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2013/07/11

Niente stelle neanche nelle foto di Luca Parmitano

di Paolo Attivissimo

Le belle foto di Luca Parmitano nello spazio, scattate il 9 luglio scorso nel corso della prima passeggiata spaziale di un astronauta italiano, compiuta per effettuare modifiche e manutenzioni alla Stazione Spaziale Internazionale insieme con lo statunitense Chris Cassidy, rispondono eloquentemente a una delle obiezioni più ricorrenti dei lunacomplottisti e dei dubbiosi: la mancanza di stelle nelle foto scattate sulla Luna. Viene naturale pensare che nello spazio, senza atmosfera, le stelle si dovrebbero vedere benissimo, meglio che sulla Terra.

In realtà le stelle sono troppo fioche per essere fotografate se la fotocamera è impostata per la luce diurna, e Luca, in queste foto, è illuminato a giorno dal Sole, per cui la fotocamera è appunto regolata per esporre correttamente un soggetto in pieno Sole. Lo stesso vale per l'occhio umano.

L'idea che si debbano vedere le stelle nello spazio è un mito diffuso dalla fantascienza cinematografica e dagli illustratori delle missioni spaziali, che per dare profondità e maggiore bellezza alle proprie immagini aggiungono le stelle allo sfondo. Ma quando si è illuminati a giorno dal Sole, nello spazio o sulla Luna, le stelle non si vedono: per vederle occorre mettersi al buio, in modo che l'iride dell'occhio (o il diaframma della fotocamera) possa aprirsi e catturare la loro luce fioca.

Credit: NASA

Credit: NASA

Credit: NASA



2013/03/09

Gli astronauti devono tenere la visiera riflettente sempre abbassata?

di Paolo Attivissimo. Questo articolo vi arriva grazie alla donazione per il libro “Luna? Sì, ci siamo andati!" di stefano@art* ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2013/04/15.

Alcuni sostenitori delle tesi di complotto lunare affermano che sarebbe impossibile operare sulla Luna, al di fuori del veicolo spaziale, senza ustionarsi il volto a causa delle radiazioni solari, e che quindi le escursioni lunari sarebbero impossibili. Le immagini in cui gli astronauti hanno la visiera riflettente sollevata, poi, sarebbero ancora più irrealistiche, perché verrebbe a mancare anche la protezione di questo ulteriore strato.

Per esempio, Luogocomune presenta l'obiezione in questa pagina come segue (evidenziazioni aggiunte):

“Per ignoranza, o per abitudine, noi siamo abituati a considerare lo spazio cosmico come un "vuoto" assoluto. In realtà questo spazio è attraversato costantemente da poderose radiazioni solari, milioni di volte più forti di quelle che noi rivceviamo, filtrate dall'atmosfera, sulla Terra. Basti pensare alla differenza che si registra sulla nostra pelle se passiamo un'ora al sole nel tardo pomeriggio (quando i raggi solari ci arrivano in diagonale, e sono quindi maggiormennte filtrati dall'atmostera), e un'ora passata al sole a mezzogiorno (quando invece i raggi ci colpiscono in perpendicolare, ed attraversano uno strato più sottile di atmosfera).

Questo signore deve aver protratto un pò troppo a lungo la sua permanenza al sole, in alta montagna. E' bastato lo scarto di densità atmosferica che c'è con i livello del mare, per ridurlo in quelle condizioni.

Pensiamo ora di togliere del tutto il filtro atmosferico, e di passare un paio d'ore con il volto esposto ai raggi solari, protetti soltanto dallo schermo del casco. Per quanto filtrante possa essere il suo materiale trasparente, non è certo pensabile di poter passare più di un paio di secondi alla diretta luce del sole, senza friggere come cotechini. Al di là della radiazioni cosmiche, infatti, la superficie lunare raggiunge al sole delle temperature medie fra i cento e i duecento gradi centigradi, mentre all'ombra le temperature si abbattono drasticamente sotto i meno-cento gradi centigradi.”

La risposta tecnica dettagliata a questo dubbio è nel capitolo 8 del mio libro “Luna?” (scaricabile gratuitamente o acquistabile come mostrato nella colonna di destra di questo blog), e si riassume con il fatto che i materiali del casco sono sufficientemente filtranti per i raggi infrarossi e ultravioletti, ma c'è un modo molto più diretto di rispondere: confrontare con altre immagini di missioni spaziali sulle quali i complottisti non avanzano dubbi.

