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2019/06/30

In cerca dell’origine di una diffusa foto di messinscena lunare

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Questa foto circola su Internet e viene spesso mostrata sia come parodia, sia come presunta prova dell’ipotetica messinscena. Ma da dove proviene? Metabunk ha indagato e ne ha trovato la fonte originale.

Anche senza conoscerne l’origine, l’immagine ha numerosi errori di coerenza con le foto reali delle missioni Apollo: la bandiera è troppo piccola e la Terra è sull’orizzonte, cosa impossibile alle latitudini lunari alle quali sbarcarono gli astronauti (dovrebbe trovarsi in alto nel cielo).

Inoltre, per citare un tema caro ai lunacomplottisti, le ombre delle rocce e dell’astronauta non sono parallele su un terreno pianeggiante, e questo indica che la fonte di luce è molto vicina ai soggetti illuminati.

La foto fu usata per una campagna pubblicitaria dell’ufficio del debito nazionale svedese (Riksgalden), questa, secondo quanto scriveva DesignSwan.com nel 2010:


Su Internet ne circolano anche versioni che hanno un’inquadratura più ampia, come quella mostrata qui sotto, ma non si sa se la campagna pubblicitaria si è limitata a usare una foto esistente o l’ha commissionata appositamente.


2019/06/19

Manuali di fotografia spaziale

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

L’ambiente spaziale e lunare pone molte sfide fotografiche piuttosto insolite, con i suoi contrasti forti fra luci e ombre, la particolare riflettività della superficie polverosa della Luna e la difficoltà di maneggiare una fotocamera mentre si indossa una rigidissima e goffa tuta spaziale.

La NASA ha pubblicato alcuni manuali di fotografia per astronauti che permettono di conoscere le indicazioni date a chi viaggia nello spazio per ottenere fotografie correttamente esposte e composte.

Per esempio, il documento Photography Equipment and Techniques:
A Survey of NASA Developments di Albert J. Derr (PDF; trascrizione) riepiloga la storia delle fotografie spaziali statunitensi e delle macchine fotografiche appositamente modificate per l’ambiente extra-atmosferico. 


C’è anche un manuale per l’uso corretto della telecamera lunare usata nelle prime missioni Apollo a scendere sulla Luna: l’Apollo Lunar Television Camera Operations Manual (PDF).



In tempi meno lontani, inoltre, la NASA ha fornito un manuale di fotografia anche agli astronauti delle missioni Shuttle, il NASA Astronaut’s Photography Manual (PDF), in collaborazione con Hasselblad. La copertina è mostrata all’inizio di questo articolo e queste sono alcune sue pagine:




Un esempio di queste condizioni insolite di illuminazione è la foto AS11-40-5930, che mostra il cosiddetto heiligenschein o “aureola”: la zona intensamente luminosa che si forma intorno all’ombra della testa degli astronauti.




Questo effetto è prodotto dal fatto che i granelli di polvere della superficie lunare che stanno vicini all’asse di osservazione, se osservati con il Sole perfettamente alle spalle, rivolgono verso l’osservatore solo le proprie parti illuminate e quindi sono intensamente luminosi, mentre i granelli che si trovano lontani da questo asse rivolgono all’osservatore parte delle proprie zone in ombra e quindi sono meno luminosi.

Il fenomeno si verifica anche sulla Terra, ma solo in condizioni molto particolari, e quindi viene osservato molto raramente. Sulla Luna è molto più spiccato che sulla Terra perché manca la luce diffusa del cielo.

La storia delle Hasselblad usate nello spazio è raccontata qui su Hasselblad.com

2019/01/06

Una foto straordinaria di Ed White? No, un “falso” d’autore

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Circola su Internet una foto bellissima di un astronauta Gemini ripreso dall’interno del veicolo spaziale, con il portello aperto, in procinto di affrontare una “passeggiata spaziale”.

Di solito la fotografia viene descritta come un’immagine dell’astronauta Ed White che si prepara a lasciare la capsula Gemini per la prima EVA statunitense, durante la missione Gemini 4 avvenuta a giugno 1965.




