autori sarebbero un buon dato, ma purtroppo non sono riportati da nessuna delle fonti che le presentano e per ora non sono riuscito a identificarli.

Consultando il calcolatore ufficiale delle fasi lunari della NASA oppure Stardate.org emerge che la Luna, il 21 dicembre 1968, era davvero al primo quarto come mostrato nelle foto in discussione. Quindi non è vero che la fase lunare mostrata è sbagliata.

A ulteriore conferma della fase lunare, immettendo in Celestia la data e l'ora del decollo di Apollo 8 (secondo i dati NASA le 12:51:00 UT o le 7:51 a.m. EST) si ottiene questa immagine della Luna (vista dalla Terra):


Posizionandosi in Florida, alle coordinate 25.77 N 80.18 W (dati approssimativi, riferiti a Miami), e guardando verso est circa un'ora dopo il decollo, inoltre, si ottiene questa visuale (ho spostato di un'oretta per avere un'immagine leggibile, altrimenti prima la Luna si perde nella foschia simulata di Celestia):


La fase lunare e l'orientamento della falce corrispondono insomma abbastanza fedelmente a quelli mostrati nelle foto in discussione.

Le cose sono assai diverse per quanto riguarda la visibilità della Luna da Cape Kennedy all'ora del decollo di Apollo 8. Celestia, infatti, calcola che la Luna era sotto l'orizzonte locale al momento della partenza.

Inoltre la diretta televisiva a colori del decollo, trasmessa dalla ABC, non mostra la Luna e non ne menziona la visibilità. Non lo fa neanche l'Apollo Flight Journal, che include la trascrizione completa del commento di Jack King. Sembra strano che una vista così simbolica e bella non sia stata sfruttata o almeno citata.


Si può essere quindi certi che le affermazioni sulla fase sbagliata della Luna sono errate, mentre quelle riguardanti la sua non visibilità da Cape Kennedy al momento del decollo di Apollo 8 sono probabilmente esatte.

2013/04/08

La foto lunare “rivelatrice” di Room 237

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di claudio@lev*.

Il documentario Room 237 (2012) di Rodney Ascher, dedicato alle teorie d'interpretazione del film The Shining di Stanley Kubrick, riprende (da 54:10 a 1:02:20) un classico del complottismo lunare: la tesi secondo la quale Kubrick avrebbe diretto le riprese falsificate delle missioni lunari.

Una delle presunte prove viene mostrata a 55:08 con quest'immagine:


Stando alla voce fuori campo, il bagliore bluastro nel cielo sarebbe un riflesso errato del telo di front projection utilizzato per i fondali del set cinematografico. La tesi è errata perché è totalmente inutile usare la front projection per creare un cielo completamente nero, per il quale basta invece un classico fondale nero non illuminato.

La front projection fu effettivamente usata da Kubrick in 2001: Odissea nello spazio, ma per ricreare sul set le pianure africane, illuminate dalla luce del giorno (quindi con un cielo ricco di dettagli) nei primi minuti del film.

Inoltre, se il bagliore fosse stato un errore rivelatore della falsificazione, non si capisce perché i responsabili della produzione delle immagini false dello sbarco sulla Luna sarebbero stati così stupidi da lasciarlo e oltretutto pubblicarlo.

Il bagliore bluastro è semplicemente un danno all'emulsione multistrato delle pellicola a colori originali o nei loro duplicati: uno dei tanti presenti nelle foto Apollo, come discusso in questo articolo. Nessun mistero, insomma.

Quello che è invece molto interessante è che l'immagine mostrata da Room 237 è manipolata, perché le crocette nere (reseau marks) non formano una griglia regolare come dovrebbero invece fare. Questo indica che si tratta di un fotomontaggio ottenuto combinando varie fotografie.

Tre crocette disallineate nella porzione inferiore
dell'immagine di Room 237.


Osservando l'immagine si nota che la telecamera mostrata è montata su un treppiedi. Questa configurazione fu usata soltanto in tre missioni: Apollo 11, 12 e 14 (le altre usarono una telecamera montata sulla jeep elettrica, il Rover). Inoltre la forma della telecamera è compatibile con quella usata nelle missioni 12 e 14, ma non con quella più piccola e piatta usata per Apollo 11.

A questo punto è sufficiente sfogliare le fotografie di queste due missioni per scoprire la foto non fa parte delle immagini dichiarate dalla NASA e soprattutto che la posa dell'astronauta e della telecamera è perfettamente identica a quella nelle foto AS14-66-9301 e 9302 (Apollo 14), ma lo sfondo è completamente diverso. È come se qualcuno avesse ritagliato l'astronauta e lo avesse incollato su uno sfondo differente la cui provenienza è ignota (a giudicare dai rilievi modesti, presumo sia di Apollo 12 o 14).


L'astronauta in Room 237.
L'astronauta in AS14-66-9301.


La foto 9301, fra l'altro, ha nel cielo un bagliore blu, proprio come l'immagine proposta da Room 237, come si può vedere qui sotto:

Foto AS14-66-9301.


Il fatto che Room 237 abbia utilizzato una fotografia falsa delle missioni lunari per argomentare che le foto delle missioni lunari sono false è decisamente eloquente.

2010/10/13

Foto Apollo "false" anche nei libri moderni

di Paolo Attivissimo, con il contributo di Diego Cuoghi

In un articolo precedente ho segnalato un esempio d'epoca di come le fotografie delle missioni Apollo furono pubblicate, negli anni immediatamente successivi agli eventi, in forma decisamente degradata e con fotoritocchi che possono aver contribuito non poco a una percezione di artificiosità o di falsificazione vera e propria che avrebbe alimentato le tesi di messinscena.