Per esempio, gli astronauti delle missioni Shuttle e quelli che lavorano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale trascorrono diverse ore consecutive nello spazio, investiti dalle stesse radiazioni solari che colpirebbero un astronauta sulla Luna, perché sono al di fuori dell'atmosfera terrestre che, secondo Luogocomune, sarebbe un filtro protettivo imprescindibile. Ci sono centinaia di ore di registrazioni video delle loro passeggiate spaziali, durante le quali restano esposti al sole, protetti soltanto dai propri caschi, senza che questo comporti problemi.

Non solo: ci sono molte immagini di astronauti Shuttle o ISS che alzano la visiera riflettente mentre compiono passeggiate spaziali, proprio come nell'immagine dell'astronauta lunare mostrata da Luogocomune (probabilmente Harrison Schmitt). L'obiezione, insomma, è infondata, ma ci offre l'occasione di conoscere meglio la tecnologia spaziale e trovare delle magnifiche immagini di uomini e donne che lavorano nello spazio e sorridono attraverso le visiere trasparenti dei propri caschi.

Jerry L. Ross fotografato attraverso un finestrino dello Shuttle Atlantis durante la missione STS-37, 11 aprile 1991. Foto NASA STS037-18-032 (link).

Susan J. Helms durante la missione Shuttle STS-102 (2001), quando stabilì
il record di durata di una passeggiata spaziale con 8 ore e 56 minuti (link)

Michael Gernhardt agganciato al braccio robotico dello Shuttle Endeavour durante la missione STS-69 (1995) (link).

Jeffrey N. Williams durante la missione STS-101 (2000).
Foto NASA STS101-724-081 (link)

James Newman durante la missione STS-88 (1998)
Foto NASA STS088-704-041 (link)

Jerry L. Ross lavora alla Stazione Spaziale Internazionale durante la missione Shuttle STS-110 (2002)
Foto NASA STS110-303-034 (link).

L'astronauta svizzero Claude Nicollier durante la missione STS-103 (1999)
Foto NASA STS103-731-017 (link)

Andrew Feustel all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale, 25 maggio 2011.
Dettaglio della foto S134-E-008966 (link)

2011/06/01

Stelle nelle foto spaziali (finalmente)

di Paolo Attivissimo

Credit: NASA.

Dalla Stazione Spaziale Internazionale è arrivata ieri questa magnifica fotografia dello Shuttle Endeavour attraccato alla Stazione, con un cielo riccamente stellato e le luci notturne delle città sorvolate dal complesso orbitante. L'originale ad alta risoluzione è disponibile qui.

Uno dei tormentoni del lunacomplottismo è la tesi che nelle fotografie scattate sulla Luna si dovrebbero vedere le stelle in cielo, e questa foto può sembrare una prova a supporto di questa tesi, ma occorre fare attenzione a un dettaglio importante: questa fotografia dello Shuttle mostra il cielo stellato perché è stata scattata regolando la fotocamera per tenere conto della poca luce notturna. I dati EXIF nell'immagine riportano una sensibilità di ben 25600 ISO, un diaframma regolato a f/2.8 e un tempo di posa di ben 3 secondi (per questo le luci delle città sono striate e mosse).

Le fotografie lunari, invece, furono scattate regolando la fotocamera per la luce diurna, quindi con tempi di posa, diaframmi e sensibilità molto inferiori (1/250, f/11, 160 ISO). Infatti le stelle mancano anche nelle fotografie scattate dalla Stazione Spaziale Internazionale, quando vengono fatte durante il sorvolo della faccia illuminata della Terra. Lo si nota per esempio nella foto qui sotto, tratta dalla medesima visita dello Shuttle Endeavour alla Stazione (l'originale ad alta risoluzione è qui):

Credit: NASA.
I dati EXIF di questa seconda immagine sono 1/320, f/10.5, 200 ISO. In altre parole, valori che raccolgono molta meno luce di quella in cui si vedono le stelle.

Le foto di oggi, insomma, confermano visivamente quanto già spiegato a suo tempo dagli esperti: nelle foto scattate di giorno sulla Luna, regolate per luce diurna, non ci sono le stelle perché non ci devono essere.