La foto è davvero splendida, tanto da sembrare un quadro iperrealista, ma in realtà non fu scattata nello spazio. Lo si nota se si guarda attentamente il nero dello “spazio”: rivela una serie di strutture reticolari.



Sono, presumibilmente, le strutture di copertura della sala del museo Smithsonian dove è stata allestita una ricostruzione dell’EVA di Ed White:

Credit: Image by Eric Long, National Air and Space Museum, Smithsonian Institution.

2017/07/23

Immagini realmente manipolate (non ufficiali) delle missioni lunari: l’ammaraggio troppo perfetto

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".

Ogni tanto fa capolino online quest’immagine di una capsula Apollo mentre si appresta ad ammarare vicino a una portaerei, con un elicottero che la segue da vicino.

Artwork credit: Stan Stokes.

Se fosse una fotografia, la sua composizione sarebbe incredibilmente perfetta, con i tre elementi principali tutti nella medesima inquadratura. Può capitare, ma c’è anche la questione delle nuvole, forse un po’ troppo basse rispetto alla quota di volo di un elicottero (perlomeno durante una fase di recupero di una capsula spaziale). E infatti non si tratta di una foto, ma di un quadro.

Il quadro si intitola A Heritage of Excellence/All Navy Team ed è opera dell’artista californiano Stan Stokes, che ha creato molte altre opere di grande realismo che raffigurano scene dal mondo dell’aviazione.


Fonti: Earthlink; Arel-Arte; World Naval Ships; Aviation Art Prints; Splashdown! di Don Blair. 

2017/06/03

“Lunar”, splendido video che anima le foto Apollo

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!".


Lunar di Christian Stangl si prende forse qualche libertà di troppo qua e là con le immagini originali (le stelle nel cielo lunare, per esempio), ma le sue animazioni delle fotografie originali delle missioni Apollo sono assolutamente magiche nella loro tridimensionalità. Buona visione.

2016/08/14

La primissima immagine di un Modulo Lunare scattata dallo spazio: Apollo 15, 1971

di Paolo Attivissimo. Questo articolo è disponibile anche in inglese e vi arriva grazie alle donazioni per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!". Credit per tutte le immagini: NASA/LROC/Arizona State University.

La sonda Lunar Reconnaissance Orbiter è nota per le sue fotografie dei siti di allunaggio Apollo, che nel 2009 hanno finalmente fatto intravedere i veicoli e le attrezzature lasciate sulla Luna (link) e nel 2012 ne hanno offerto una visione ancora più chiara, come questa, riferita al sito di allunaggio di Apollo 15, che mostra lo stadio di discesa (descent stage) del Modulo Lunare della missione, che come tutti gli stadi di discesa dei LM usati per gli allunaggi fu lasciato sulla superficie della Luna. L’immagine mostra anche il veicolo elettrico (LRV) usato dagli astronauti Dave Scott e Jim Irwin per esplorare la zona, gli esperimenti da loro collocati sulla Luna (ALSEP) e i segni delle loro impronte.



Tuttavia non è stata la sonda LRO a fornire la prima documentazione fotografica dei veicoli Apollo visti dall’orbita lunare. Esistono infatti foto del sito di allunaggio di Apollo 15, scattate dallo spazio, che mostrano il Modulo Lunare mentre gli astronauti erano ancora sulla Luna.

Il Modulo di Servizio di Apollo 15, che rimase in orbita intorno alla Luna, pilotato dall’astronauta Al Worden, mentre Scott e Irwin esploravano la superficie lunare, era infatti dotato di una fotocamera ad altissima risoluzione, la Panoramic Camera, che scattò centinaia di foto dall’orbita lunare (maggiori dettagli sono qui e qui). Ciascuna delle immagini lunghe e sottili riprese da questa fotocamera su pellicola aveva una risoluzione tale da mostrare dettagli di 1-2 metri di grandezza su un’area di 320 x 20 km. Queste fotografie sono state sottoposte a scansione e sono disponibili su Internet presso l’Apollo Image Archive della Arizona State University.