Tuttavia Diego Cuoghi, autore di Moon Hoax? No thanks!, mi segnala che esiste anche un caso moderno di fotoritocco piuttosto clamoroso: il libro Full Moon di Michael Light, pubblicato in Italia da Mondadori col titolo "Luna" nel 1999. Cuoghi cita, per esempio, la foto numero 70 del libro (le pagine non sono numerate). Questa è una scansione parziale della foto così come viene presentata in Full Moon.



Questa è invece la foto originale, la AS15-85-11470, pubblicata dalla NASA qui e disponibile in versione non ritagliata e a definizione molto maggiore presso http://eol.jsc.nasa.gov (acquisire quest'ultima versione è un po' complicato; Cuoghi la offre direttamente sul proprio sito qui).



Il confronto rivela la vistosa e discutibile elaborazione digitale dell'immagine, fatta forse per conferire drammaticità a una fotografia scattata con intenti puramente documentativi. I più attenti noteranno anche l'eliminazione vera e propria di un dettaglio: il sasso fra le ruote del Rover, evidenziato qui sotto.



Spiega Cuoghi: "[Michael Light] ha chiuso tutte le ombre facendole diventare un'unica macchia nera, e tutto il contorno dell'astronauta e del Rover sul fondo nero è alonato, come se in stampa (faccio sempre l'esempio della camera oscura) avessero esagerato con l'esposizione della carta. Queste foto non sono state stampate su carta e poi scansionate, sarebbe assurdo, ma l'effetto è quello. In digitale si può ottenere con PhotoShop, lavorando su diversi livelli sovrapposti, uno sfocato che scurisce il sottostante, poi uno esageratamente contrastato che si sovrappone parzialmente, poi un altro.... Insomma bisogna lavorarci molto per rovinare in quel modo "pittoresco" una foto scientifica."

Cuoghi nota che quasi tutte le fotografie in bianco e nero hanno lo stesso "effettaccio", mentre quelle a colori "hanno risentito, mi pare, solo di un elevato contrasto." Cita anche le fotografie 75 e 76, da confrontare con gli originali (AS15-82-11102 e AS15-90-12233): "Basta guardare come sono state ridotte quelle povere ombre: abissi di nero 100%, grigi inesistenti e bianchi sparati, quando gli originali sono pieni di sfumature e dettagli. E sempre quell'alone sfocato di sotto, a dare un senso di artefatto e di sporco... forse gli originali erano troppo realistici, non abbastanza suggestivi, glamour, shocking."

Trova incomprensibili "le pesantissime elaborazioni che si trovano in quello che è considerato uno dei migliori libri fotografici recenti sulle missioni Apollo." E aggiunge: "Moltissime foto in bianco e nero sono state elaborate per renderle più "drammatiche" con un incomprensibile abuso di contrasto misto a spappolamento dei dettagli, bordi sfumati come se fossero stati scontornati con l'aerografo, ombre chiuse, luci bruciate... Il confronto con le migliori scansioni originali pubblicate nei siti NASA è sconfortante. L'autore confessa di essere intervenuto solo su quattro foto 'eliminando con un procedimento digitale alcuni piccoli particolari per ragioni estetiche', ma non è così, le foto rovinate con quel bianco e nero "pittoresco e suggestivo" sono molte di più."

Il libro di Michael Light, insomma, ha il pregio di riaccendere l'interesse verso le missioni lunari Apollo, ma lo fa sacrificando l'autenticità e il realismo. Va quindi considerato più come libro d'arte che come documento oggettivo degli sbarchi sulla Luna.

2010/09/21

Era facile sospettare il complotto all'epoca: i libri pubblicavano foto lunari ritoccate

di Paolo Attivissimo

Grazie agli archivi della Società Astronomica Ticinese ho potuto sfogliare di recente “Terra Luna Anno 1” di G. Righini e G. Masini, un libro italiano dedicato alle missioni lunari e stampato a settembre del 1969, solo due mesi dopo il primo sbarco sulla Luna, dall'editore Arnoldo Mondadori. Fra le tante illustrazioni a colori del libro ne spicca una a pagina 21, mostrata qui sotto.

Anche un occhio non particolarmente esperto nota che alcuni dettagli dell'astronauta sono chiaramente disegnati. L'impressione immediata è che la foto sia un falso. Nel libro, però, viene descritta come se fosse una fotografia autentica di Buzz Aldrin che "ha appena deposto il riflettore laser che servirà per misurare l'esatta distanza Terra-Luna".

Se Mondadori pubblicava foto ritoccate di questo genere nei libri che parlavano di imprese lunari, non c'è troppo da stupirsi se poi alcuni lettori dubitarono che le immagini fossero autentiche e quindi sospettarono che l'intero progetto lunare fosse una messinscena.

Le alterazioni apportate all'immagine, con veri e propri dettagli inventati ed altri completamente eliminati, diventano molto evidenti se si confronta l'illustrazione del libro con una scansione diretta dell'originale, che è la foto AS11-40-5945.


Non tutte le illustrazioni di questo libro sono alterate in questo modo (anche se ce n'è un'altra analoga a pagina 16-17), ma si tratta di un esempio della qualità talvolta scadente delle fotografie delle missioni Apollo presentate all'epoca. Con questo genere di qualità e di ritocco disinvolto era in effetti comprensibile dubitare dell'autenticità delle poche immagini circolanti. Oggi, con l'abbondanza di materiale consultabile e le scansioni di alta qualità di tutte le immagini, questa scusante non è più accettabile.