2010/08/31

I disegni ingannevoli della NASA

di Paolo Attivissimo

Alcuni dei miti più ricorrenti del cospirazionismo lunare sono dovuti almeno in parte, paradossalmente, alla NASA stessa. L'ente spaziale statunitense, infatti, pubblicò molte illustrazioni divulgative per anticipare al pubblico lo svolgimento delle missioni, ma si prese alcune licenze artistiche per rendere più interessanti le immagini. Queste licenze, che introdussero dettagli in realtà inesistenti o differenti, rimasero impresse a molti e causarono inevitabilmente perplessità quando non furono riscontrate nelle immagini effettive.

Per esempio, il disegno classificato come S69-39011 e intitolato Artists concept of Apollo 11 Lunar Module descending to surface of moon (Concezione artistica del Modulo Lunare dell'Apollo 11 che scende verso la superficie della Luna), tuttora archiviato per esempio presso Science.ksc.nasa.gov, contiene una notevole serie di errori.


Innanzi tutto, sono visibili le stelle: in realtà non si vedrebbero, perché sono troppo fioche rispetto alla luminosità della superficie lunare illuminata a giorno. Poi c'è il bagliore del getto del motore di discesa, che in realtà non c'era: i propellenti ipergolici utilizzati, infatti, non producevano una fiammata colorata o luminosa.

Anche il paesaggio è sbagliato: la zona del Mare della Tranquillità dove era previsto l'allunaggio dell'Apollo 11 era priva di rilievi montuosi come quelli mostrati. Il sito di allunaggio era stato scelto proprio perché estremamente pianeggiante e quindi più facile da affrontare in questo primo tentativo.

Anche l'illuminazione della cabina, visibile attraverso i finestrini, è decisamente eccessiva: non sarebbe stata visibile rispetto a quella ben più intensa (a giorno) della superficie lunare.

A un livello più tecnico, il disegno è sbagliato perché mostra una sonda di contatto (le astine verticali sotto le zampe) anche sulla zampa sulla quale è presente la scaletta (la zampa centrale nel disegno). L'asta era prevista inizialmente su tutte e quattro le zampe del modulo lunare, ma poi fu deciso di rimuovere quella sulla zampa dotata di scaletta perché nel piegarsi durante il contatto con il suolo lunare avrebbe potuto assumere posizioni pericolose o perlomeno di ostacolo per il passaggio degli astronauti.

Quasi tutti questi dettagli errati hanno uno scopo ben preciso: rendere interessante e comprensibile il disegno. Se l'artista non avesse disegnato la fiammata del motore, per esempio, molti non avrebbero capito come facesse il modulo lunare a stare sospeso nel vuoto. Senza l'illuminazione della cabina, non sarebbe stato possibile mostrare gli astronauti e far capire da dove guardavano. Le stelle e le montagne servono per dare dettaglio e profondità all'illustrazione.

Un altro esempio è dato dall'immagine S69-39335, riferita sempre alla missione Apollo 11, nella quale ricorrono molti dei medesimi errori: fiammata visibile del motore, cabina illuminata, rilievi montuosi, stelle visibili. Qui, inoltre, manca il rivestimento termico di pellicola dorata dello stadio di discesa.


Purtroppo molti lunacomplottisti sono rimasti fermi ai disegni e si aspettano che la realtà si conformi all'arte.

2010/02/14

I puntini nel cielo delle foto lunari sono stelle?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Una delle tesi più frequenti, anche tra i semplici dubbiosi, è la sospetta mancanza di stelle nelle fotografie scattate sulla Luna. Abbiamo già visto in questo articolo che è giusto che le stelle non ci siano, per via dell'esposizione troppo breve della pellicola, regolata per foto diurne. L'unica "stella" visibile è Venere (che non è una stella, ma un pianeta) in alcune fotografie scattate con regolazioni particolari.

C'è tuttavia un dettaglio interessante e apparentemente contraddittorio: la presenza di puntini chiari nel cielo di alcune fotografie.

Per esempio, la celebre foto di Buzz Aldrin ai piedi della scaletta, AS11-40-5869, mostra alcuni puntini nel cielo nero. L'immagine qui sotto è tratta ed elaborata dalla migliore scansione pubblicamente disponibile, quella della raccolta GAPE. È cliccabile per ingrandirla, ma l'originale è a risoluzione ancora superiore (4400x4400 pixel). L'originale, così come offerto da GAPE, è scaricabile qui; la versione elaborata dallo Studio Fotografico Andrea Tedeschi è scaricabile qui.