Le scansioni risultanti sono immense: le loro versioni in formato PNG Large misurano 60.000 x 6.500 pixel. Ma ci sono versioni a risoluzione anche maggiore: le scansioni grezze in formato TIFF, che misurano 320.000 x 25.000 pixel. Sono così grandi che la Arizona State University ha diviso ciascuna immagine della Panoramic Camera image in otto parti che misurano ciascuna circa 40.000 x 25.000 pixel.

La foto AS15-P-9377 è una delle migliori immagini della Rima Hadley, il sito di allunaggio di Apollo 15, scattate da questa Panoramic Camera. Ecco la versione intera della foto, ridimensionata a 1024 x 109 pixel: la Rima Hadley è proprio al centro di questa lunga striscia di pellicola.




La zoomata massima possibile presso il sito della Arizona State University fornisce soltanto un’ombra a malapena visibile del Modulo Lunare. Per vederla dovrete probabilmente cliccare sull’immagine qui sotto per ingrandirla: l’ombra è accanto alla punta della freccia.




È interessante notare, tuttavia, che la zoomata massima fornita dal sito della ASU non corrisponde alla piena risoluzione della scansione. Per avere questa piena risoluzione è necessario scaricare la scansione grezza in formato TIFF. La Tile 4 (2 GB) di questa scansione grezza della foto 9377 ha questo aspetto (ridimensionata e con l’aggiunta di un riquadro che evidenzia la zona di allunaggio):




Con questa immagine si può zoomare sulla zona di allunaggio e ottenere questo dettaglio (ricampionato ed evidenziato):




Ruotando questa immagine in modo da mettere il nord in alto, aumentandone il contrasto e stringendo ulteriormente l’inquadratura si ottiene questa foto: il Modulo Lunare al completo (sia lo stadio di discesa, sia quello di risalita). Notate l’ombra triangolare. Questa è la primissima immagine orbitale di un Modulo Lunare Apollo, e fu scattata mentre gli astronauti erano ancora sulla Luna.




Grazie ai dati dell’ASU sappiamo esattamente quando fu scattata questa foto storica: il 31 luglio, durante la sedicesima orbita del Modulo di Comando e Servizio Endeavour. In altre parole, fu scattata circa un’ora dopo la Stand-Up EVA di Dave Scott’s, per cui Scott e Irwin erano all’interno del Modulo Lunare nel momento in cui Al Worden riprese questa immagine da una quota di 101,22 km.

Vorrei sottolineare che non sto rivendicando una scoperta: sto semplicemente documentando il metodo da usare per accedere a queste immagini. L’Apollo Lunar Surface Journal già offre questa fotografia nella sua Apollo 15 Map and Image Library, che nota inoltre che Apollo 15 scattò anche altre immagini del sito di allunaggio, che mostrano il LM dall’orbita durante orbite successive a questa, quando Scott e Irwin erano ancora sulla Luna (foto 9430, orbita 27 e foto 9798, orbita 38) e dopo la loro partenza (foto 9809 e 9814, orbita 50). La fotografia mostrata qui è la prima in assoluto.

The very first image of a Lunar Module on the Moon taken from space: Apollo 15, 1971

by Paolo Attivissimo. An Italian version of this article is available. Credit for all images: NASA/LROC/Arizona State University.

The Lunar Reconnaissance Orbiter probe is well-known for its photographs of the Apollo landing sites, which in 2009 finally showed the first glimpses of the hardware left on the Moon (link) and in 2012 offered even clearer views, such as the following picture of the Apollo 15 landing site, showing the descent stage of that mission’s Lunar Module, which like all LM descent stages used for Moon landings was left on the lunar surface. The image also shows the electric vehicle (LRV) used by astronauts Dave Scott and Jim Irwin to explore the area, the experiments they set up on the Moon (ALSEP) and the trails of footsteps they left.



However, LRO did not provide the very first visual documentation of Apollo hardware on the Moon from lunar orbit: there are photographs of the Apollo 15 landing site taken from space while the astronauts were still on the Moon.

The Apollo 15 Service Module, which remained in orbit around the Moon under the control of Command Module Pilot Al Worden while Scott and Irwin explored the lunar surface, was in fact equipped with a high-resolution Panoramic Camera, which took hundreds of photographs from lunar orbit (details are here and here). Each of the long, narrow images taken by this film camera resolved surface details of 1-2 meters over an area of 320 x 20 km. These photographs have been scanned and made available online at the Apollo Image Archive of the Arizona State University.

These Panoramic Camera image scans are truly huge: the PNG Large versions measure 60,000 x 6,500 pixels. However, there are even higher-resolution versions, the raw TIFF scans, spanning a whopping 320,000 x 25,000 pixels. They are so large that the ASU has split each Panoramic Camera image into eight tiles measuring approximately 40,000 x 25,000 pixels.

AS15-P-9377 is one of the best Panoramic Camera images of the Hadley Rille landing site of Apollo 15. This is the full-width version, resized to 1024 x 109 pixels (the Hadley Rille is right in the center of this long film strip):




Maximum zoom-in on the Arizona State University website yields only barely visible shadow of the LM. You’ll probably have to click on the picture below to see it next to the tip of the arrow.




Interestingly, it turns out that ASU's maximum zoom does not provide the full resolution of the scan. For that you need to download the TIFF raw scan. Tile 4 (2 GB) of this raw scan looks like this (resized and annotated; the box indicates the landing site area):




You can now zoom in on the landing site and get this (resampled and annotated):




Rotating this image so that north is up, increasing its contrast and cropping it yields this: the complete Lunar Module (both the ascent stage and the descent stages): notice the tapering shadow. This is the very first orbital image of an Apollo LM, and it was taken while its astronauts were still on the Moon.




Thanks to the ASU data we know exactly when it was taken: on July 31st, 1971, during the sixteenth lunar orbit of the Commmand and Service Module Endeavour. In other words, about an hour after Dave Scott’s Stand-Up EVA, so Scott and Irwin were inside the LM when this photo was taken by Al Worden from an altitude of 101.22 km.

I’d like to clarify that I’m not claiming this to be my discovery: I’m merely documenting the method you can use to access these images. The Apollo Lunar Surface Journal already has this image in its Apollo 15 Map and Image Library. The ALSJ library, additionally, notes that Apollo 15 also took other pictures of the landing site showing the LM from orbit during later orbits while Scott and Irwin were still on the Moon (frame 9430, orbit 27 and frame 9798, orbit 38) and after they departed (frames 9809 and 9814, orbit 50). The photograph shown here is the very first one.

2015/08/05

Il colore reale della Luna

di Paolo Attivissimo

Credit: NASA/NOAA

Questa foto proviene dalla fotocamera EPIC (Earth Polychromatic Imaging Camera) della sonda DSCOVR della NASA, situata a circa 1,6 milioni di chilometri dalla Terra. Non è un fotomontaggio: mostra realmente la Luna mentre passa davanti alla Terra dal punto di vista della sonda.

L'immagine mostra in particolare la faccia nascosta della Luna, quella che da Terra non vediamo mai e che molti pensano sia la sua faccia oscura: in realtà tutta la superficie lunare viene illuminata dal Sole ogni mese. Notate come la faccia nascosta è praticamente priva dei mari basaltici che invece caratterizzano la faccia perennemente rivolta verso di noi.

La fotografia ci permette inoltre di confrontare la luminosità della Luna con quella della Terra e di notare che la Luna, che a noi sembra bianca e luminosa nel nero del cielo notturno, è in realtà scurissima rispetto alla Terra: un dato importante in ogni considerazione di tipo fotografico a proposito delle immagini riprese sulla Luna dalle missioni Apollo.