Questi sono i dettagli, da sinistra a destra e dall'alto in basso, dei puntini cerchiati:





La presenza di un puntino anche sul suolo lunare sembra smentire l'ipotesi che si possa trattare di stelle. Tuttavia non si può escludere che il puntino al suolo sia prodotto da un fenomeno differente (un granello di polvere, introdottosi durante la ripresa originale, la duplicazione della pellicola o la sua scansione) e i puntini in cielo siano stelle.

Un modo per sciogliere il dubbio è confrontare queste immagini con altre scattate nella stessa direzione, che inquadrino lo stesso settore di cielo. Se i puntini non si ripresentano nelle medesime posizioni relative (e in posizioni differenti sulla pellicola), è altamente improbabile che si tratti di stelle.

La fotografia AS11-40-5869 è particolarmente utile perché fa parte di una sequenza di immagini scattate a poche decine di secondi di distanza e sostanzialmente dallo stesso punto, nella stessa direzione e con le stesse regolazioni: AS11-40-5866, 67 e 68. Di conseguenza, la porzione di cielo inquadrata è grosso modo la stessa.


Foto AS11-40-5866.



Dettaglio della foto AS11-40-5866.


Il confronto è risolutivo: nella 5866 ci sono due soli puntini anziché quattro, e sono in posizioni differenti; nella 5867 e nella 5868 non c'è alcun puntino. A questo punto si può dire con ogni ragionevole certezza che i puntini visibili nella AS11-40-5869 e 5866 non sono stelle.

Volendo essere pignoli, questo però non esclude che i puntini presenti in altre fotografie possano essere stelle. Si può fare un altro tipo di verifica per risolvere anche questo dubbio.

A febbraio 2010 ho commissionato allo stesso Studio Fotografico Andrea Tedeschi una serie di fotografie della stella Sirio (la più luminosa nell'emisfero nord) e della costellazione di Orione (molto riconoscibile) usando impostazioni di sensibilità, diaframma e tempi di posa corrispondenti a quelli delle fotografie dell'Apollo 11, che furono ISO64, f/5.6, 1/250 di secondo, come risulta dalla documentazione.

L'esperimento ha alcune limitazioni, prima fra tutte la presenza dell'atmosfera, che attenua leggermente la luminosità delle stelle, e il fatto che una fotocamera digitale ha un comportamento lievemente differente rispetto alla pellicola. La sensibilità ISO64, non disponibile sulla fotocamera, è stata approssimata usando ISO 50. I calcoli indicano che la differenza fra i due valori ISO ha un effetto trascurabile (equivalente a cambiare da f/5.6 a f/5.7).

I risultati sono stati eloquenti. Nelle fotografie scattate con le regolazioni usate dagli astronauti Apollo non si vede nessuna stella. Anche con tempi di posa 250 volte maggiori, ossia 1 secondo, non si vede nulla. Con tempi di posa 2500 volte maggiori (10 secondi) compare Sirio, ma è l'unica stella visibile.

Ecco l'elenco completo delle fotografie realizzate per l'esperimento, in formato RAW Canon 21 megapixel:

4107 50mm f/5.6 1/250 ISO 50
4108 50mm f/5.6 1/250 ISO 50
4109 50mm f/5.6 1/250 ISO 100
4110 50mm f/2.8 1/250 ISO 100
4111 50mm f/2.8 1/250 ISO 50
4112 153mm f/2.8 1/250 ISO 50
4113 153mm f/5.6 1/250 ISO 50
4114 153mm f/5.6 1/250 ISO 100
4115 153mm f/8.0 1/250 ISO 100
4116 153mm f/8.0 1/250 ISO 50
4117 153mm f/5.6 1 sec ISO 50
4118 153mm f/5.6 10 sec ISO 50
4119 153mm f/5.6 30 sec ISO 50
4120 153mm f/5.6 10 sec  ISO 50 (Sirio)
4121 153mm f/5.6 1/250 ISO 50 (Sirio)
4122 153mm f/2.8 1 sec ISO 3200
4123 153mm f/2.8 4 sec ISO 3200
4124 153mm f/2.8 2 sec  ISO 3200
4125 153mm f/2.8 2 sec  ISO 1600
4126 153mm f/2.8 4 sec ISO 1600
4127 153mm f/2.8 10 sec ISO 1600

Anche tenendo conto delle limitazioni dell'esperimento, insomma, considerato che neppure una posa 250 volte più lunga riesce a visualizzare la stella più luminosa, è chiaro che nelle foto Apollo non ci possono essere stelle. I puntini sono pertanto necessariamente dovuti ad altri fenomeni.