La foto rappresenta piuttosto fedelmente la luminosità relativa e i colori naturali della Terra e del suo satellite naturale: la Luna ha un leggero bordo verde sulla destra e uno rosso-blu sulla sinistra perché l'immagine a colori è stata ottenuta scattando tre immagini monocromatiche attraverso filtri rossi, blu e verdi con un intervallo fra l'una e l'altra di circa 30 secondi, durante i quali la Luna si è spostata leggermente rispetto alla sonda DSCOVR. Le immagini sono state riprese il 16 luglio scorso.

È la prima volta che abbiamo una foto della Luna e della Terra insieme in alta risoluzione: nel 2008 la sonda Deep Impact aveva scattato un'immagine dello stesso tipo, ma da decine di milioni di chilometri, in bassissima risoluzione e con Terra e Luna illuminate soltanto in parte.

C'è anche il video di questo nuovo, magnifico transito della Luna:



Potete anche scaricare l'immagine originale e la GIF animata (9,4 MB) ad alta risoluzione.

Se vi state chiedendo come mai non si vede l'ombra della Luna proiettata sulla Terra, è perché il Sole non è perfettamente alle “spalle” della sonda e quindi la Luna passa davanti alla Terra dal punto di vista di DSCOVR ma l'ombra lunare non viene proiettata sulla Terra e invece cade al di fuori del nostro pianeta (altrimenti avremmo avuto un'eclissi di Sole). Il disassamento si nota perché la Luna ha una sottile falce d'ombra sul lato destro.


Fonte: NASA.

2013/07/27

Nuove scansioni delle pellicole 35 mm delle missioni Apollo

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di Erica Panic*.

Credit: NASA/JSC/Arizona State University

Tempo fa, nel 2010, avevo segnalato che era in corso una nuova scansione diretta delle pellicole Apollo originali, effettuata dalla Arizona State University. Il completamento del lavoro era previsto per la metà del 2011, ma questa scadenza è passata da tempo senza novità.

Pochi giorni fa è stata annunciata la disponibilità delle nuove scansioni delle pellicole 35 mm, di cui vedete qui sopra alcuni campioni tratti dalla missione Apollo 17. La situazione aggiornata del progetto è descritta in questa pagina dell'ASU. Le scansioni aggiornate delle immagini scattate dalle fotocamere Hasselblad non sono ancora disponibili.

La serie in 35 mm è disponibile per lo scaricamento su To The Moon e attualmente comprende le seguenti raccolte sotto forma di immagini elaborate (PNG) e scansioni grezze (TIF).


Apollo 11


La raccolta contiene le immagini della ALSCC (fotocamera stereoscopica per riprese macro del suolo lunare), rullino AS11-45, da 6697A a 6714B, in versioni elaborate da 614x410 e in versioni grezze da 3072x2048.


Apollo 12


La raccolta contiene le immagini dalla ALSCC, rullino AS12-57, da 8441A a 8455B.


Apollo 14


La raccolta contiene le immagini dalla ALSCC, rullino AS14-77, da 10357A a 10374A.


Apollo 16


La raccolta contiene le immagini del rullino AS16-127 (foto di stelle e della superficie lunare illuminata dalla Terra), da 19980 a 20026 e del rullino AS16-129 (foto di stelle), da 20036 a 20079.


Apollo 17


La raccolta contiene le immagini dei seguenti rullini:

  • Rullino AS17-156, da 23777 a 23816 (scale di grigio)
  • Rullino AS17-157, da 23817 a 23862 (bianco e nero, interni del veicolo Apollo, Luna dall'orbita)
  • Rullino AS17-158, da 23863 a 23093 (bianco e nero, Luna dall'orbita in luce cinerea)
  • Rullino AS17-159, da 23904 a 23945 (bianco e nero, stelle e luce zodiacale, Luna dall'orbita)
  • Rullino AS17-160, da 23946 a 23997 (bianco e nero, Luna dall'orbita, luce zodiacale, scarico acqua, interni del veicolo Apollo)
  • Rullino AS17-161, da 23998 a 24034 (bianco e nero, Luna dall'orbita in luce cinerea, scale di grigio)
  • Rullino AS17-162, da 24035 a 24106 (a colori, interni del veicolo Apollo, Terra, Luna dall'orbita, 3070x2044)
  • Rullino AS17-163, da 24109 a 24180 (a colori, interni del veicolo Apollo, 3070x2044)

Alcuni esempi di foto dai rullini a colori di Apollo 17 sono qui sotto: cliccando sulle immagini potete vederle alla loro massima risoluzione.