2009/11/02

Stelle visibili nelle foto lunari

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questa magnifica immagine della Luna sembra smentire la risposta che si fornisce abitualmente a chi trova sospetta la mancanza di stelle nel cielo delle foto lunari delle missioni Apollo: le stelle sono troppo fioche rispetto all'illuminazione solare del suolo lunare, per cui con pochissime eccezioni le foto Apollo non includono stelle, come descritto in dettaglio in questo articolo.

Ma oltre ad essere particolarmente bella, questa foto in realtà mette in evidenza il rischio d'errore che si ingenera quando un'immagine o un dato viene tolto dal proprio contesto, come avviene spesso nella letteratura complottista.

Infatti le stelle sono visibili perché la luce che illumina la Luna non è quella del Sole, ma quella solare riflessa dalla Terra, ben più fioca: in altre parole, la superficie lunare è illuminata dall'equivalente locale del "chiaro di luna" terrestre.

L'immagine fu catturata dalla fotocamera molto sensibile della sonda automatica statunitense Clementine nell'aprile del 1994. Il "Sole" che compare in alto è in realtà il pianeta Venere, le cui dimensioni apparenti sono esagerate perché la sua luce ha saturato il sensore.

Senza queste informazioni sulla sua provenienza e sulle modalità di ripresa, l'immagine può essere facilmente fraintesa e sfruttata per sostenere argomentazioni in realtà fasulle.

L'immagine è descritta qui nella Clementine Collection ed è disponibile in versione ad alta risoluzione (TIFF, 1500 x 2250 pixel, 10 megabyte) qui. Ne esiste anche un'animazione derivante da una sequenza di scatti.

2009/01/26

Perché nelle foto lunari non ci sono le stelle?

di Paolo Attivissimo. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Capita spesso di sentir dire, non solo dai lunacomplottisti ma da molte persone comuni, che le foto degli sbarchi lunari sono false perché mancano le stelle nel cielo:

Perché nelle fotografie di tutte le missioni Apollo le sole stelle visibili sono quelle della bandiera americana?
– Bill Kaysing, Non siamo mai andati sulla Luna, edizione italiana, pagina 61.

Dato che sulla Luna non c'è atmosfera, secondo questa teoria, le stelle dovrebbero essere ben visibili nelle foto anche durante il giorno lunare. I lunacomplottisti argomentano che non ci sono le stelle perché alla NASA si dimenticarono di metterle durante la creazione delle foto. La mancanza di stelle dimostrerebbe quindi che le immagini sono false e che fu tutta una messinscena.

In altre parole, i sostenitori della teoria della messinscena vorrebbero farvi credere che alla NASA avrebbero affidato la falsificazione più politicamente importante della storia a gente così cretina da dimenticarsi di mettere le stelle nelle foto.

Infatti soltanto chi non sa nulla di fotografia può sostenere un'argomentazione così ridicola. Il fatto che molti lunacomplottisti la sostengano dimostra solo una cosa: quanto siano incompetenti personaggi come Kaysing nell'argomento di cui parlano con tanta apparente sicurezza.

La spiegazione reale è molto semplice: le stelle non si vedono praticamente mai nelle foto sulla Luna perché non si devono vedere. E' questione di tecnica fotografica di base.

Infatti le stelle sono fioche rispetto al suolo lunare, illuminato a giorno dal sole. Per fare le foto senza sovraesporre il suolo, bisogna chiudere molto il diaframma dell'obiettivo (la parte dell'obiettivo che regola la quantità di luce che colpisce la pellicola) e usare un tempo di posa (il tempo per il quale la pellicola è esposta alla luce) molto breve, in modo da far entrare poca luce. Facendo entrare poca luce, però, non si fa entrare a sufficienza la luce fioca delle stelle. Quindi le stelle, nelle foto della superficie lunare, non si vedono quasi mai.