Gene Cernan. Credit: NASA/JSC/Arizona State University

Ron Evans. Credit: NASA/JSC/Arizona State University

Gene Cernan e Ron Evans. Credit: NASA/JSC/Arizona State University

Ron Evans. Credit: NASA/JSC/Arizona State University

Ron Evans. Credit: NASA/JSC/Arizona State University

Harrison Schmitt. Credit: NASA/JSC/Arizona State University

Ron Evans e Harrison Schmitt. Credit: NASA/JSC/Arizona State University

Gene Cernan. Credit: NASA/JSC/Arizona State University

2013/07/21

Il decollo di Apollo 11 visto dal Launch Control Center

di Paolo Attivissimo


L'unico luogo migliore di questo per assistere alla partenza del Saturn V che porterà l'uomo sulla Luna è in cima a quel missile. Ma lì ci sono solo tre posti, e sono tutti ben occupati.

Fonte.

2013/05/04

Le prime foto dalla superficie della Luna

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di valerifil*.

Il 3 febbraio 1966 la sonda russa Luna 9 (o Lunik 9) atterrava sulla superficie della Luna. Fu il primo atterraggio “morbido” (mediante retrorazzi e una sorta di airbag, alla velocità finale di 22 km/h) di un veicolo su un altro corpo celeste. La parte della sonda che atterrò, una sfera di 58 cm di diametro con una massa di 99 kg, conteneva numerosi strumenti scientifici (incluso un rilevatore di radiazioni) e anche una mini-telecamera (solo 1,5 kg di massa, un valore minuscolo per la tecnologia di quegli anni) che riprese le prime immagini mai realizzate dalla superficie della Luna.




Il segnale radio della sonda, contenente le immagini televisive ottenute tramite scansione lenta ma ad alta risoluzione (6000 linee verticali nell'arco di 100 minuti), fu acquisito anche dal radiotelescopio britannico di Jodrell Bank, i cui tecnici riuscirono a ricostruire l'immagine qui sotto, che è una porzione di una delle panoramiche mostrate sopra.


La segretezza ossessiva del regime sovietico ritardò la pubblicazione delle immagini così tanto che fu Jodrell Bank a diffonderle per prima.

Maggiori dettagli sulla tecnologia che consentì questi risultati, veramente eccezionali per l'epoca, sono presso Mental Landscape (anche qui), Wandering Space e NASA.

2013/02/26

Quando fu scattata la prima fotografia della Luna?

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di e.bertin*.

L'immagine qui accanto, tratta dal sito del museo Smithsonian, risale al 1851 e secondo il museo è la fotografia lunare più vecchia che si conosca. Si tratta di un dagherrotipo attribuito a John Adams Whipple (1822-1891) e George Phillips Bond (1825-1865) e scattato presumibilmente presso l'osservatorio dell'Harvard College.

In realtà la versione mostrata dallo Smithsonian non rende giustizia alla qualità di quest'immagine davvero pionieristica, probabilmente perché si tratta di una copia che ha subìto numerosi passaggi di duplicazione successivi. Uno scorcio più fedele e meno contrastato è visibile qui a destra in una fotografia digitale del dagherrotipo originale pubblicata nel blog del National Media Museum di Bradford, nel Regno Unito.

È affascinante pensare che questa fotografia ha oltre 160 anni eppure ha già una resa di sfumature e di dettagli che ha poco da invidiare a tante immagini ben più recenti, nonostante la tecnica estremamente delicata e scomoda utilizzata per ottenerla. Qui a sinistra ne vedete un'altra riproduzione, tratta dall'archivio del National Media Museum e rovesciata specularmente per restituire alla Luna il suo aspetto normale.

È ancora più affascinante pensare che meno di centoventi anni dopo l'uomo ha camminato per la prima volta su quel corpo celeste, proprio nel Mare della Tranquillità che è inquadrato nella parte centrale superiore dell'immagine.

Tuttavia questa non è in assoluto la prima immagine della Luna che fu scattata (anche se “scattare”, visti i tempi di posa di decine di minuti che erano necessari all'epoca, non è forse il termine più adatto): vi sono dagherrotipi attribuiti a John Draper e datati 1840 (The Daguerreotype: Nineteenth-Century Technology and Modern Science, M.S. Barger, W.B. White, pag. 85) e 1845 (immagine qui accanto). Inoltre Louis Daguerre aveva ottenuto immagini della Luna nel 1839, ma furono distrutte nell'incendio del suo laboratorio lo stesso anno.

2011/10/29

Tramonto di Luna a Lugano

La Luna tramonta vicino a Lugano

Un paio d'ore fa ho colto per caso questa falce di Luna che calava dietro la collina.

Tramonto di Luna a Lugano

In questa seconda foto, scattata con un tempo di posa più lungo, si nota che la zona in ombra del disco lunare è in realtà leggermente rischiarata. L'effetto è prodotto dalla luce del Sole che viene riflessa dalla Terra (che in questo momento è quasi piena nel cielo lunare) e cade sulla Luna. A sua volta la Luna, poi, riflette questa luce verso di noi.

Camminare nella zona in ombra della Luna, mentre il paesaggio è illuminato dalla luce della Terra che brilla nel cielo, dev'essere un'esperienza magica. Nessuno lo ha mai fatto. Neanche gli astronauti Apollo.

2010/10/13

Foto Apollo "false" anche nei libri moderni

di Paolo Attivissimo, con il contributo di Diego Cuoghi

In un articolo precedente ho segnalato un esempio d'epoca di come le fotografie delle missioni Apollo furono pubblicate, negli anni immediatamente successivi agli eventi, in forma decisamente degradata e con fotoritocchi che possono aver contribuito non poco a una percezione di artificiosità o di falsificazione vera e propria che avrebbe alimentato le tesi di messinscena.

Tuttavia Diego Cuoghi, autore di Moon Hoax? No thanks!, mi segnala che esiste anche un caso moderno di fotoritocco piuttosto clamoroso: il libro Full Moon di Michael Light, pubblicato in Italia da Mondadori col titolo "Luna" nel 1999. Cuoghi cita, per esempio, la foto numero 70 del libro (le pagine non sono numerate). Questa è una scansione parziale della foto così come viene presentata in Full Moon.



Questa è invece la foto originale, la AS15-85-11470, pubblicata dalla NASA qui e disponibile in versione non ritagliata e a definizione molto maggiore presso http://eol.jsc.nasa.gov (acquisire quest'ultima versione è un po' complicato; Cuoghi la offre direttamente sul proprio sito qui).



Il confronto rivela la vistosa e discutibile elaborazione digitale dell'immagine, fatta forse per conferire drammaticità a una fotografia scattata con intenti puramente documentativi. I più attenti noteranno anche l'eliminazione vera e propria di un dettaglio: il sasso fra le ruote del Rover, evidenziato qui sotto.



Spiega Cuoghi: "[Michael Light] ha chiuso tutte le ombre facendole diventare un'unica macchia nera, e tutto il contorno dell'astronauta e del Rover sul fondo nero è alonato, come se in stampa (faccio sempre l'esempio della camera oscura) avessero esagerato con l'esposizione della carta. Queste foto non sono state stampate su carta e poi scansionate, sarebbe assurdo, ma l'effetto è quello. In digitale si può ottenere con PhotoShop, lavorando su diversi livelli sovrapposti, uno sfocato che scurisce il sottostante, poi uno esageratamente contrastato che si sovrappone parzialmente, poi un altro.... Insomma bisogna lavorarci molto per rovinare in quel modo "pittoresco" una foto scientifica."