Se le si vuol vedere, bisogna aprire il diaframma della macchina fotografica e usare tempi di posa lunghi, nel qual caso però si sovraespone il suolo, che diventa tutto bianco. Ma agli astronauti interessava fotografare il paesaggio della Luna, non le stelle, per cui hanno esposto la pellicola per il tempo e con il diaframma che servivano per fotografare correttamente il suolo.

Potete verificare voi stessi questo principio in un modo molto semplice. Andate fuori di notte, quando ci sono in cielo le stelle, e guardate il cielo. Poi illuminate con una torcia una persona che vi sta davanti e guardatela. Non vedrete più le stelle, perché l'occhio si sarà adattato alla luce intensa che c'è in primo piano e quindi avrà escluso quella fioca delle stelle.

Lo stesso vale per le fotocamere: ripetete la prova con una macchina fotografica (digitale o a pellicola, fa poca differenza). Scoprirete che se esponete correttamente la foto in modo da vedere la persona illuminata, le stelle scompaiono; se esponete la foto in modo da far vedere le stelle (sarà necessario un tempo di posa di qualche secondo), la persona è fortemente sovraesposta.

Se neppure questo vi convince, date un'occhiata alle foto fatte nello spazio dagli astronauti di altre missioni spaziali. Anche lì non ci sono stelle: sono dunque falsificate anche queste immagini?


ISS016-E-029502. L'astronauta statunitense Rex Walheim durante una passeggiata spaziale fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale, 15 febbraio 2008. Non ci sono stelle visibili.



S122-E-010982. La Stazione Spaziale Internazionale, in orbita intorno alla Terra, si staglia contro un cielo privo di stelle. 18 febbraio 2008.


La foto qui sotto è particolarmente significativa perché fu scattata durante la missione che portò nello spazio per la seconda volta l'astronauta italiano Umberto Guidoni. Anche lui fa parte del complotto?

Una veduta del vano di carico della navetta spaziale Endeavour durante la missione STS-100, aprile-maggio 2001. Anche qui, niente stelle.


Le stelle mancano anche in questa foto, che ritrae l'astronauta svizzero Claude Nicollier durante una passeggiata spaziale all'esterno dello Shuttle nel 1999:

Claude Nicollier, nel vuoto dello spazio, lavora sulla navetta spaziale Discovery, nel dicembre del 1999. Anche qui, niente stelle.


Le stelle non ci sono sia nelle foto recenti, come quelle mostrate qui sopra, ma non ci sono neppure in quelle d'epoca, anche prima dello sbarco sulla Luna. La foto qui sotto ritrae la prima passeggiata spaziale da parte di un astronauta statunitense, Ed White, durante la missione Gemini 4 nel 1965. Anche qui, guarda caso, niente stelle.


S65-34635. Ed White compie una passeggiata spaziale fuori dalla capsula Gemini 4, 3 giugno 1965.



Ma qualche stella in qualche foto spaziale c'è


Esistono comunque alcune immagini scattate nello spazio che mostrano le stelle. Questo non vuol dire che le stelle si dovrebbero vedere sempre: vuol dire semplicemente che quelle foto sono state scattate usando un tempo di posa lungo e un diaframma molto aperto, in modo da raccogliere più luce e quindi impressionare sulla pellicola oggetti fiochi, come appunto le stelle.

Per esempio, l'immagine qui sotto fu scattata durante la missione STS-35 dello Shuttle Columbia a dicembre del 1990 e mostra chiaramente la costellazione di Orione. Le stelle sono visibili perché la foto fu fatta con un tempo di posa lungo allo scopo di mostrare l'apparato che si vede nella foto (un telescopio sensibile ai raggi ultravioletti e X), che appare ben luminoso ma che al momento dello scatto era in realtà illuminato soltanto dal chiaro di Luna, mentre lo Shuttle viaggiava sopra il lato in ombra della Terra.



L'immagine qui sotto, la ISS016-E-26695, scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale l'1/2/2008, mostra l'aurora boreale vista dallo spazio. Per poter catturare la sua luce relativamente fioca, il fotografo ha usato un tempo di posa lungo, che permette di vedere le stelle ma le rende "mosse" per via del moto della stazione. L'oggetto allungato in basso a sinistra è uno dei pannelli solari della stazione.



La fotografia qui sotto, datata 2009, proviene anch'essa dalla Stazione Spaziale Internazionale e mostra l'aurora e l'airglow (la luminescenza naturale dell'atmosfera) sopra l'Oceano Indiano. Anche qui il tempo di posa è molto lungo, tanto che le stelle sono mosse e la superficie della Terra è fiocamente visibile nonostante non sia illuminata dal sole (fonte: Boston Globe).



L'immagine qui sotto sembra contraddire quanto detto fin qui: la superficie della Luna è esposta correttamente, eppure in cielo sono visibili le stelle.



Ma la contraddizione è soltanto apparente, perché la luce che illumina la Luna non è quella del Sole, bensì quella solare riflessa dalla Terra (l'equivalente lunare del "chiaro di luna" terrestre), che è assai più fioca. Il "Sole" che brilla nel cielo è in realtà il pianeta Venere, fortemente sovraesposto. L'immagine fu scattata dalla sonda Clementine nel 1994, come descritto in dettaglio qui.


Stelle (e pianeti) anche nelle missioni Apollo


In realtà non è del tutto vero che nelle immagini delle missioni Apollo mancano completamente le stelle. Infatti anche in queste missioni furono scattate foto che immortalarono alcuni corpi celesti. Per esempio, durante la missione Apollo 16, il 21 aprile 1972, fu scattata questa fotografia, AS16-123-19657, usando un telescopio e una speciale pellicola sensibili al lontano ultravioletto:



Una versione ruotata ed etichettata identifica le singole stelle delle costellazioni del Capricorno e dell'Acquario. Il corpo celeste rotondo al centro è la Terra, adornata da due fasce di aurora che s'incrociano. Notate che la Terra è una macchia bianca indistinta, perché è sovraesposta.



Nel corso della missione Apollo 14, invece, fu fotografata Venere, che è molto più luminosa di qualsiasi altra stella (tanto che è visibile anche di giorno, sulla Terra, se si sa dove guardare). L'astronauta Alan Shepard, al termine della seconda passeggiata sul suolo lunare, si accorse di Venere che splendeva accanto a una falce di Terra e scattò una serie di fotografie con varie regolazioni di posa. Due di queste, AS14-64-9191 (qui sotto, cliccabile per ingrandirla) e AS14-64-9192, mostrano un puntino accanto alla falce di Terra.



Il puntino è a malapena visibile nell'immagine originale ed è evidenziato nei dettagli qui sotto, nei quali è stata esagerata l'esposizione mediante un'elaborazione digitale.



La Terra, estremamente luminosa e quindi ben visibile anche in fotografie scattate con tempi di posa brevi, è stata fotografata più volte dagli astronauti lunari, sia dall'orbita lunare, sia dalla superficie del nostro satellite. Oltre alle celebri foto del "sorgere" della Terra visto dalla Luna (in realtà il movimento fu prodotto dallo spostamento del veicolo spaziale che orbitava intorno alla Luna), ci sono foto come questa, la AS17-134-20384, scattata durante la missione Apollo 17 a dicembre del 1972, che ritrae Harrison Schmitt accanto alla bandiera degli Stati Uniti:



Ecco un dettaglio della foto precedente:



Persino qualche lunacomplottista l'ha capita


Ecco come Massimo Mazzucco, strenuo sostenitore della falsificazione degli sbarchi lunari, smentisce la teoria delle stelle mancanti sul suo sito Luogocomune.net:

[mia domanda a Mazzucco:] Massimo, visto che è una questione schiettamente fotografica e tu sei del mestiere, gliela spieghi tu una volte per tutte che le stelle NON CI DEVONO ESSERE nelle foto della superficie lunare? Così almeno questa la togliamo di mezzo?

Glielo ho già detto mille volte, Paolo, giuro sui miei figli. Ma deve essere qualcosa più forte di loro, perchè mi ignorano regolarmente. L'ultima volte ho pur spiegato la cosa coi diaframmi e i tempi di posa: se in sole fotografi a 1/250 f8-11, e se calcoli che ogni unità del diaframma equivale a un raddoppio del tempo di posa....

Niente. Non passa, ed è proprio una delle cose che fa più danno alla tesi MoonHoax.




Ipse dixit.