Cuoghi nota che quasi tutte le fotografie in bianco e nero hanno lo stesso "effettaccio", mentre quelle a colori "hanno risentito, mi pare, solo di un elevato contrasto." Cita anche le fotografie 75 e 76, da confrontare con gli originali (AS15-82-11102 e AS15-90-12233): "Basta guardare come sono state ridotte quelle povere ombre: abissi di nero 100%, grigi inesistenti e bianchi sparati, quando gli originali sono pieni di sfumature e dettagli. E sempre quell'alone sfocato di sotto, a dare un senso di artefatto e di sporco... forse gli originali erano troppo realistici, non abbastanza suggestivi, glamour, shocking."

Trova incomprensibili "le pesantissime elaborazioni che si trovano in quello che è considerato uno dei migliori libri fotografici recenti sulle missioni Apollo." E aggiunge: "Moltissime foto in bianco e nero sono state elaborate per renderle più "drammatiche" con un incomprensibile abuso di contrasto misto a spappolamento dei dettagli, bordi sfumati come se fossero stati scontornati con l'aerografo, ombre chiuse, luci bruciate... Il confronto con le migliori scansioni originali pubblicate nei siti NASA è sconfortante. L'autore confessa di essere intervenuto solo su quattro foto 'eliminando con un procedimento digitale alcuni piccoli particolari per ragioni estetiche', ma non è così, le foto rovinate con quel bianco e nero "pittoresco e suggestivo" sono molte di più."

Il libro di Michael Light, insomma, ha il pregio di riaccendere l'interesse verso le missioni lunari Apollo, ma lo fa sacrificando l'autenticità e il realismo. Va quindi considerato più come libro d'arte che come documento oggettivo degli sbarchi sulla Luna.

2010/09/21

Era facile sospettare il complotto all'epoca: i libri pubblicavano foto lunari ritoccate

di Paolo Attivissimo

Grazie agli archivi della Società Astronomica Ticinese ho potuto sfogliare di recente “Terra Luna Anno 1” di G. Righini e G. Masini, un libro italiano dedicato alle missioni lunari e stampato a settembre del 1969, solo due mesi dopo il primo sbarco sulla Luna, dall'editore Arnoldo Mondadori. Fra le tante illustrazioni a colori del libro ne spicca una a pagina 21, mostrata qui sotto.

Anche un occhio non particolarmente esperto nota che alcuni dettagli dell'astronauta sono chiaramente disegnati. L'impressione immediata è che la foto sia un falso. Nel libro, però, viene descritta come se fosse una fotografia autentica di Buzz Aldrin che "ha appena deposto il riflettore laser che servirà per misurare l'esatta distanza Terra-Luna".

Se Mondadori pubblicava foto ritoccate di questo genere nei libri che parlavano di imprese lunari, non c'è troppo da stupirsi se poi alcuni lettori dubitarono che le immagini fossero autentiche e quindi sospettarono che l'intero progetto lunare fosse una messinscena.

Le alterazioni apportate all'immagine, con veri e propri dettagli inventati ed altri completamente eliminati, diventano molto evidenti se si confronta l'illustrazione del libro con una scansione diretta dell'originale, che è la foto AS11-40-5945.


Non tutte le illustrazioni di questo libro sono alterate in questo modo (anche se ce n'è un'altra analoga a pagina 16-17), ma si tratta di un esempio della qualità talvolta scadente delle fotografie delle missioni Apollo presentate all'epoca. Con questo genere di qualità e di ritocco disinvolto era in effetti comprensibile dubitare dell'autenticità delle poche immagini circolanti. Oggi, con l'abbondanza di materiale consultabile e le scansioni di alta qualità di tutte le immagini, questa scusante non è più accettabile.